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Le menzogne dei mass media sul Venezuela per coprire l'attacco militare


Le menzogne dei mass media sul Venezuela per coprire l'attacco militare
25/02/2019, 16:02

Il cancelliere tedesco Otto von Bismarck commentò così la battaglia contro la Francia di Napoleone III, nel 1870: "Lui si fa seguire da centinaia di maggiordomi, io mi faccio precedere da centinaia di spie". Parafrasando quella frase, possiamo dire che gli Stati Uniti, quando vogliono attaccare un Paese, si fanno precedere da centinaia di bufale. 

Tutti immagino ricorderanno le balle che si raccontavano sui giornali sulle "armi di distruzione di massa" contenute nell'arsenale di Saddam Hussein in Iraq, a cominciare dalla bufala sull'uranio comprato in Nigeria per costruire bombe nucleari. Balle che vennero utilizzate come pretesto per l'invasione dell'Iraq nel 2003. Stessa storia per la Siria, con le balle sugli attacchi contro la popolazione da parte dell'esercito siriano che non ci sono mai stati oppure l'uso delle armi chimiche, smentite anche da giornalisti statunitensi ma che in Italia hanno trovato larga condivisione anche sui social network. E che dire delle bufale sull'Iran? La vicenda Sakineh è esemplare. La donna venne fatta passare come una martire dell'estremismo islamico, condannata alla lapidazione per adulterio. Peccato che in realtà lei fosse "solo" una assassina, che uccise il marito insieme all'amante e per questo è stata condannata a 10 anni di carcere. 

Ed ora tocca al Venezuela. Con le bufale che si rincorrono su tutti i giornali e sui social network. Prendiamo solo quelle di questo week end. Innanzitutto il cosiddetto "concerto" per la raccolta fondi che si è tenuto in Colombia, a poche centinaia di metri dal confine col Venezuela. Un concerto sponsorizzato dal miliardario inglese Charles Branson, proprietario della compagnia aerea Virgin e con molti interessi sul petrolio venezuelano. E che è servito solo per fare propaganda contro il venezuela: tutti i cantanti chiamati sul palco hanno sparato a zero contro Maduro e persino il golpista Juan Guaidò (sì, quello che si è autonominato presidente) ha fatto il suo comizietto. Bella raccolta fondi, visto che non è stato raccolto neanche un euro. 

Poi c'è stata la storiella dei soldati che disertano. A leggere i giornali sembra che migliaia di soldati abbiano disertato, mentre la realtà è che ci sono stati quattro soldati che hanno preso il loro carro armato e hanno attraversato il confine del Venezuela in direzione della Colombia. Probabilmente perchè attirati dalle forti somme di denaro che sono state garantite ai soldati che disertano. Oppure quell'altra soriella dei soldati che sparano sui civili. In realtà, c'è stata una vera battaglia, con spari di armi da fuoco, tra un gruppo di soldati venezuelani ed un gruppo di indios nella zona al confine col Brasile. E' una di quelle situazioni dove entrambi hanno ragione ed entrambi torto: gli indios non vogliono i soldati nelle vicinanze del loro territorio e i soldati dovevano controllare tutta la zona del confine con il Brasile. 

Ma la migliore delle bufale (e anche quella più in malafede) è quella dei soldati che hanno bruciato i camion di aiuti umanitari che sono in Colombia. In realtà la situazione è questa: Maduro ha ordinato che quei camion possono entrare solo se controllati dai loro soldati oppure verificati dall'Onu. Ma gli Stati Uniti rifiutano ogni controllo, sostenendo che devono provvedere loro e il loro personale alla distruibuzione alla popolazione. A questo punto, chi può garantire che non ci siano armi, in quei camion? Chi può garantire che il personale non sia personale militare incaricato di sabotaggi? Quindi Maduro non è pazzo nè è uno che vuole il male del suo popolo. Anzi, vuole proteggerlo dall'invasione degli statunitensi. E lo dimostra il fatto che nei giorni scorsi sono arrivate alcune navi cariche di aiuti umanitari che sono stati regolarmente sbarcati. Solo che i giornali e le Tv non ne hanno parlato. Perchè? Semplice, perchè sono veri aiuti umanitari. Sono stati inviati dalla Cina, da Cuba e da alcune Ong sudamericane. Perchè questi sono i mass media italiani: la verità viene ignorata. 

Così come i giornali hanno enfatizzato una notizia vera, quella dell'avvelenamento di un deputato dell'Assemblea Nazionale a causa di un fungo allucinogeno tipico di quelle zone. E hanno sottolineato del fatto che si trattasse di un deputato "anti Maduro". Peccato che non hanno sottolineato con altrettanta forza che l'avvelenamento è avvenuto in Colombia. Se Maduro avesse voluto ucciderlo, perchè farlo in un Paese straniero e nemico? Gli agenti avrebbero rischiato di essere intercettati dalla Polizia o dai militari colombiani e di essere arrestati o uccisi. Naturalmente non chiedetemi cosa possa essere successo, non ne ho idea. Ma io seguo il principio del rasoio di Occam: se senti un rumore di zoccoli, pensa ai cavalli, non alle zebre. Fuor di metafora, se ho dei dubbi, io credo alla versione più semplice, a parità di probabilità. E Maduro avrebbe potuto arrestare i membri dell'opposizione già da sei anni, non avrebbe dovuto aspettare che uscissero dal Paese. 

Invece c'è silenzio o quasi su Juan Guaidò. Dopo un mese dal momento in cui si è autonominato Presidente del Venezuela, ancora non ho letto una sua biografia su alcun quotidiano. Così come nessun giornale sottolinea come Guaidò oggi sia a Bogotà, capitale della Colombia (che è un Paese... come vogliamo definirlo gentilmente? I cui interessi coincidono con i desideri del Presidente Usa, chiunque esso sia e qualunque siano tali desideri?) per incontrare il vicepresidente Usa Mike Pence. Ora, che cosa ci fa un golpista con il numero 2 di un Paese che da 5 anni schiaccia il Venezuela sotto pesantissime sanzioni economiche? Sembra che stia concordano un attacco militare contro il suo Paese. Non si sa però se guidato da soldati americani oppure da soldati dei Paesi vicini. Il Venezuela non ha un grande esercito. Un attacco congiunto di Brasile e Colombia potrebbe facilmente avere ragione del debole esercito venezuelano. 

E si va avanti così, tra mille menzogne. Nessun giornale per esempio riporta i post e gli articoli di questi giorni dell'ex parlamentare Pino Arlacchi, il quale denuncia come me la vera situazione del Venezuela. Ma tutti riportano le false notizie di uccisioni di civili ad opera dell'esercito. Notizie la cui fonte qual è? Le agenzie di stampa colombiane, cioè una fonte nemica. Non è certo il massimo dell'affidabilità. Ma viene considerata una fonte affidabile dai giornali italiani. Non lo era altrettanto ai tempi in cui le agenzie di stampa erano controllate dai narcotrafficanti dle cartello di Medellin. Ma quella è un'altra storia. 

Eppure la verità è così semplice. Gli Stati Uniti vogliono il petrolio venezuelano, come lo avevano prima del 1999. Con Chavez hanno dovuto pagarlo a prezzo pieno, mentre prima del 1999 lo pagavano a 3, 4, 5 dollari al barile. Ho letto un articolo (ma non sono in grado di garantire che sia vero, non ho i mezzi per verificare) dove aggiunge che il Venezuela è anche ricco di coltan, un materiale oggi indispensabile per l'elettronica. il coltan si usa per i telefonini, per le videocamere, per i computer... insomma, per tutto ciò che è tecnologico. E' rarissimo, si trova in pochi posti sulla Terra. E anche laddove si trova è mescolato al terreno, in percentuali bassissime. Per cui non basta trovare il posto giusto, bisogna raccogliere enormi quantità di terra e trattarla in maniera particolare perchè dia pochi grammi di materiale. 

Sono due ottimi motivi (ma basta il primo) per capire perchè gli Usa vogliono di nuovo il controllo del Venezuela. Tanto ormai hanno il controllo del resto del Sud America. Certo, ci sono stati alcuni anni in cui le cose per gli Usa non andavano così bene: i Kirchner in Argentina, Lula e poi Djilma Rousseff in Brasile, Morales in Bolivia, Chavez e poi Maduro in Venezuela... tutti governatori che hanno aumentato la ricchezza del Paese e soprattutto hanno cominciato a distribuirla ai più poveri. Una cosa che ha dato enorme fastidio agli Usa. Mentre adesso è tutto a posto: in Argentina c'è Macrì, laureato negli Usa e che sta di nuovo impoverendo il Paese annullato quanto fatto dai Kirchner; in Brasile è stato appena eletto Bolsonaro che promette di fare lo stesso. La Bolivia è comunque trascurabile. Resta solo il Venezuela da rimettere in riga. Gli Usa non ci sono riusciti nel 2000, non ci sono riuscitri col colpo di Stato del 2004, non ci sono riusciti con il referendum del 2014. Allora ci stanno riprovando con questo colpo di Stato usando Guaidò come marionetta. E facendosi precedere nei Paesi occidentali da montagne di bufale. Così nessuno protesterà, quando ci sarà l'invasione del Venezuela. Come nessuno ha protestato quando l'esercito americano ha invaso l'Iraq o la Siria. 

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di Antonio Rispoli
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