Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

L'avanzata dei sovranisti in Europa: quali sono i motivi?


L'avanzata dei sovranisti in Europa: quali sono i motivi?
28/05/2019, 15:58

Le recenti elezioni europee hanno cambiato in parte gli equilibri all'interno dell'Europarlamento, riducendo il numero di seggi a favore di socialisti e popolari - che per la prima volta non hanno la maggioranza in Europa - a favore dei cosiddetti sovranisti. Anche in Italia c'è stato uno spostamento di voti massiccio verso un partito sovranista quale è la Lega; ma anche Fratelli d'Italia ne ha approfittato superando il 6% dei consensi. Come mai questa tendenza dei cittadini europei a votare sempre più a destra? 

Perchè questa è una tendenza che c'è ovunque, in Europa. Non solo in Italia. Quindi c'è una ragione comune a tutti i Paesi europei. E ovviamente deve essere qualcosa che va al di là dello squallido: "Ma la colpa è della sinistra che ha fallito", che si sente ripetere così tanto in giro e che dimostra solo la superficialità di chi lo dice. Perchè se la sinistra ha fallito, la destra ha fallito ancora di più. Si può dire quello che si vuole in Italia contro il Pd e contro Renzi, ma sono stati la Lega e Berlusconi a portare l'Italia sull'orlo del default nel 2011, con lo spread vicino a quota 600 e un Paese in recessione per anni. Se valesse quel discorso del "ha fallito, quindi non lo votiamo più" la Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia faticherebbero a raggiungere il migliaio di voti. E negli altri Paesi non è molto diverso, dato che in nessuno di loro i partiti di destra possono vantare successi, quando sono andati al governo. Quindi, qual è il motivo di base? 

Naturalmente non esiste una risposta certa, granitica. Sono analisi da fare. Ma pochi sono in grado di farle. Perchè ognuno di noi ha la tendenza a guardare le cose dal proprio punto di vista; se è un esperto in qualcosa, guarda le cose dal punto di vista di quel settore di cui è esperto. Ma se si tratta di una risposta che tira in ballo materie diverse e non collegate? Se per esempio si trattasse di una analisi storica, economica, psicologica e sociologica, quanti sarebbero in grado di farla? Ci vorrebbe un pool di esperti. Oppure una persona abituata alla multidisciplinarietà e che ha studiato questa cosa per molti anni. E sono entrambi difficili da trovare. Difficili, ma non impossibili. 

Prima cosa la storia: c'è un periodo storico in cui in Europa e negli Usa c'era una spiccata tendenza ad avere la destra al potere? Sì, c'era. Parliamo di esattamente un secolo fa. A maggio del 1919 la Prima Guerra Mondiale era appena finita e molti Paesi erano distrutti e stavano ricominciando la ricostruzione. Qualcuno con molta più difficoltà: per esempio l'Italia, Paese povero che la guerra aveva ulteriormente impoverito; la Germania, schiacciata dalle clausole vessatorie del Trattato di Versailles; i Paesi in cui era stato diviso l'Impero Austroungarico, perchè erano stati rispettati criteri politici e non di stabilità economica e sociale. A complicare le cose, ci fu una crisi economica tra il 1920 e il 1921, che provocò notevoli problemi in tutta Europa. Fu quella che tecnicamente si chiama "crisi di sovrapproduzione": le imprese abituate a produrre grandi quantità di merce per la guerra, continuarono a produrre, ma gli Stati non acquistavano più. Di conseguenza si trovarono i magazzini strapieni e nessuno disposto ad acquistare. E fu in questa situazione di crisi economica e di crisi politica dovuta alla debolezza della monarchia di casa Savoia che in Italia si affermò il fascismo. 

Ma non finisce qui. Perchè le misure prese per "curare" la crisi economica del 1920-1921 (soprattutto maggiore facilità ad avere prestiti dalle banche) finirono con l'innescare il crollo di Wall Street che nel 1929 fu il primo atto di una crisi economica ancora più grave. E furono proprio queste due crisi economiche che fornirono ai partiti di destra in Europa e negli Usa di andare al potere quasi ovunque. Nel periodo tra le due guerre si parla sempre di fascismo e nazismo, ma negli Usa c'era il presidente Hoover, repubblicano. E Chamberlain, in Inghilterra, di quale partito pensate che fosse? E faccio esempi con nomi conosciuti. Ma se si esamina l'andamento politico in tutti i Paesi, si vede che i partiti di destra o di centrodestra erano al potere ovunque, negli anni '30. E anche laddove non erano al potere, rappresentavano una fetta importante dle Parlamento. Quanti sanno per esempio che esistevano partiti nazisti in Olanda, in Francia, in Gran Bretagna e in Belgio (in Belgio erano addirittura due: il partito nazista delle Fiandre e il partito nazista vallone). 

Perchè faccio questo collegamento tra la crisi economica e il colore politico dei governi nei vari Paesi? Perchè questa correlazione c'è ed è stata studiata. In pratica, dopo una crisi economica, la massa della popolazione tende a spostarsi a destra, nei Paesi democratici. E il motivo è semplice. La crisi economica mette paura, paura per il presente e per il futuro. Le ideologie di sinistra, con i loro concetti di solidarietà e di "lavoro pubblico", non placano nè danno soluzioni a questa paura. I partiti di destra invece sì. Le ideologie di destra mirano a stimolare l'egoismo di tutti. Danno un nemico da odiare e da accusare di quella crisi in corso; inoltre propongono misure economiche che ingannano la massa. Prendiamo la propaganda nazista, per fare l'esempio più eclatante. Molti pensano che il nazismo sia stato solo le SA che picchiavano a destra e a manca, ma si sbagliano. Il partito nazista aveva un proprio programma: estromissione degli ebrei dalla vita pubblica, prezzi calmierati sui beni essenziali, più soldi agli agricoltori, aumento dei salari, meno tasse per le piccole e medie industrie, appalti pubblici alle grandi industrie. Se ci si sofferma un attimo, ci si rende conto di quanto siano contraddittorie tali promesse. Per esempio, come fai a calmierare il prezzo del pane, se devi garantire un guadagno agli agricoltori, salari più alti sia ai lavoratori agricoli che a quelli della distribuzione e un guadagno anche ai commercianti? 

Eppure funzionavano. In parte era per l'abilità degli oratori nazisti, che usavano gli argomenti giusti per ciascun comizio. Per esempio, se andavano in una città la cui economia era legata al commercio, non parlavano degli ebrei (un terzo dei commercianti lo erano) e neanche dei contadini, ma garantivano salari più alti ai lavoratori e taglio delle tasse. Provarono anche ad attirare gli operai, ma non riuscirono a rompere il quasi monopolio che in quell'ambiente aveva il Partito Comunista. E' in questa maniera che nel 1932, prima che Hitler venisse nominato cancelliere, i nazisti ottennero il 42% dei consensi. Ed è con queste argomentazioni che Hitler nel 1929 riuscì ad ottenere circa il 40% dei voti alle elezioni presidenziali, venendo battuto solo dal presidente uscente von Hindeburg. 

Oggi avviene la stessa cosa. Ovviamente cambiano i dettagli. Dopo la "falsa crisi" del 2001 (legata agli attentati delle Twin Towers) e la crisi economica del 2008, la gente ha cominciato ad avere paura. E i partiti di destra si sono presentati indicando un nuovo nemico (i musulmani, genericamente identificati tutti come terroristi o potenziali tali), ma presentando la stessa ricetta di tagli alle tasse per le imprese. Prendiamo in Italia la Lega di Salvini o Fratelli d'Italia di Meloni. Loro continuano ad insistere con l'accusa contro gli stranieri, accusati di ogni crimine che avvenga in Italia (tanto gli italiani hanno dimenticato le stragi quotidiane degli anni '80 e '90 causate dalla mafia); se la prendono anche con l'Unione Europea, giusto per dare un nemico in più da odiare ed offrire un capro espiatorio a tutti i loro fallimenti. E offrono come soluzione - oltre alla riduzione delle tasse - anche la riduzione delle libertà, che però viene praticata senza strepito. E allora ecco la Digos che fa irruzione nelle case delle persone per strappare gli striscioni contro Salvini oppure il giornalista picchiato a sangue "per errore" dalla Polizia a Genova. 

Ovviamente le ricette che vengono presentate non servono. Lo vediamo: il Pil è a zero, la disoccupazione aumenta, il deficit aumenta, il debito pubblico aumenta, lo spread sale. E qual è la risposta? "La colpa è dell'Unione Europea, ci impone dei limiti al deficit". Perchè è questo che sta dicendo Salvini in questi giorni. Sta dicendo che lui vuole sfondare il tetto del 3% nel rapporto deficit/Pil e spendere liberamente soldi che non abbiamo. "Per tagliare le tasse e creare lavoro", dice. Cosa c'è di meglio? Quale persona di buon senso rifiuterebbe di pagare meno tasse e rifiuterebbe un posto di lavoro? "Ma prima gli italiani", precisa Salvini. E anche questo attrae molti: se ci sono poche risorse, perchè cederle ad altri? Servono prima a me, italiano. Poi se avanza qualcosa, agli altri. Come si vede, è questo il motivo del successo delle destre nel mondo. Dicono cose che sembrano di buon senso, dicono di difendere gli italiani, dicono di agire a favore del notro Paese. 

Basta non ragionarci sopra. Per esempio, basta non chiedersi: che succede se il deficit dovesse superare il 3 o il 4%? Succede che le banche e i risparmiatori non investiranno più i soldi in titoli di Stato. Ma noi abbiamo bisogno di quei soldi, e quindi i tassi di interesse aumentano. Ma aumenando i tassi di interesse e aumentando il deficit, aumentano gli interessi da pagare sul debito. E se aumentano gli interessi, aumentano le tasse che noi cittadini dobbiamo pagare per coprire queste somme oppure aumenta il deficit, innescando in entrambi i casi una spirale negativa che porta al default dell'Italia. E non c'è nessuna garanzia che aumentando il deficit si possa avere più lavoro e quindi un aumento del Pil. Però perchè la gente deve ragionare? Lo prescrive il medico? No. E quindi la gente non ragiona. Si limita a credere alle balle che basta aumentare il deficit per avere più lavoro, che basta odiare e ammazzare i rom e la gente di colore per essere più sicuri, che basta affidarsi alla violenza dell'invettiva per essere più forti. E quindi si vota per i partiti di destra. Perchè loro promettono più lavoro, più sicurezza, più forza. E chi ha paura per una crisi economica appena iniziata, è malleabile a questo concetto. E se le cose vanno male? C'è sempre un nemico esterno che agisce perchè ci odia o ci invidia a cui dare la colpa. Per i nazisti erano Francia e Gran Bretagna, per Salvini sono la Ue e la Germania. Semplice no? Anche ad un secolo di distanza...

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©