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L'articolo 138 della Costituzione, un colpo di Stato o...?


L'articolo 138 della Costituzione, un colpo di Stato o...?
31/07/2013, 15:11

In questi giorni si è parlato molto del'articolo 138 della Costituzione: da una parte Pd e Pdl hanno presentato una proposta per una deroga a questo articolo e quindi se ne sta discutendo in Parlamento; dall'altra c'è stato Beppe Grillo che nel suo blog ha parlato di questa legge costituzionale come di un colpo di Stato (appoggiato da migliaia di utenti di Facebook, che hanno fatto passare link di questo genere, spesso senza neanche capire di cosa si stesse parlando. 
Allora, innanzitutto di cosa parla l'articolo 138? E' quello che stabilisce le regole con cui si può cambiare la Costituzione. Infatti le leggi costituzionali hanno un percorso diverso dalla legge ordinaria. Prima devono passare, come le normali leggi, attraverso l'approvazioone di Camera e Senato; dopo di che si aspettano 90 giorni e devono rifare questo passaggio. Terminata questa fase, se l'approvazione non è avvenuta con una percentuale di "Sì" pari al 67% dei voti in ciascuna delle due Camere, si può ottenere un referendum confermativo. Si tratta di quella che viene definita "procedura rafforzata", necessaria per cambiare la Costituzione senza la facilità di una legge ordinaria. 
La norma portata avanti dal Pd e Pdl prevede due modifiche temporanee: la prima è la creazione di quella che è stata chiamata "la Commissione dei 42". Sono 42 "saggi" (anche se i nomi sono tutt'altro che saggi, a cominciare da quelli di Gaetano Quagliariello e di Franco Frattini ) incaricati di stendere la bozza delle modifiche costituzionali, che poi dovranno essere discusse dal Parlamento con il doppio passaggio Camera-Senato. E qui sta la seconda modifica: tra il primo e il secondo passaggio, il limite di 90 giorni è abbassato a 45. In compenso è previsto che la modifica costituzionale vada comunque sottoposta a referendum, anche se approvata con una maggioranza del 67%. 
Ora, sinceramente c'è da premettere che se mi si chiede il perchè di questa modifica, non saprei cosa rispondere. Mi sembra una cavolata, priva di senso, dato che alla fine non ci sono modifiche di sostanza. Ma di certo, se qualcuno mi chiedesse se questo è un colpo di Stato, la risposta è no. Per carità, si può condividere o meno che sia stata creata la Commissione (e io non lo condivido), ma che una legge costituzionale sia firmata da Tizio, Caio o Sempronio non cambia nulla. Stessa cosa per la riduzione da 90 a 45 giorni dei tempi tra un passaggio e l'altro in aula. Certo, si può intuire una scelta politica (non si fidano l'uno dell'altro, per questa alleanza tra Pd e Pdl e quindi vogliono ridurre al minimo i tempi), ma non ci vedo lesioni al diritto dei cittadini. Il terzo punto, quello del referendum possibile comunque invece è una modifica che mi piacerebbe fosse definitiva, dato che così i cittadini possono interveni9re comunque nelle modifiche costituzionali. 
Quindi, dove sta il colpo di Stato di cui gridava Grillo? Perchè i grillini hanno fatto un feroce ostruzionismo per una cosa del genere? Non chiedo perchè abbiano raccontato balle, perchè i grillini non fanno altro: restituzione degli stipendi, rifiuto dei contributi pubblici, le loro leggi bloccate dal governo... sono tutte balle. Ormai si comportano come il Pdl: non fanno niente da mattina a sera, per i cittadini; e quindi, per giustificare la loro presenza riempiono Facebook di foto fasulle, campagne propagandistiche ridicole e cose del genere. 
A questo punto immagino qualcuno salterà su a dire che questa modifica è solo un grimaldello per facilitare l'approvazione del presidenzialismo. Ma qui le cose vanno separate. Le modifiche alla Costituzione di cui si parla sono raccapriccianti, nel loro complesso: più poteri al premier (senza adeguati contropoteri di controllo), niente più bicameralismo perfetto (cioè Camera e Senato avranno poteri diversi, ma non ben chiariti), presidenzialismo. Di solito, quando si parla di queste cose, si parla del presidenzialismo americano. Ma non è l'uncio esempio. Negli anni '70 quasi tutti i Paesi del Sudamerica avevano costituzioni presidenzialiste. Ed erano tutte dittature. Più o meno mascherate, ma erano di fatto dittature. Quindi bisogna fare attenzione a prendere i sistemi da altri Paesi; non basta prendere quello che conviene. Bisogna prendere tutto, compresa la mentalità delle persone. Ma come trasformi 60 milioni di italiani in 60 milioni di americani che si mettono la mano sul cuore se sentono l'inno nazionale? 
Certo, le nostre istituzioni funzionano malissimo, è indubbio. Ma la colpa non è nelle regole, bensì negli italiani. Ci vorrebbe un libro, per spiegarmi, e non è questo nè il luogo, nè il momento per scriverlo. QUindi mi limito a fare piccoli esempi. Per esempio, è colpa delle leggi o della Costituzione se un terzo degli italiani vota per uno (Silvio Berlusconi) che è stato riconosciuto responsabile di numerosi reati e non ha mai mantenuto una sola promessa in vita sua? E non mi si venga a parlare di ideali o di rivoluzione liberale, dato che finora tutto quello che quell'uomo ha fatto è stato in ossequio ai propri interessi e non altro. E quando un altro terzo degli italiani vota per uno come Beppe Grillo, che agisce in maniera oscura? Una affermazione che non è campata in aria, ma basata sui fatti: ha creato il Movimento 5 Stelle di cui è il padrone assoluto (al di là di quello che dice, lui è proprietario di quel marchio ed è l'unico che può decidere chi può usarlo); gode dell'appoggio di Casaleggio che tramite il suo ex socio è in stretto contatto con l'alta finanza, con banche tipo la JpMorgan e la Goldman Sachs; quando ha scelto la formula societarie dell'M5S ha scelta quello di "società non registrata", un tipo di società che ha obblighi di trasparenza e pubblicità pari praticamente a zero; e così via. Per non parlare poi del terzo di italiani che ha votato per il Pd, un partito che ha ampiamente dimostrato essere solo la succursale del Pdl. Non c'è legge al mondo che possa spingere un italiano a scegliere in maniera intelligente al momento del voto. E se non si sceglie in maniera intelligente, i risultati li abbiamo sotto gli occhi: Parlamenti pieni di yes-men (e yes-women), di delinquenti e del peggio che offre la società umana; Tv ormai sotto il controllo totale di Berlusconi, che trasmettono servizi falsi e diffamatori contro i giudici come i due titolati "La Guerra dei 20 anni" (intendendo il fatto che Berlusconi ama troppo violare la legge, per non finire sempre nei guai con i giudici); una manipolazione totale della realtà fatta da Berlusconi sui mass media tradizionali e da Beppe Grillo sul web; ecc. Tutte cose che portano la gente a non capire che devono agire con più consapevolezza, anzichè farsi portare dove vogliono gli altri; e che alla fine rendono inutile sperare in miglioramenti imposti dall'esterno. 
Marco Travaglio più volte ha definito il rapporto tra la Costituzione e il popolo italiano come un abito elegantissimo (la Costituzione, appunto) indossata da un maiale. E per quanto la seconda parte del paragone sia offensivo, è assolutamente vero. 
ANche perchè, diciamocela tutta: la Costituzione è stata fatta da persone che avevano gli attributi quadri, persone forgiate da un ventennio di persecuzione e di fascismo, nonchè da una guerra civile. QUindi gente che sapeva benissimo cosa fosse uno Stato e cosa bisognava fare per averlo, anche a costo di rinunciare a qualcosa per se stesso. Qualcuno è convinto che si possa dire lo stesso per i parlamentari che abbiamo adesso? CHe tutti i 630 deputati e i 345 senatori presenti adesso, messi tutti insieme, valgano più di un unghia di un Togliatti, di un De Gasperi o di un La Malfa padre? 

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di Antonio Rispoli
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