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L'effetto Raggi colpisce M5S alle comunali


L'effetto Raggi colpisce M5S alle comunali
24/05/2017, 15:46

Mancano poco più di due settimane alle elezioni comunali del 2017, e per il Movimento 5 Stelle, secondo i sondaggi, potrebbe essere buio fitto. Nelle principali città in cui si vota, il candidato grillino non risulta essere competitivo per essere eletto sindaco. E spesso ci sono problemi seri per M5S in quelle città. 

Cominciamo da Parma. Il che è significativo: è qui che partì la cavalcata del Movimento 5 Stelle. Nel 2012, in una città economicamente disastrata da una pessima amministrazione del centrodestra, Federico Pizzarotti prese il 19% dei voti al primo turno, andando al ballottaggio. E qui, grazie all'appoggio degli elettori di centrodestra e di destra, il rappresentante M5S ha vinto. Quasi subito sono iniziati i contrasti tra Pizzarotti e Grillo, terminati quando il sindaco se ne è andato da M5S dopo essere stato nei fatti ostracizzato e messo da parte. Ed oggi, secondo i sondaggi, ha più del doppio delle preferenze di cinque anni fa (42%) mentre il rappresentante del M5S rischia di non arrivare neanche al 5%. Fine ingloriosa per un partito che diceva di voler rivoluzionare tutto e che non è riuscito neanche a salvaguardare il consenso. 

Poi c'è Genova, dove il partito è spaccato a metà, dopo la vicenda Cassimatis. E nessuno dei due candidati (Marika Cassimatis con una sua lista e Luca Pirondini con il simbolo M5S) ha qualche speranza di arrivare al ballottaggio. C'è anche Palermo, altra città in cui M5S ha a che fare con la giustizia. La vicenda delle firme false prima - per cui la Procura ha chiesto 14 rinvii a giudizio - e poi nelle ultime settimane l'audio "rubato" e diffuso su Youtube su comportamenti "anomali" dell'associazione Addiopizzo, di cui Ugo Forello - candidato sindaco per M5S - era uno dei responsabili, hanno leso pesantemente il consenso di M5S in città. Per cui anche qui difficilmente vedremo un grillino al ballottaggio. Lo stesso discorso si può fare in altre città: o per problemi interni o perchè non ha appeal (a Verona, per esempio, dove il discorso è tra la Lega Nord e la lista del sindaco uscente Flavio Tosi, con la possibilità per il Pd di inserirsi), il Movimento 5 Stelle rischia di fare la comparsa quasi ovunque il prossimo 11 giugno. 

Come mai questa situazione? Eppure nei sondaggi nazionali è il primo partito, più o meno alla pari col Pd (nei sondaggi, quando c'è una differenza inferiore ai 5 punti è da considerarsi un testa a testa). Come mai a livello comunale è così basso? Ovviamente, penso si possa escludere un errore dei sondaggisti: sia pure con qualche punto di differenza, i risultati sono uguali per tutte le società di sondaggi. Certo, in teoria può darsi che gli intervistati mentano ai sondaggisti, falsando i risultati; ma di solito le domande sono preparate in modo da individuare chi mente. E allora? 

La risposta più facile che viene alla mente è che ci sia un "effetto Raggi". Cioè la gente vede i disastri che sta combinando Virginia Raggi come sindaca di Roma e non ha fiducia in un sindaco dello stesso partito. E del resto non poteva essere diversamente. Si è discusso per anni delle inefficienze dello stesso Pizzarotti (che è meglio del sindaco precedente, ma resta un sindaco mediocre) o di Nogarin o di qualche altro sindaco grillino. Ma per chi è fuori da quelle città, le notizie arrivano molto deboli, prive di eco. Quando Virginia Raggi è diventata sindaco di Roma e Chiara Appendino è diventata sindaco di Torino, si è acceso un enorme faro sul Movimento 5 Stelle. E ogni bisbiglio arriva a tutti gli italiani amplificato come se gridassero. Quindi, il fatto che dopo un anno le due città siano governate in maniera disastrosa, non è qualcosa di debole e lontano; è qualcosa che gli italiani, tutti gli italiani, hanno potuto seguire giorno dopo giorno. E non, come dicono i grillini, perchè la stampa è corrotta e ce l'ha con il Movimento 5 Stelle. Ma perchè con le grandi città è sempre così. E' la stessa cosa per Milano e per Napoli; e per gli stessi motivi. 

Nè serve la solita e perenne scusa dei grillini. Quante volte abbiamo sentito la frase: "E' colpa della precedente giunta del Pd"? Ma questa è la peggiore cosa che si possa dire. Perchè parliamoci chiaramente: se io voto un sindaco diverso da quello che governava prima, è perchè governava in una maniera che non mi piace. E quindi lo so che ci sono problemi. Ma io voto il nuovo sindaco perchè sistemi i casini che ha fatto il sindaco precedente. Quindi dire: "E' tutta colpa di chi c'era prima", porta a rispondere: "E tu che cavolo stai facendo per metterci una pezza? Quali soluzioni stai adottando?". E' chiaro che nessuno può pretendere una bacchetta magica che cancelli i disastri e trasformi una città in un bengodi dove tutto funziona alla perfezione. Questo lo si raggiunge nel corso del tempo, correggendo ogni stortura pezzo dopo pezzo. Ma qualcosa si può fare sin da subito. 

Prendiamo il caso di Roma. La città non è mai stata particolarmente pulita. Per tutta una serie di ragioni (comprese leggi e favoritismi di vario tipo) l'Ama - cioè la società municipalizzata che is occupa anche della raccolta della spazzatura - ha sempre fatto un lavoro mediocre. Quindi qualche cassonetto non svuotato in questo o quel quartiere c'è sempre stato. Ma adesso Roma è letteralmente invasa dai rifiuti. Non c'è quartiere o zona dove non si vedano cassonetti strapieni e i sacchetti in mezzo alla strada. Per non parlare delle segnalazioni di topi e scarafaggi (senza contare qualche occasionale cinghiale e un notevole aumento dei gabbiani presenti) che sono praticamente quotidiane. E cosa ha fatto la Raggi in un anno? Perchè forse qualcuno se l'è dimenticato, ma sono 11 mesi che è cambiato il sindaco. Un periodo più che sufficiente a cambiare qualcosa. Non è sistemare tutto, per carità. Ma almeno si doveva vedere qualche cosa. E invece non si vede nulla di nuovo, nulla di meglio. Solo tante parole, e un ritorno al passato, con la proposta di aprire altre discariche (ovviamente nei comuni vicini, non a Roma). 

E l'immancabile ritornello del credo grillino: "Ma la colpa è della Regione a guida Pd". Ma i 2 milioni di abitanti di Roma hanno votato la Raggi per sentirsi dire quello? Non credo proprio. Anche perchè non è che magari si possa dire: "Ok, su questo sta indietro, perchè si sta occupando di quest'altro". No, assolutamente. Probabilmente mai nella storia del Comune di Roma, il Consiglio Comunale è stato così poco impegnato come in questi 11 mesi. Pochissime delibere, molte discussioni su ordini del giorno, mozioni ed altre cose prive di efficacia reale. E alla fine una città allo sbando. E le foto che si trovano in rete lo dimostrano. 

E' chiaro quindi che il cittadino di Parma o di Genova o di Palermo, ci pensa prima di votare un sindaco del Movimento 5 Stelle. Perchè dice: "Ma io se voto quel candidato, non è che fa come la Raggi e mi fa andare in malora la città? Visto che sono dello stesso partito... Forse è meglio se voto quello di quell'altro partito". Anche perchè poi è emersa evidente un'altra cosa: i sindaci del M5S non sono solo degli incapci, ma anche dei burattini eterodiretti. Anche qui, prendo come esempio Roma perchè qui è stato più evidente, ma lo si è visto anche altrove. E mi riferisco alle decisioni prese da Grillo e dalla Casaleggio. Grillo che viene a Roma per comunicare cosa farà la Raggi, oppure l'assessore della giunta Raggi che proviene da Milano sono esempi evidenti di come la sindaca non ha nessuna autonomia. E anche questo dubito che piaccia alla gente: si va a votare per scegliere un sindaco, non per nominare una testa di legno (non è un termine offensivo; "testa di legno" si usa per indicare le persone che il proprietario di una azienda mette come amministratore delegato o altra carica analoga senza però dargli poteri effettivi di decisione) di una srl milanese che poi deve governare la città. 

Del resto, si è visto che la cosa non riguarda solo la Raggi a Roma. La Appendino a Torino è in una situazione simile, con la chiusura o il trasferimento di diversi appuntamenti culturali e un bilancio comunale pieno di tasse, tasse e ancora tasse. A Livorno c'è stato il problema dell'AAMPS, la municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti, che è stata mandata in Tribunale sull'orlo del fallimento. A Bagheria tra spazzatura, problemi idrici (il sindaco si è ritirato dal consorzio idrico di cui faceva parte il Comune) e avvisi di garanzia, non va meglio. E potrei continuare con tutti i comuni amministrati dal Movimento 5 Stelle. Non ce n'è uno in cui il sindaco grillino abbia agito o stia agendo in maniera valida. 

Immagino che qualcuno a questo punto dirà: "Eh, va bene, ma tu sei del Pd. Ce l'hai con il Movimento 5 Stelle a prescindere". Allora vi racconto la storia di un comune che conosco, in provincia di Napoli. Si chiama Portici. Venne eletto nel 2004 un sindaco del Pd, Vincenzo Cuomo. Ha fatto due mandati, amministrando bene la città: ha migliorato l'estetica cittadina; ha introdotto la raccolta differenziata col porta a porta, portando il comune ad essere uno dei più "ricicloni" del sud; ha migliorato la burocrazia cittadina; e altre cose di questo genere. Nel 2013 si è candidato ed è stato eletto al Senato della Repubblica e al suo posto è stato eletto Nicola Marrone, sempre del Pd. Che ha amministrato il comune in maniera decisamente pessima, fino a che la sua stessa maggioranza l'ha sfiduciato con dimissioni in blocco dei consiglieri comunali. Del Pd l'uno e del Pd l'altro. Eppure il primo io forse lo voterei, il secondo neanche sotto tortura. Perchè non è questione di partito, ma di qualità individuali. E tra le persone che si sono candidate col Movimento 5 Stelle, io ne devo vedere ancora una che abbia una qualità politica accettabile. E credo di non essere l'unico a fare questa valutazione...

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di Antonio Rispoli
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