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L'attacco degli Usa alla Siria, un gesto di immensa debolezza


L'attacco degli Usa alla Siria, un gesto di immensa debolezza
16/04/2018, 15:51

Come è noto, nella notte tra venerdì e sabato, gli Usa - aiutati da Francia e Gran Bretagna - hanno sferrato un attacco contro la Siria. Sono stati lanciati 103 missili e centrati alcuni bersagli. Che valutazioni si possono trarre? 

Innanzitutto sgombriamo il campo dalle menzogne raccontate. Non so se sia vera la versione statunitense che i missili hanno colpito i bersagli oppure quella russo-siriana secondo cui due terzi dei missili sono stati abbattuti. certo è che appare difficile che il sistema di missili S-300 dei siriani non sia riuscito a centrare neanche un bersaglio. In ogni caso quello che è certo è che gli Usa mentono quando affermano di aver colpito un deposito dove erano stoccate armi chimiche. Se veramente fosse stato colpito, ci sarebbe stata una nube tossica nella zona. E nessuna nube tossica e nessun intossicato risulta dai comunicati. Così come è poco credibile la versione Usa che i missili abbiano colpito un centro di ricerche di armi chimiche. Anche qui ci sarebbe stata una fuoriuscita di una nube tossica. Inoltre in un Paese in guerra, non lasci un centro attivo, pieno di sostanze pericolose, senza una nutrita guardia. E nessuno è stato ucciso dai missili. Quindi appare probabile che sia vero quanto detto dalla Siria, che quel centro era vuoto e inutilizzato, perchè bombardato dagli israeliani l'anno scorso e non ancora riparato. Cosa che però indica che gli Usa hanno attaccato bersagli inutili, segno della volontà di non colpire, ma di far finta soltanto; oppure segno che i servizi segreti statunitensi hanno preso una enorme cantonata per inefficienza. 

Alla fine, l'unico obiettivo che conta che sarebbe stato colpito è una base aerea vicino ad Aleppo, dove era di stanza anche una unità iraniana. Ed è anche l'obiettivo dove sarebbero stati abbattuti, secondo i siriani, la maggior parte dei missili Tomahawk lanciati da Usa, Francia e Gran Bretagna. Un obiettivo importante nel caso in cui la Siria decidesse di attaccare le truppe turche che hanno invaso il nord del Paese. Insomma, sembra che questo attacco, al di là della falsa indignazione per il presunto attacco chimico che l'ha provocato, sia parte degli aiuti che gli Usa stanno dando a chiunque attacchi la Siria. 

E qui veniamo al presunto attacco chimico. Che è presunto solo per chi vuole essere buono. In realtà è un attacco che non è mai esistito. Attenzione, questa volta non è come nel 2014, quando l'attacco chimico ci fu, ma venne organizzato dal sedicente Esercito Libero Siriano. No, questa volta l'attacco non c'è stato proprio. Per capirlo, partiamo dall'inizio. E cioè dall'annuncio della notizia. Voglio ricordare che non c'era nessun giornalista in zona. A raccontarlo sono stati i White Helmets. Ma chi sono i White Helmets? Sono una organizzazione fondata da un ex ufficiale inglese. In teoria dovrebbero essere in Siria per salvare le persone e curare i fariti, ma c'è una cosa strana: nessuno li ha mai visti all'opera. Certo, sono in prima linea quando devono accusare l'esercito siriano e Bashar al Assad di aver bombardato questa o quella zona; fanno e diffondono spesso filmati mentre sono all'opera. Ma le foto e i video sono troppo perfetti. Tutti noi abbiamo visto dei filmati amatoriali: immagini incerte, che vibrano ed ondeggiano, ecc. Nulla del genere nelle immagini dei White Helmets. Sempre perfette. Quasi come se avessero una troupe di professionisti a riprenderli. 

Ricordate quelle foto del bambino siriano orfano e "traumatizzato" dalle bombe dell'aviazione di Assad (così riferivano i giornali) e tutto sporco di terra? Qualche giorno dopo sul web è stata mostrata una foto dello stesso bambino, in braccio al padre, perfettamente ripulito e sorridente, insieme con uno dei White Helmets. Che cosa c'è sotto? Vista la storia dei White Helmets, alcune incongruenze nelle foot da loro diffuse e altre testimonianze raccolta da giornalisti siriani (anche facendo la tara di una certa faziosità) sembra proprio che dei White Helmets non si possa fidare. Insomma, sembra una squadra di propagandisti anti-Assad che agisce sul territorio siriano. 

E a questo si aggiunge un dettaglio. Avete visto le immagini dei presunti sopravvissuti all'attacco chimico? Qualcuno di voi sa dire dove sonos tate scattate? Intendo dire: prendete solo la foto e cercate di cancellare dalla mente le eventuali didascalie. Sapete individuare dove sono state scattate? E quando? Io no. Le ho guardate con attenzione e non c'era niente che lo indicasse. Lo sfondo erano le solite pareti grigie o beige, senza un dettaglio. Non c'era un quadro, non c'era una imperfezione nel muro, non c'era un dettaglio artistico particolare che potesse far individuare il luogo dove le foto sono state scattate. Potrebbero essere state scattate in uno studio fotografico, per quello che si vede. E questo già fa venire qualche dubbio sull'autenticità di quelle foto. 

Il dubbio svanisce, insieme alla credibilità delle foto, quando si guardano le facce dei bambini con le bombole d'ossigeno in mano o sul visto. Vedete, sin dall'inizio si è parlato di un attacco sferrato con un gas a base di cloro. Il gas a base di cloro ha un effetto noto, sin dall'inizio del '900, quando veniva usato per l'iprite. Cioè irrita sia la pelle che le vie respiratorie. Questo significa che la pelle appare per qualche giorno rossa, come bruciata dal sole. Nei casi più gravi, può apparire addirittura butterata. In quanto alle vie respiratori, l'irritazione fa sì che i capillari emergano sottopelle e che si infiammino le vie respiratorie, al punto che si hanno crisi di tosse molto violenta, al punto che si rompono gli alveoli polmonari e si tossisce sangue. Spesso, chi muore a causa di una intossicazione da cloro, ha del sangue intorno al naso e alla bocca. Ma nelle foto nulla del genere. I bambini hanno un viso liscio, non un'ombra di pelle arrossata, non una sbavatura di sangue vicino alla bocca o vicino al naso. E aòllora, il cloro dove è finito? Sono state anche diffuse delle foto di bambini con una bava bianca vicino alla bocca. Bava che è causata dall'annegamento... oppure da una pasticca di antiacido tenuta in bocca senza deglutirla. E in entrambi i casi, non da una bomba al cloro. 

E poi la bomba stessa, dove sta? Vedete, le bombe chimiche non sono bombe esplosive, come le immaginiamo guardando i film di guerra o quelli di azione. Sono praticamente delle bombole di gas, con un altimetro o un timer che al momento giusto scattano e svuotano in pochi istanti tutto il contenuto. ma il contenitore rimane. Ammaccato e danneggiato, certo, dato che cade da 10-12 mila metri. Ma non scompare, non c'è esplosivo che lo distrugge, come avviene per le bombe ordinarie. Come mai nessuno l'ha visto? Come mai nessuno l'ha fatografato? Eppure sarebbe la "smoking gun", la pistola fumante, come amano dire gli statunitensi. Ma niente da fare. Ci dobbiamo fidare delle parole dei White Helmets. 

Ma se loro, che sono palesemente di parte, sono credibili, perchè non dovrebbero essere credibili i medici siriani che sono arrivati a Douma, la città asseritamente bombardata con i gas? Certo, sono di parte anche loro ma dall'altra parte della barricata. E hanno dichiarato che negli ospedali di Douma non c'erano persone intossicate dai gas. Teniamo presente che non si sgancia una bomba chimica con roba che svanisce dopo 12 ore. Ci sarebbe dovuto essere un certo numero di persone (statisticamente, da 3 a 5 volte il numero dei morti; quindi da 200 a 300 intossicati, se i morti sono 60) ricoverate in ospedale. Magari ad inalare ossigeno puro per aiutare i polmoni a rimettersi. E invece niente, non c'era nessuno. Inoltre i soldati russi - che hanno in dotazione appositi kit per evitare di camminare in zone contaminate - hanno affermato che in città 24 ore dopo il presunto attacco chimico non c'era traccia di sostanze chimiche nocive. E si sa che i gas a base di cloro permangono a lungo. E non solo loro. 

Infine, oltre alle motivazioni fin qui espresse, che smentiscono l'uso di armi chimiche a Douma, c'è una domanda di fondo: perchè Assad avrebbe dovuto farlo? Cioè parlando in modo accademico, diciamo che posso comprendere lo sganciare una bomba chimica su soldati nemici. Certo, c'è un forte rischio che la popolazione si incazzi di brutto, nel vedere fratelli, sorelle, genitori e figli che muoiono e quindi possa decidere di aiutare gli invasori, ma diciamo che la possibilità ci sta. Ma a che scopo farlo a Douma? Da una settimana erano in corso trattative tra le ultime milizie di Jaish al Islam (gruppo di estremistiislamici collegato ad Al Qaeda) e il governo siriano, per consentire a queste ultime di lasciare la città senza far del male ai civili; e 24 ore prima del presunto attacco era iniziata l'evacuazione dei miliziani da Douma. Quindi a che scopo lanciare una bomba chimica? Lanciata una o due settimane prima avrebbe avuto senso, per quanto un senso criminale. Ma in quel momento? 

In realtà, l'attacco chimico è quindi una bufala. E l'attacco con i missili sferrato da Usa, Gran Bretagna e Francia una dichiarazione di debolezza. Certo, debolezza. Se anche si fosse trattato di un attacco più prolungato, un attacco con i missili può arrecare un grave danno alla popolazione civile, magari anche uccidere migliaia di persone. Ma non provoca nessun danno all'esercito siriano. Ed è quello che invece gli Usa dovrebbero fare, se vogliono evitare la guerra che si sta per creare tra esercito siriano - appoggiato dai russi - ed esercito turco. Perchè ormai il nord della Siria è l'unica parte del Paese che ancora non è tornata sotto il controllo del governo siriano. E quindi adesso bisogna scacciare i turchi o rinunciare a quella zona del Paese; Assad non ha alternative. 

Una volta, gli Usa sarebbero intervenuti - direttamente oppure tramite l'Onu - per costringere le due parti ad un tavolo di negoziati e trovare un accomodamento. Soprattutto con l'appoggio di Gran Bretagna e Francia, altri due membri permenenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Oppure sarebbero intervenuti con l'esercito, magari anche senza la scusa dell'attacco chimico. Ma un attacco del genere, un po' di missili sganciati su pochi obiettivi, non può cambiare niente. E anche come attacco dimostrativo non dimostra nulla. Insomma, assomiglia più ad una dichiarazione di resa. Sono gli Usa che dicono: "Sentite, più di così noi non possiamo fare". Poi ognuno può credere quello che vuole sul motivo per cui facciano questo: per paura della Russia, per non dare il via ad una escalation e così via. Ma resta il fatto che gli Usa attualmente non sono in grado di lanciare un attacco serio. Erano altri i tempi in cui Eisenhower stabiliva che gli Usa dovevamno essere in grado di affrontare contemporaneamente due guerre e mezzo: cioè due conflitti di dimensioni estese (tipo il Vietnam o la Corea, per intenderci) più un conflitto locale in qualche altra parte del mondo.

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di Antonio Rispoli
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