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Le "spese pazze" fatte dai politici, un vizio degli italiani


Le 'spese pazze' fatte dai politici, un vizio degli italiani
04/12/2013, 13:53

In questi giorni tocca a Roberto Cota, presidente della Regione Piemonte, e ai consiglieri regionali; ma ci sono altre indagini sui consiglieri regionali dell'Emilia Romagna e del Lazio. E ci sono sospetti anche sui consiglieri di altre regioni. Per tutti l'accusa è la stessa: hanno usato a fini privati i soldi dati dalle Regioni ai gruppi consiliari per fini politici. Ora, lasciamo perdere se le accuse porteranno a condanne e di chi; questo spetta alla magistratura deciderlo dopo aver valutato ed esaminato le prove. Invece vorrei concentrarmi su una cosa: perchè un politico di questo livello, che prende stipendi elevatissimi, usa in maniera così sbagliata i soldi pubblici? Prendiamo Roberto Cota: perchè mettere in conto spese l'acquisto di un paio di boxer? Dopo le legislazioni come parlamentare e relativa pensione, dopo i soldi guadagnati come parlamentare e ora come Presidente della Regione, non ha certo bisogno di mettere a carico dello Stato l'equivalente di 40 euro. Eppure lo fa. E come lui tutti gli altri. 
Allora delle due l'una: o gli italiani sono capaci di eleggere solo ladri o c'è qualcosa di più. La prima non è da scartare completamente, ma c'è altro. Ed è quel vizio tutto italico di considerare tutto ciò che è pubblico "roba di nessuno", anzichè - come avviene in tutti i Paesi del mondo - "roba di tutti". E questo non riguarda solo i politici, ma tutti i cittadini, chi più e chi meno. Faccio un esempio banale. I miei tanti anni fa avevano comprato una casa al mare. Ed ovviamente ci andavamo anche fuori stagione. Una volta, proprio quando era fuori stagione (e quindi non c'era nessuno in giro), vidi un tizio piuttosto anziano andare sulla spiaggia e riempire due grossi contenitori di sabbia, che poi caricò in macchina. Quel tizio non si soffermò a pensare che così facendo stava danneggiando - sia pure in maniera minima - la fruibilità della spiaggia per la stagione estiva successiva a chiunque fosse venuto. La spiaggia è luogo pubblico, quindi nella sua mentalità poteva tranquillamente prenderne un pezzo per il proprio interesse. Un altro esempio: quante volte si sa o si è visto l'utilizzo di strumenti che si trovano in uffici pubblici (fax, telefono, fotocopiatrice, stampante, ecc.) per qualche sfizio privato? Ma quell'utilizzo viene pagato comunque dai cittadini, perchè le spese vengono pagate con la tassazione generale, cioè l'insieme delle tasse pagate. Certo, si tratta di spese relativamente piccole, rispetto agli 800 miliardi che lo Stato spende ogni anno; ma è il principio che conta. 
In fondo i politici applicano lo stesso modo di pensare: quelli sono soldi pubblici, quindi di nessuno. E quindi ci fanno quello che vogliono. Quindi, anche se tecnicamente parliamo di furto, di peculato o cose del genere, in realtà è peggio: non una volontà specifica di rubare, ma una completa indifferenza e una mancanza di rispetto verso il denaro in sè, il valore che esso ha e i sacrifici che tantissime persone fanno per guadagnarselo col sudore della loro fronte. 

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di Antonio Rispoli
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