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Le primarie on line del M5S si rivelano una buffonata

Le "Parlamentarie": se queste sono chiarezza e trasparenza...


Le 'Parlamentarie': se queste sono chiarezza e trasparenza...
04/12/2012, 14:57

Il Movimento 5 Stelle ha dato il via alle proprie primarie, che chiamano "Parlamentarie", per scegliere come comporre le liste elettorali alle prossime elezioni. In teoria, il sistema è valido: ogni candidato registra un breve video che mette su Youtube e poi cerca di trovarsi i voti. Da casa i simpatizzanti del Movimento 5 Stelle cliccano sul sito di Beppe Grillo, decidono per chi votare e con un semplice click scelgono le persone da mandare in Parlamento. Le liste vengono fatte in ordine di graduatoria: chi prende più voti è il capolista, poi il secondo, ecc. Gli over 40 vanno al Senato, gli altri alla Camera. 
Se è tutto liscio, allora va bene? E invece no. Perchè il sistema ideato da Grillo e Casaleggio (o meglio da Casaleggio, dato che Grillo è solo una faccia che serve a nascondere quello che c'è dietro) manca completamente di trasparenza e di chiarezza. Innanzitutto sono state diffuse poche notizie anche tra gli stessi grillini, fino all'ultimo. Poi le elezioni si potevano svolgere solo tra le 10 e le 17, in orario d'ufficio (poi, dopo numerosissime proteste, il limite orario è arrivato alle 20). Ed infine non c'è alcun modo di certificare i voti, nessun modo di provare che tizio ha votato caio, nessun modo di verificare che i voti non siano stati manipolati. Del resto, chiunque ne sa anche solo qualche briciola di programmazione, sa che è facilissimo impostare un contatore e che è ancora più facile modificarlo anche in corso d'opera. 
Insomma, qui riporniamo al peccato d'origine del Movimento 5 Stelle: il forte dualismo che contiene. Infatti c'è una base di attivisti che si impegnano e si fanno un cuore così, sulle cause che loro ritengono importanti; ma un vertice, riconducibile alla Casaleggio Associati che si muove senza nessuna chiarezza e trasparenza. Predicano la democrazia "dal basso" (come se ne esistesse un altro tipo, dato che democrazia viene dal greco e "demos" in greco, significa popolo), però a decidere tutto è solo Beppe Grillo. Il quale dà e toglie il permesso ad autorizzare il  marchio del  M5S a proprio piacimento, senza doverlo giustificare. Il che, da un punto di vista legale, è perfettamente normale: è proprietario di un marchio e quindi, legge alla mano, può darlo a chiunque alle condizioni che meglio ritiene. Ma è questa la democrazia "dal basso"? Un merchandising? Con le idee vendute un tanto al chilo? 
A questo punto urge una precisazione. Personalmente sono molto critico verso questi aspetti poco chiari del Movimento 5 Stelle, e ho scritto altri articoli critici verso questi eccessi. E spesso mi è stato risposto: "Ma perchè? Gli altri partiti che fanno?" oppure: "Allora tenetevi i partiti che hanno combinato tanti guai" e cose del genere. Ma ci sono due cose da tenere presente. La prima è che non sono io a dire che il Movimento 5 Stelle non è come gli altri partiti, che è diverso, ecc. Allora, se lo è, lo dimostri. La seconda è che non è che il malcostume - indubbio - di numerosi partiti non autorizza gli altri a fare lo stesso o di peggio. Quindi, se M5S ritiene di essere moralmente ed eticamente superiore agli altri partiti, poi non può mettersi a fare paragone con gli altri. E questo vale per tutti gli aspetti che riguardano qiesto movimento. 
Chiusa la parentesi, torniamo al dualismo del Movimento. Un dualismo che nasconde le vere intenzioni della Casaleggio. Quali siano, non lo so. Girando su Internet, se ne leggono molte. Ci sono blog e articoli che parlano dei rapporti della società con la JP Morgan, tramite Davide Sasoon, ex socio (è uscito dalla Casaleggio poche settimane fa); altri che affermano che tranne uno, tutti i proprietari della Casaleggio sono ebrei e/o legati alla finanza internazionale, ecc. Distinguere il grano dal loglio, in questi casi, è estremamente difficile. Per ora, è solo fumo che sta dietro la luce dei suoi attivisti. Una luce che abbaglia, perchè proviene spesso da persone che si impegnano sinceramente; ma anche che alle volte ha delle tracce pericolose perchè, come tutte le fedi, anche la fede nell'M5S ha i suoi estremisti. Un assaggio lo si vede su Internet: se si prova a partecipare ad una discussione con un "grillino" o su uno dei forum da loro frequentati, spesso è impossibile il confronto. Appena si mette in discussione l'onestà e la serietà dei vertici, piovono insulti a raffica. In realtà questo è un sintomo di debolezza: quando una idea è radicata nella propria mente, si è in grado di reggere qualsiasi obiezione senza problemi. Può sembrare strano, ma di solito, quando la gente si infuria su un argomento (ovviamente quando non si tratta di un argomento personale che può essere delicato), è perchè si tratta di un argomento in cui non ci si crede fino in fondo, ma a cui bisogna crederci per altri motivi. Magari anche per protesta o per darsi un tono. 
 

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di Antonio Rispoli
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