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Le lotte nel Pdl: il padrone sta crollando insieme al partito


Le lotte nel Pdl: il padrone sta crollando insieme al partito
07/11/2013, 14:54

Continuano le lotte interne al Pdl (o Forza Italia, se lo si vuole chiamare così. Ma non è un nome che cambia la sostanza delle cose). Gli ultimi aggiornamenti sono la convocazione del Consiglio Nazionale per il 16 novembre ad opera di Berlusconi e il parziale no da parte di Alfano e delle cosiddette "colombe". 
Ma come mai si arriva a questo? In realtà era una fine già scritta. Magari non proprio in questo modo, ma era già scritta. Esaminiamo il perchè. 
Berlusconi ha sempre voluto quello che possiamo definire un doppio predominio: predominio assoluto all'interno del partito e predominio assoluto nelle attività di governo. Una condizione che non deve stupire: è nella mentalità di un uomo paranoico come Berlusconi, che non accetta l'idea di dividere niente con gli altri. E ci sono solo due modi per essere sicuri che gli altri siano due gradini sotto: 1) circondarsi di perfetti idioti: non si corrono rischi ed in più ci si ritrova con intorno una frotta di leccaculo che sono disposti a dare anche l'anima per il proprio padrone; 2) fare in modo da far litigare i propri sottoposti tra di loro, in modo che non possano rivolgere la propria attenzione al fare le scarpe al proprio superiore. 
E Berlusconi ha usato entrambi i sistemi. Prima ha usato il primo sistema, circondandosi di nullità; poi, quando ha dovuto inglobare persone che non poteva mettere da parte. E mi riferisco al Pdl: quando ha assorbito Alleanza Nazionale, ha assorbito i cosiddetti "colonnelli" del partito, cioè i La Russa, i Gasparri, gli Alemanno... cioè persone che possono piacere o no, ma hanno una indubbia esperienza politica. Quindi emarginarli non era facile. E allora ha cominciato a metterli uno contro l'altro, dando importanza ora all'uno ed ora all'altro. Dopo di che, quando le cose sono comionciate ad andare male, ha individuato quello che riteneva fosse il nemico più pericoloso (Angelino Alfano) e l'ha nominato proprio vice, in modo che fosse lui l'obiettivo generale. 
Ma nel frattempo qualcosa è cambiato. Innanzitutto è cambiato Berlusconi. I fatti dimostrano che ormai la sua salute è malferma. Si è fatto vedere sempre meno, negli ultimi anni. Da quando si è dimesso da Presidente del Consiglio, le sue uscite pubbliche si sono rarefatte ed ormai sono quasi nulle, e seguite da lunghi periodi in cui non si fa vedere da nessuno, chiuso nelle sue ville. Chiaramente, come dice il proverbio, quando il gatto non c'è i topi ballano. E ballando ballando, Alfano ha fatto in modo da allontanare dall'influenza di Berlusconi una fetta non piccola dei parlamentari. Sia ben chiaro, come voti, se ne è portati via una miseria, dato che i voti di Berlusconi vengono quasi esclusivamente dalla Tv. Quindi sono voti che seguiranno le proprietà delle Tv. E visto che Berlusconi ha il controllo di tutte le Tv, Alfano non ha i voti. Però ha il controllo di una parte dei parlamentari; ed è questo che conta.
E quindi più Berlusconi è debole fisicamente, meno appare in Tv; meno appare in TV, meno evidente è il suo carisma; meno evidente è il suo carisma, meno forte è il controllo sui suoi sottoposti. Ormai con lui sono rimasti solo quelli che non vanno da nessuna parte senza di lui: Santanchè, Carfagna, Gelmini, ecc. Tutte persone che possono restare in politica e guadagnare soldi a palate solo finchè sono sotto l'ala protettiva di Berlusconi. Quando il Cavaliere sarà finito, saranno finiti anche loro. 
Quindi, queste notizie di spaccature di partito sono in realtà solo un epifenomeno (cioè la manifestazione esteriore di un qualcosa); la sostanza è il crollo fisico di Berlusconi.
Un crollo che è anche mentale: uno che dice al Senato che ha evitato la Terza Guerra Mondiale costringendo Obama e Putin a firmare un accordo sui missili nucleari (accordo che è stato firmato, ma con cui Berlusconi non ha avuto niente a che fare), è chiaro che sta poco bene e ha bisogno di un trattamento psichiatrico urgentissimo. 

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di Antonio Rispoli
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