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La soluzione per uscire dalla crisi è agire all'opposto

L'austerità dell'Europa, un veleno che ci ucciderà


L'austerità dell'Europa, un veleno che ci ucciderà
10/11/2012, 15:36

Negli ultimi tempi sta succedendo cuna cosa che, se non fosse assurda, sarebbe comica. Da una parte abbiamo i governi europei che - vuoi per semplice incapacità, vuoi per stupidità, vuoi per malafede - stanno distuggendo l'economia dei loro Paesi; dall'alltra abbiamo Internet che strabocca di teorie fantasiose, indimostrate e spesso indimostrabili che asseriscono urbi et orbi bestialità del tipo che l'euro è una truffa, che il debito pubblico non si può pagare, che bisogna uscire dall'euro e cose di questo genere. 
Poichè non ho l'abitudine di farmi gli affari miei, spesso commento questi blog,  spiegando perchè il suo contenuto contiene errori; e la risposta che inevitabilmente arriva è: "A te piace il governo Monti". 
In realtà il governo Monti si sta dimostrando uno dei peggiori della storia italiana. Soprattutto in campo economico, cosa estremamente grave, dato che è considerato un economista di fama mondiale. Finora tutte le leggi approvate che influenzano direttamente o indirettamente l'economia italiana, hanno causato un danno a tutti i cittadini. il governo Monti ha fatto una finanziaria ogni due mesi, ma ciascuna di esse non ha fatto altro che aumentare le tasse e tagliare i servizi essenziali; la riforma Fornero con l'abolizione dell'articolo 18 ha aumentato la disoccupazione; la riforma pensionistica ha creato oltre 300 mila persone che resteranno senza stipendio e senza pensione per un periodo variabile tra 1 e 7 anni. Ciascuna di queste leggi e ciascuna di queste misure non hanno fatto altro che contrarre la domanda interna e quindi far crollare il Pil. Eppure lo sanno tutti quelli che si sono avvicinati all'economia che quando tagli le risorse alle classi medio-basse, l'economia va in recessione. E anche se uno non lo studia, basta ricordare cosa successe nel 1929: la crisi economica spaventò la popolazione statunitense che rifiutà di far circolare denaro. Ci fu un blocco della produzione e quindi una disoccupazione di massa che aumentò la paura di spendere e così via. La stessa cosa avvenne in Europa, dato il collegamento tra le banche europee e quelle statunitensi. E quando i Paesi europei adottarono le stesse misure di austerità, si svilupparono da una parte fenomeni dittatoriali come il nazismo, ma dall'altra una povertà diffusa della popolazione in tutti i Paesi europei. Infatti, quando si parla dell'Europa tra il 1930 e il 1939, ci si concentra quasi esclusivamente sul fascismo italiano e sul nazismo tedesco, ma si parla poco di ciò che successe in quel periodo negli altri Paesi. La povertà era diffusa, e in tutti i Paesi europei si svilupparono movimenti ispirati al nazismo. Quando i tedeschi conquistarono militarmente l'Europa, ebbero l'appoggio di movimenti nazisti in Francia, Olanda, Belgio; persino in Inghilterra esisteva un partito nazista inglese. Senza contare movimenti simili che si svilupparono nell'est Europa, come in Romania e Bulgaria. E in tutti questi casi, abbiamo avuto governi che hanno puntato sull'austerità.
E come si risolse la crisi del 1929? In parte grazie alla Seconda Guerra Mondiale, che distrusse l'intera Europa e quindi costrinse tutti i Paesi a ripartire quasi da zero. In parte si risolse quando il presidente statunitense Franklin Delano Roosvelt inaugurò il New Deal: un programma di spese pubbliche per aumentare l'occupazione. Fu la mossa decisiva: il Pil statunitense cominciò a salire e si crearono le risorse che permiosero agli Usa di diventare "il grande arsenale delle democrazia", come diceva la propaganda bellica dell'epoca. E' quello che servirebbe oggi per uscire dalla crisi: un aumento della domanda interna, in Italia, ma anche negli altri Paesi. E questo richiede terapie leggermente differenti Stato per Stato. Per esempio in Italia bisogna aumentare gli stipendi e ridurre bruscamente il precariato, aumentando nel contempo i diritti dei lavoratori; lo stesso in Grecia, che è stata inutilmente massacrata da 4 anni a questa parte ed ormai come Paese è distrutto. In Spagna invece serve una riduzione della disoccupazione, senza puntare solo su un settroe (come aveva fatto Zapatero che aveva puntato quasi esclusivamente sull'edilizia) ma diversificando l'offerta. E così via. 
Ma soprattutto bisogna fare un cambiamento radicale. Noi abbiamo una economia basata sul petrolio e in parte sull'uranio, come materie prime; ma è così rispettivamente da un secolo e da 70 anni. Entrambi sono in esaurimento e bisogna passare ad una nuova materia prima di base. Per esempio potrebbe essere il silicio, materia base per la costruzione di pannelli fotovoltaici, che sono in grado di produrre ingenti quantità di energia. 
Ma con questa austerità, dove trovare le risorse per fare simili cambiamenti? Anche perchè è una austerità per modo di dire. SI tratta di colpire infatti solo le classi meno agiate, per concentrare i soldi nelle mani di pochi, pochissimi. Infatti, chi ha redditi alti non ci ha rimesso un centesimo. E lo stesso governo ha sperperato miliardi per la casta: l'affitto di oltre 4000 auto blu (non bastavano le oltre 60 mila già esistenti e di proprietà dello Stato?), l'acquisto di due aerei di lusso per un valore di 400 milioni l'uno, e via di questo passo. Riduzioni? SOlo di facciata, come la presa per i fondelli delle province. Perchè di presa di fondelli si tratta. Mi spiego: più una provincia è grande, più consiglieri ha e più questi consiglieri hanno diritto ad un alto stuipendio. Trasformare tante microprovince in una provincia molto più grande, alla fine, non fa risparmiare nulla, perchè gli stipendi piccoli che si pagavano per i consiglieri opra serviranno per pagare quelli molto più alti per le province più grandi. 
Quindi l'austerità è solo un veleno corrosivo, che viene usato per uccidere i Paesi dell'euro. Prima è toccato alla Grecia, con il governo tecnico prima e quello attuale poi; poi alla Spagna, dove Mariano Rajoy ha aumentato la disoccupaziomne, il deficit, il debito pubblico e la disperazione della gente. I prossimi potremmo essere noi, se non agiamo. E certo non si potrà ottenere nulla da chi sostiene il governo Monti (Pd, Pdl, Udc), da chi ha sostenuto il governo Berlusconi, che praticava lo stesso piano economico (Lega Nord e Pdl); ma non si può ottenere nulla neanche da una succursale del sistema bancario, quale dimostra di essere Beppe Grillo e la società Casaleggio. Basta notare un piccolo dettaglio: nei suoi interventi non parla mai delle banche. Nel programma del Movimento 5 Stelle non c'è mai la parola "banche". Eppure tutti ammettono che c'è bisogno di un maggiore controllo sulle banche e sul sistema finanziario. Non è sospetto che per il Movimento 5 Stelle questa non sia una priorità?

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di Antonio Rispoli
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