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Le "Quirinarie" come le "Parlamentarie": una buffonata


Le 'Quirinarie' come le 'Parlamentarie': una buffonata
12/04/2013, 18:03

E Beppe Grillo ci ricasca: dopo le "Parlamentarie" (brutto neologismo per indicare una sorta di primarie via web per scegliere i candidati da far eleggere in Parlamento) ecco le "Quirinarie". Un neologismo ancora più brutto che indica la scelta della persona che i parlamentari del Movimento 5 Stelle voteranno all'elezione per il Presidente della Repubblica. 
Ma ecco la stranezza: Grillo fa un comunicato in cui dice che c'è stato un attacco hacker per cui le votazioni sono da rifare, chiamando in causa la società di certificazione informatica; la quale però non conferma, parlando semplicemente di anomalia. E l'anomalia non è un attacco hacker. Anche perchè che attacco hacker è uno che "colpisce" il conteggio dei voti senza creare disturbi da nessuna parte? Anche perchè l'hacker agisce secondo schemi ben definiti: in certi casi può rubare soldi o dati sensibili economici (per esempio i dati delle carte di credito), ma questo non è il caso del blog di Grillo. Oppure fa come è solito fare Anonymous: supera le difese e lascia un messaggio di scherno; oppure intasa il sito e lo blocca. Ma un attacco hacker che si limita a manipolare il conteggio dei voti non si era mai visto. 
In realtà qui siamo allo schema delle Parlamentarie: la scusa di un voto popolare serve solo per mostrare una falsa democrazia interna che non esiste. E così alle Parlamentarie sono bastati 20 o 30 voti (se mai ci sono stati) per decidere che Tizio o Caio poteva andare in Parlamento. Il tutto senza alcuna verifica possibile. Infatti, non è possibile associare una persona al suo voto. Al massimo è possibile associarla ad un IP (che è un numero in codice che contraddistingue il computer e il browser con cui si accede ad Internet), ma basta usare un diverso browser, oppure una piattaforma mobile al posto di una fissa oppure ancora la navigazione anonima (alla portata di chiunque abbia un minimo di esperienza di computer) ed ecco che l'associazione è andata a farsi benedire. Di conseguenza, ciascuno di coloro che accede alla cartella con cui esprimere il voto, può dare anche 10, 20, 50, 100 o 1000 voti. Perchè no? Chi lo impedisce? 
La democrazia diretta è una gran bella cosa ed oggi Internet la rende possibile. Ma ci vorrà parecchio prima che venga resa sia possibile che sicura. C'è bisogno di una codificazione personale, come succede con il codice fiscale (ma meno prevedibile). Un codice alfanumerico assegnato dalla nascita con cui ciascuno può decidere di intervenire in maniera al tempo stesso sicura ed anonima. Sicura perchè il codice deve essere pensato per non essere individuabile; anonima perchè non deve comparire il singolo voto, ma solo la somma dei voti. In Finlandia l'hanno fatto: hanno creato un sito del governo, con cui è possibile raccoigliere le firme per presentare un disegno di legge popolare, che può essere fatto anch'esso per via telematica con l'aiuto di uno staff di esperti messi a disposizione dal governo. Ma lì è già diverso: parliamo solo di una raccolta firme. Votare richiede un livello di sicurezza superiore, che nessuno può garantire.
Figuriamoci se può garantirlo un privato. E per di più un privato che, per evidenti motivi, ha tutto l'interesse a manipolare i risultati. Parliamoci chiaramente: ma qualcuno veramente pensa che la Lombardi o Crimi siano i migliori esponenti tra i grillini? Due persone che finora hanno dato prova solo di servilismo, di arroganza, di presunzione e di ignoranza? Come dimostra anche l'ultima uscita della Lombardi, che ha proposto di intitolare una sala di Montecitorio, attualmente intitolata a Pinuccio Tatarella, ex esponente dell'MSI e di An, ad "Angelo Siani, giornalista". Peccato che il giornalista si chiama Giancarlo Siani, non Angelo. 
Il punto è che Grillo voleva persone deboli e controllabili, degli yes-men (e women) che avessero come unica qualità la fedeltà a chi li ha messi in Parlamento. E guarda caso quelli sono stati scelti. Una coincidenza? Oppure semplicemente una manipolazione dei dati? Perchè ricordiamo che se, come ho detto, non esiste alcun modo di collegare il voto all'individuo che ha votato, non c'è alcuna garanzia che un voto sia stato dato. E il fatto che Grillo e Casaleggio si rendano garanti dell'onestà del risultato, non è il massimo della garanzia. 

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di Antonio Rispoli
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