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L'accordo M5S-Lega: una serie di punti inutili e pericolosi


L'accordo M5S-Lega: una serie di punti inutili e pericolosi
16/05/2018, 15:54

Martedì sera, il sito dell'Huffington Post ha pubblicato l'accordo su cui stanno discutebndo Movimento 5 Stelle e Lega per il nuovo governo. Nel tentativo di smentirlo, entrambi i partiti hanno detto che è una bozza vecchia e che ora stanno discutendo su altro. Ma è chiaro che in realtà hanno confermato che su quello hanno discusso. E che anche se adesso hanno cambiato qualcosa, non hanno cambiato tutto. Se avessero idee diverse, non avrebbero mai scritto quella bozza. 

Diciamo che quella bozza può essere divisa in tre parti. C'è una parte che è composta di parole vuote. Per esempio quando si dice che bisogna finanziare la tutela del patrimonio culturale: cosa giustissima per carità. Ma estremamente vaga. Oppure come quando, sull'immigrazione, si dice che bisogna impedire lo sbarco dei clandestini. Dichiarazioni di principio o poco più che valgono quel che valgono. Possono significare tutto o niente. Probabilmente si tratta più che altro di punti che vengono scritti semplicemente perchè i due partiti possano garantire al proprio elettorato che quei punti - espressi in campagna elettorale - verranno seguiti. Ma niente di più.

C'è poi la parte che riguarda l'Europa. E qui ci sono una serie di richieste che da una parte sono inaccettabili per l'Europa e dall'altra sono un indice che dimostra come questi partiti vogliano allontanare l'Italia dagli altri paesi. Cominciamo dalla richiesta che l'Europa vari delle regole che permettano di uscire dall'euro pur senza uscire dall'Unione Europea. E' chiaro che è una cosa inaccettabile. La regola che è stata decisa è che se si entra nell'euro, ci si rimane. Se non ti sta bene, te ne vai sia dall'euro che dall'Unione Europea (con tutto ciò che ne consegue). E il motivo è evidente: Gli accordi non si possono rompere e ricucire a propria convenienza. Un impegno internazionale deve durare, perchè si crei un clima di fiducia. Non bisogna dimenticare che alla base dlel'Unione Europea c'è l'idea che la Ue sia solo una fase di transizione verso gli Stati Uniti d'Europa. Voi immaginate la California o l'Ohio che dica: "No, da domani noi non usiamo più il dollaro"? E' chiaro che non è accettabile. Ma nella propaganda sia della Lega che del Movimento 5 Stelle c'è questa istigazione all'odio contro l'Europa, vista come la sentina di ogni male e la causa di ogni problema al mondo, nonchè mezzo con cui la Bce vuole distruggere l'Italia per favorire la Germania. Una rappresentazione assurda, ma che è stata fatta propria da gran parte di coloro che hanno votato per i due partiti. 

Poi c'è la richiesta alla BCE di cancellare 250 miliardi di debito pubblico. Il ragionamento che viene fatto è questo: negli ultimi anni la BCE ha acquistato centinaia di miliardi di euro in titoli di Stato italiani per tenere bassi i tassi di interesse e dare più liquidità alle banche (che avrebbero dovuto usare questi soldi per prestare denaro ad aziende e cittadini e non l'hanno fatto; ma questo è un altro discorso). Secondo il contratto, Mario Draghi dovrebbe distruggere questi 250 miliardi e distruggerli. Come, non è chiaro. Perchè la BCE è una società; e come tutte le società deve segnare in bilancio le entrate e le uscite. Non può segnare 250 miliardi di uscite "perchè ci abbiamo fatto un bel falò". Inoltre, i titoli di Stato fanno parte anche del patrimonio societario. E quando il patrimomnio societario viene ridotto, deve essere reintegrato dai soci. E chi sono i soci della Bce? Le banche centrali dei vari Stati che fanno parte della Ue. E quindi alla fine, quei 250 miliardi in parte dovrebbero essere messi da Bankitalia (che quindi ridurrebbe i versamenti allo Stato italiano) e in parte dagli altri Stati europei. E perchè Draghi dovrebbe mettersi contro tutti gli Stati europei? Solo perchè Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno una faccia simpatica? 

Infine c'è la richiesta di eliminare i vincoli europei e di ridurre i soldi che l'Italia deve versare alla Ue. E questa faccenda la risolvo con una semplice parola: Brexit. Il referendum sulla Brexit nasce proprio perchè l'allora premier inglese Cameron aveva promesso agli inglesi meno vincoli europei e meno soldi da versare alla Ue. E il risultato lo vediamo: la Gran Bretagna negli ultimi tre anni ha perso quasi 3,5 punti di Pil, rispetto alle attese, è aumentata la disoccupazione, la Bank of England si sta svenando con un quantitative easing da 105 miliardi di sterline per cercare di tenere a galla l'economia del Paese, l'inflazione cresce e molte società stanno trasferendo le loro sedi sul continente europeo per evitare di essere messe fuori dalla Ue. Qualcuno pensa che l'Italia verrebbe trattata in maniera diversa? Soprattutto viste le altre richieste di questo accordo? Sarebbe la volta buona che ci prendono a calci nel sedere. E non è detto che lo facciano solo metaforicamente. 

L'ultima parte dell'accordo è la parte relativa all'Italia. Che è la parte più facilmente attuabile. E quindi quella su cui stare bene attenti. E si parte ovviamente dal "Comitato di conciliazione". Si tratta di un comitato che in pratica dovrebbe affiancare e in parte sostituire il Consiglio dei Ministri. E già qui c'è una cosa che non va. Perchè il Consiglio Dei Ministri è un organo costituzionale, questo comitato no. Eppure hanno lo stesso potere. Poi c'è la composizione: del Comitato ne fanno parte i capi partito, i capigruppo di Camera e Senato e persino persone esterne al Parlamento. Ora, perchè nel Consiglio dei Ministri non ci sono rappresentanti dei partiti? Perchè si pensò che il Consiglio dei Ministri doveva essere un organismo tecnico: il Presidente dà la linea e i ministri - ognuno per la propria materia - trovano le soluzioni ai problemi. Invece con questo comitato le scelte diventano esclusivamente politiche. Non ci sarà più una decisione tecnica da parte dell'esperto in materia. 

C'è poi la decisione di vendere il patrimonio del demanio. Una cosa di cui si parla da anni. In parte è stata fatta: ai tempi del secondo governo Berlusconi, Tremonti svendette una parte rilevante del demanio pubblico facendolo pagare al 5% del suo valore. Nel 2013 Oscar Giannino propose (e per fortuna nessuno accolse quel suggerimento) di creare obbligazioni garantite dal patrimonio immobiliare demaniale per un valore di 400 miliardi di lire. In questo caso, invece si parla di una semplcie vendita. Che però è impossibile: non ci sono abbastanza acquirenti per una parte così importante del patrimonio immobiliare italiano. L'unico risultato che si otterrebbe sarebbe solo un calo di valor edel mercato immobiliare, che verrebbe seppellito da migliaia di nuove abitazioni. E i 200 miliardi non verrebbero mai raggiunti. 

Non parlo del reddito di cittadinanza, soprattutto perchè i grillini hanno già detto che si tratta di una misura riservata a chi perde il lavoro e avrà una durata di due anni. Beh, tale provvedimento c'è già da anni: si chiama NASPI. Quindi è ufficiale che su questo punto - come dicevo da anni - il Movimento 5 Stelle ha solo preso per i fondelli gli italiani. Così come ha fatto la Lega con la flat tax, che è diventata una tassa con più aliquote (esattamente come è adesso). Insomma, quelli che erano i due punti principali della propaganda elettorale dei partiti che hanno vinto le elezioni, sono stati cancellati dagli stessi due partiti. Con buona pace dei milioni di boccaloni che si sono bevuti la balla e li hanno votati. 

Parliamo invece dell'idea che la Cassa Depositi e Prestiti faccia obbligazioni per 70 miliardi, per diminuire il debito pubblico. Questo è stato un argomento sottovalutato, perchè la maggior parte delle persone non sa cosa sia. La Cassa Depositi e Prestiti è dove vengono conservati i soldi che la gente deposita alle Poste, sia quando fa un libretto, sia quando compra dei buoni postali, sia quando apre un conto corrente postale. Insomma, ogni centesimo investito alle Poste finisce alla Cdp. E Lega e M5S vorrebbero prendere questi soldi e usarli come garanzia per abbattere il debito pubblico. E poi, chi li restituisce a coloro che li hanno investiti? E in ogni caso, quanto è etico usare in maniera così spropositata i soldi dei cittadini (soprattutto anziani) che investono alle Poste?

Poi ci sono pochi altri dettagli, ma la sostanza è questa. Ma un programma simile quanto è attuabile? La parte sull'Italia completamente; la parte sull'Europa è inattuabile, dato che le richieste sono talmente assurde che gli altri Paesi si faranno una risata e la chiuderanno lì. Ma attenzione: attuabile non vuol dire che sarà positiva. Ammesso che si riescano ad ottenere 200 miliardi dalla vendita degli immobili, questo danneggerebbe l'immagine dlel'Italia, che continuerebbe ad essere visto come Paese spendaccione e poco attento, economicamente. E lo stesso con l'idea della Cdp, con l'aggravante che si userebbero i soldi dei risparmiatori italiani. Si rischia un casino come quello di Banca Etruria, ma 10 volte più grave. 

E come questa bozza venga considerata all'estero, è dimostrato dalla Borsa di oggi. Nel momento in cui sto scrivendo, la Borsa di Milano perde il 3% e lo spread sui titoli di Stato a 10 anni è salito di 20 punti. Teniamo presente che 20 punti in più significa 2 milioni di spesa in più per lo Stato italiano per ogni miliardo di nuovi titoli di Stato. E poichè l'Italia piazza sul mercato da 250 a 400 miliardi l'anno di titoli di Stato, 20 punti significa fino a 800 milioni in più di spesa all'anno. Non è poco. Se poi i 20 punti dovessero diventare 30 o 50 sarebbe peggio. E' la stessa cosa che successe col governo Berlusconi tra il 2008 e il 2011. Durante il governo Prodi, lo spread si mantenne tra i 30 e i 50 punti. Tra il 2009 e il 2010 non salì di molto, rimase compreso tra i 100 e i 200 punti. Ma cominciò a salire velocemente quando Fini lasciò il Pdl lasciando un governo senza maggioranza, A quel punto l'incertezza sul futuro dell'Italia e la crisi economica comunque in corso generarono una ondata di sfiducia che portò lo sperad oltre i 500 punti. Ecco, è questa seconda fase che dobbiamo evitare. Soprattutto se consideriamo che attualmente lo spread è artificialmente basso grazie alla Bce che continua ad acquistare titoli. Se dovesse smettere gli analisti prevedono un aumento dello spread per l'Italia tra i 100 e i 150 punti. Un bel salasso, vero?

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di Antonio Rispoli
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