Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

"Le donne dovrebbero..." anche Google è maschilista


'Le donne dovrebbero...' anche Google è maschilista
23/10/2013, 14:06

C'era un articolo qualche giorno fa che proponeva una cosa interessante. Per dimostrare il maschilismo diffuso, basta andare su Google e digitare la frase "Le donne dovrebbero" e guardare il sistema automatico di Google come completa la frase. E' necessario fare una specificazione: il titolo è volutamente fuorviante, in parte. Ovviamente Google ripropone solo le frasi più usate dagli utenti, secondo i suoi algoritmi.
Se si digita la frase in italiano, la prima frase che si legge è "le donne dovrebbero essere segregate". Un pensiero che denota non solo maschilismo, ma anche un maschilismo piuttosto estremo. Se lo si digita in inglese (women should), la prima frase che si legge è "Women shouldn't run" (le donne non dovrebbero correre). La successiva è "Women should be obscene and not heard" (Le donne dovrebbero essere sconce - sottinteso a letto - ma non essere ascoltate). Interessante notare che queste due voci si sono invertite negli ultimi giorni: feci una prova venerdì scorso ed erano invertite. 
Ma al di là di questi dettagli, il fatto che compaiano frasi del genere dimostra quanto sia diffusa la cultura maschilista, in italiano come in inglese. Ma la cultura maschilista, in una qualche forma, ha ragione di esistere? O dovrebbe esserci una cultura femminista?
In teoria, il maschilismo ha un suo perchè: ed è atavico. CIoè risale a quando l'essere umano doveva contare solo sulla propria forza fisica per vivere, cacciando e coltivando. In quel caso ovviamente il cibo era procurato dall'uomo, mentre la donna lavorava i tessuti animali, i tendini e quant'altro ricavato dalle prede catturate e badava ai figli. Ma qui parliamo di quanto? 3000 anni fa? 4000 anni fa? Magari con un "revival" nel Medioevo? Certamente non è questo il momento per riproporre questo clichè. Ma anche pensare di risolvere tutto sostituendo al maschilismo un femminismo altrettanto aggressivo e violento è sbagliato. Per usare una metafora, infilare una persona in un congelatore a -200 gradi centigradi la uccide di sicuro. Ma non è che infilando la suddetta persona in un forno crematorio a 1500 gradi si ottengono risultati migliori. C'è bisogno di una via di mezzo. 
Perchè la via di mezzo c'è ed è la complementarietà. Cioè l'uomo e la donna sono in media complementari: le qualità preminenti in un sesso rispondono a difetti nell'altro, e viceversa.  Sbagliano coloro - sia uomini che donne - che vedono la vita come una gara contro l'altro sesso, una dimostrazione che l'essere donna significa essere migliore degli uomini. E viceversa. C'è una frase, riferita agli innamorati, che dice che vivere insieme non è tirare per costringere l'altro a prendere la propria strada, ma è andare insieme su una strada scelta insieme. Questo non vale solo per gli innamorati ma - modificando leggermente le implicazioni sentimentali e sessuali - ogni qual volta c'è un rapporto tra uomini e donne. Che si tratti di amici, di colleghi di lavoro o di qualsiasi altro settore, bisogna che ciascuno sfrutti le proprie qualità. 
Un discorso semplice, ma difficile da capire per molti. Perchè c'è da una parte l'educazione familiare che insegna la diversità tra uomini e donne e la superiorità dell'uomo; dall'altra la reazione (umanamente comprensibile, ma socialmente sbagliata) di molte donne che riescono ad imporsi nel lavoro e quindi tendono a sottolineare di continuo le loro qualità. Qualità indubbie, se si distinguono senza godere di favoritismi, ma che diventano una umiliazione per gli altri. Pensiamo ad una donna dirigente d'azienda che sottolinea le proprie qualità di fronte al marito impiegato: non è un elogio, dal punto di vista dell'uomo, bensì una umiliazione. 
Quindi bisognerebbe cambiare un po' il comportamento, aumentare la tolleranza verso l'altro e non far pesare agli altri i propri successi; fscendo così ci sarebbero molti meno uomini frustrati e famiglie più felici. Anche se è chiaro che non è questa la soluzione definitiva. 

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©