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Le cinque stelle del M5S sono diventate stelle cadenti


Le cinque stelle del M5S sono diventate stelle cadenti
27/02/2019, 15:45

Le elezioni in Abruzzo e Sardegna hanno dato una robusta bastonata alle ambizioni politiche del Movimento 5 Stelle. Si arriva al punto che Luigi Di Maio ha annunciato alleanze con altri partiti e la fine della regola dei due mandati, cioè due dei capisaldi dlela propaganda del Movimento 5 Stelle sin dall'inizio della loro avventura politica. Eppure tutto questo era prevedibile. 

In fondo, cosa ha fatto il Movimento 5 Stelle? Sin dall'inizio ha basato tutto su poche e semplici parole d'ordine: noi siamo onesti e gli altri no; noi siamo cittadini che agiamo per i cittadini, ma non siamo professionisti della politica; questo ci rende diversi da tutti gli altri partiti, quindi qualsiasi accordo è impossibile. Poi c'erano altre due cose, non dette, ma evidenti a chi non ha una benda sugli occhi: noi siamo contro il Pd, ma strizziamo l'occhio ai partiti di destra e di estrema destra; non c'è bisogno di conoscere le regole della politica per governare, è cosa che può fare chiunque. E' bene ricordare queste cose, perchè è su questa base che è andata avanti la propaganda del Movimento 5 Stelle sin dal 2007. E in parte è quello che dice la loro propaganda anche oggi. 

Ma nel 2007 e negli anni successivi era più facile. Il "Vaffaday" di Grillo ne era un esempio. Nessuna proposta, solo protesta ed autoesaltazione. Chi non ricorda Grillo che fa il surf sulla folla con un canotto? Ma cosa proponevano, di concreto allora? Nulla, tranne il reddito di cittadinanza? Nulla. Ma un Paese non si governa con una sola legge. Nel corso degli anni poi i grillini hanno cercato di appropriarsi di tutte le battaglie più "rumorose" mediaticamente: la Tav in Piemonte, il Tap (il gasdotto proveniente dalla Turchia) in Puglia, l'Ilva di Taranto, ecc. Ma comunque senza proporre nulla di alternativo. Prendiamo la Tav. Hanno sempre detto di no alla Tav, ma poi hanno seguito i comitati locali che proponevano l'allargamento e l'adeguamento della galleria del Frejus; ma non c'è mai stata una proposta M5S. Stesso discorso per il Tap: niente gasdotto; ma l'alternativa? Teniamo presente: non sto dicendo che facessero bene o male. Sto solo rappresentando la situazione. 

Le cose cominciano a cambiare alla fine del 2012, con l'ottimo risultato alle regionali siciliane, e poi nel 2013 con il fatto di essere il secondo partito del Paese dietro il Pd. Perchè a quel punto il Movimento 5 Stelle è sotto i riflettori di tutti i mass media. E non per cattiveria dei giornalisti venduti, come raccontano i grillini; ma semplicemente perchè è normale che sia così per il secondo partito del Paese. E' lo stesso motivo per cui leggiamo la cronaca secondo per secondo dei casini che succedono nel Pd. E da quel momento fu evidente tutta la debolezza del partito. Il primo esempio fu l'incontro in diretta streaming tra Pierluigi Bersani, allora segretario del Pd e premier incaricato di formare il nuovo governo, e una delegazione di M5S. L'argomento era la possibilità di un accordo tra Pd e M5S per creare un governo, ma fu evidente sin dall'inizio che la delegazione M5S era lì solo per dire di no. Tuttavia, fu il confronto tra la statura politica di Bersani e quella dei suoi avversari. Di Bersani si possono dire molte cose buone, ma politicamente non è un gran che. Se uno del genere fa un figurone con la delegazione M5S, qual è il livello politico di quella delegazione? 

Da allora il comportamento del M5S fu pensato esclusivamente per la protesta plateale. Attenzione, non la protesta, ma la protesta plateale. E quindi ecco le manifestazioni in piazza con 20 o 30 persone, i parlamentari che dormono sul tetto di Montecitorio, ecc. Tutte iniziative rafforzate dalla Casaleggio & associati, attraverso le sue strutture, sui social network, soprattutto Twitter. Del resto, protestare è la cosa facile. Come all'inizio, non c'era alcuna proposta da fare, solo gridare il più possibile per avere i titoli sul giornale e gli hashtag su Twitter. Venne depositato il disegno di legge sul reddito di cittadinanza, ma era molto diverso dalla legge attuale. C'erano più soldi per tutti, coperture immaginarie e largamente insufficienti, oltre ad un codicillo che dava al Movimento 5 Stelle circa 10 milioni di euro di soldi pubblici all'anno. 

Ma nel frattempo cominciarono ad essere eletti i sindaci. Pizzarotti era già stato eletto a Parma, ma nel 2014 fu la volta di Nogarin a Livorno e poi successivamente la Appendino a Torino e la Raggi a Roma, per citare i più importanti. Da notare che quasi tutti questi sindaci venivano eletti grazie ai voti della Lega, che al secondo turno si univano a quelli del Movimento 5 Stelle. E con queste elezioni si manifesta appieno l'incapacità del Movimento 5 Stelle. I disastri commessi da Nogarin, dalla Raggi e dalla Appendino sono cronaca di tutti i giorni sin dal momento della loro elezione. Anche al di là delle vicende con risvolti giudiziari, non c'è un solo abitante di queste città - tra chi non ha votato M5S - che sia soddisfatto dell'operato dei sindaci grillini. E anche tra chi ha votato M5S ci sono molti scontenti. Dopo tutto, mentre il governo del Paese è una cosa che viene vista come lontana, l'amministrazione cittadina è vista come qualcosa di vicinissimo. E nessuno ci sta ad affidarla a degli incompetenti. 

E così si è arrivati alle elezioni del 2018, in cui M5S è stato il primo partito. Finalmente siamo al governo, avranno pensato i grillini. Peccato che, come per i sindaci, è proprio il momento del governo il punto debole del Movimento 5 Stelle. Perchè non è un partito, non è un movimento, non è niente. Un niente circondato da menzogne e propaganda sui social network. Ma quando sono al governo, la luce su di loro è talmente intensa che le menzogne si sciolgono come neve al sole di ferragosto. E quindi si vede tutta la loro incapacità. Con leggi a dir poco pessime. Anche quello che era il loro cavallo di battaglia, il reddito di cittadinanza, è stato talmente stravolto da diventare una barzelletta. L'unica costante è che non ci sono coperture: infatti è stato finanziato a deficit. 

E il risultato del loro malgoverno (e della Lega, che governa con loro) si è visto. In soli 8 mesi sono riusciti a far crollare il Pil, mandando il Paese in recessione; hanno aumentato lo spread; provocato un crollo nella produzione e nei consumi; e hanno aumentato l'imbarbarimento del Paese. Inoltre ci hanno preparato 23 miliardi di euro di cambiali per il 2019 e di 29 miliardi di cambiali per il 2020. Tutto questo, anche se continua ad essere camuffato dalla propaganda sui social network, ha raggiunto anche i grillini. E il risultato sono stati i pessimi sondaggi e i pessimi risultati alle elezioni regionali. Che a loro volta hanno spinto Di Maio ad annunaciare la cancellazione del limite dei due mandati e del divieto di allenza.

A questo punto, attenzione ai dettagli. La cancellazione del limite dei due mandati e del divieto di alleanza ha cancellato due degli elementi di cui parlavo all'inizio, che segnavano la differenza tra M5S e gli altri partiti. Il voto che ha negato l'autorizzazione a procedere per Salvini ha cancellato un altro elemento di diversità. I tanti voti (che i grillini hanno cercato di far passare sotto silenzio) che hanno impedito processi contro diversi esponenti per M5S per diffamazione e reati simili, hanno cancellato un altro elemento. Certo, cercano ancora di darsi un tono tirando in ballo il "Restitution day", cioè quando si fanno fotografare mentre reggono un cartellone di cartone e annunciano che devolveranno soldi a destra e a sinistra. Ma sono palliativi, non riescono a trattenere gli elettori. 

Quindi M5S è un partito avviato all'autodistruzione, anche se gli elettori non lo capiscono. E il comportamento di Di Maio ne è un esempio. Attaccato alla poltrona di Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, sopporta ogni prevaricazione di Salvini in silenzio; attaccato alla poltrona di capo politico di M5S, ignora ogni critica proveniente dall'interno; attaccato alla poltrona di parlamentare, ha incanalato la protesta degli altri parlamentari per togliere il limite dei due mandati. Insomma, si sta comportando come qualsiasi altro parlamentare di qualsiasi altro partito. Attaccato al potere, piccolo o grande che sia, come una cozza allo scoglio. Allora, qual è la differenza tra i grillini e gli altri parlamentari? Ormai restano solo i due non detti: l'odio verso il Pd, mentre la strizzata d'occhi all'estrema destra è divenuta alleanza politica e sostegno ad ogni idea razzista; e l'affermazione che governare è cosa fattibile anche per chi non ha esperienza. Naturalmente, il problema è come governa una persona incapace e senza esperienza. Ma la risposta è facile: malissimo. 

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di Antonio Rispoli
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