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SI preannuncia un nuovo massacro o un sequestro

L'arroganza di Israele, la disperata richiesta della Estelle


L'arroganza di Israele, la disperata richiesta della Estelle
14/10/2012, 18:33

Immaginiamo una scena. Diciamo che domani il governo iraniano dichiara che qualunque nave non diretta verso i porti iraniani osi passare lo stretto di Ormuz (30 chilometri di mare che separano l'Iran dall'Oman), verrà abbordata e dirottata in un porto iraniano. E che ogni equipaggio verrà trattenuto senza limiti di tempo, a piacere dell'esercito iraniano. Cosa succederebbe in questo caso? 
Beh, è facile immaginarlo: Stati Uniti, Onu, gli Stati europei singolarmente e come Unione europea minaccerebbero l'Iran di tremende sanzioni se osasse fare una cosa del genere. E se l'Iran rubasse il carico delle navi sequestrate, rischierebbero anche attacchi militari, oltre all'embargo totale. E probabilmente ci sarebbero in molti Paesi europei manifestazioni di piazza per richiedere il rilascio degli equipaggi ingiustamente sequestrati; mentre giornali e Tv soffierebbero sul fuoco ed attizzerebbero la rabbia popolare contro il cattivissimo governo iraniano.
Ebbene, quanto descritto sta accadendo in questo momento. Solo che l'annuncio è del 2007 e l'ha fatto Israele. Ha deciso che nessuna nave può passare senza l'autorizzazione delle loro navi militari a meno di 200 chilometri dalla costa israeliana. E non solo, come si fa solitamente, in linea retta partendo dai confini, ma anche per decine di chilometri all'esterno dei suddetti confini. Per cui questa zona di blocco "copre" anche le coste dell'Egitto e del Libano. Qualsiasi nave provi ad attraversare la zona, viene abbordata dai soldati israeliani - che più di una volta hanno anche sparato ed ucciso - e dirottata nei porti israeliani. Alle volte la lasciano andare, altre volte lasciano andare solo la navem, completamente spogliata del suo carico. L'equipaggio viene sequestrato, alle volte per qualche giorno, alle volte per settimane o mesi; in ogni caso senza alcuna motivazione. 
Un blocco assolutamente illegale, ovviamente, fatto per punire la popolazione civile di Gaza per aver eletto come proprio presidente, nel 29007, un rappresentante di Hamas (Gli Usa ed Israele poi annullarono il risultato della votazione e decisero che il Presidente sarebbe stato ABu Mazen, che aveva preso meno voti). Naturalmente Israele si giustifica dicendo che invece il blocco è indispensabile per la "sicurezza di Israele", una motivazione che il governo usa per qualsiasi cosa. Ora c'è la Freedom Flotilla che prova per la terza volta ad infrangere quel blocco, con la nave Estelle. Si tratta di una nave completamente disarmata, che sta portando a Gaza tonnellate di viveri, medicinali e cemento, dato che Israele abbatte le case dei civili balestinesi con cannonate, bombe di aereo e bulldozer, ma poi impedisce ai palestinesi di ricostruirle. Nonostante questo, il governo israeliano ha avvertito il governo finlandese (Estelle batte bandiera della Finlandia): se la nave Estelle si avvicinerà alla costa, "la sicurezza dei passeggeri verrà messa a repentaglio" (testuale). Insomma, rischiano di essere uccisi, benchè si sa che sono disarmati. Naturalmente Israele, se deciderà di trucidarli farà come con la prima Freedom Flottilla: un falso video che mostra scontri che non ci sono mai stati, foto, prese dagli archivi ma spacciate per nuove, di coltelli, bastoni e magari anche pistole, e cose del genere. La prima Freedom Flotilla contò 9 morti, decine di feriti e diversi dispersi. Speriamo che questa volta gli israeliani non siano così sanguinari. 
Ma quello che è assordante è il completo silenzio dei mass media e dei governi europei. Non un giornale o una Tv che parli del viaggio della Estelle, non un governo che dica mezza parole per condannare quello che è un ultimatum vero e proprio. Non parliamo dell'Onu, troppo occupata a scatenare la guerra contro Siria ed Iran, per badare ad un Paese che sta violando ogni legge internazionale ed ogni conevnzione. Ed intanto i coraggiosi pacifisti della Estelle stanno andando da soli ed armati solo del loro coraggio contro l'intera marina israeliana. 
Un piccolo dettaglio storico. Negli anni '80 ci fu un altro Paese che avanzò una pretesa simile a quella di Israele. Fu la Libia di Gheddafi, che dichiarò urbi et orbi che tutto lo spazio all'interno del golfo della Sirte erano acque territoriali libiche. SI tratta di una profondita superiore ai 200 chilometri, nel punto massimo, ma almeno la costa interessata era solo quella libica, non si prendeva pezzi di mare prospicienti altre nazioni. E cosa successe? Che Ronald Reagan gli mandò una portaerei che si piazzò nel bel mezzo del golfo della Sirte e, per buona misura,  bombardò la casa di Gheddafi. Allora, visto che è la stessa situazione, cioè l'arroganza di un Paese che pretende di prendersi ciò che non gli spetta, tra quanto vedremo una portaerei davanti Tel Aviv pronta a bombardare la casa di Netanyahu, di Barak e di qualsiasi altro estremista sionista? Ovviamente mai. 

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di Antonio Rispoli
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