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Legalizzazione della cannabis, una scelta a rischi quasi zero


Legalizzazione della cannabis, una scelta a rischi quasi zero
08/01/2014, 13:39

In questi giorni, per iniziativa dell'assessore all'Ambiente della Lombardia, Fava, si è riaperto il discorso sulla eventuale legalizzazione della cannabis. Allora chiediamoci: ne vale la pena o no? Come al solito, io affronterò la questione sulla base dei fatti e cercando di estromettere i pregiudizi. 
Innanzitutto, ci sono due tesi che giustificano la legalizzazione della cannabis: il fatto di togliere affari alla criminalità organizzata e di dare introiti allo Stato; il fatto che, a differenza di altre droghe, la cannabis non è dannosa all'organismo.
La prima questione la si può liquidare in pochi secondi. E' vero che la vendita della cannabis può dare maggiori introiti allo Stato, ma di sicuro non è un disturbo per la criminalità organizzata. L'esperienza dimostra che quando una sostanza da illecita diviene lecita, la criminalità organizzata punta su altre sostanze illecite. Quindi, gli spacciatori di cannabis diventeranno spacciatori di eroina, di cocaina, di crack, di ketamina o di altre sostanze. 
La seconda invece è più complessa, perchè sull'uso della marijuana ci sono moltissime notizie, alcune vere, altre false. Il principio attivo della marijuana o dell'hashish è il THC o tetra-idro-cannabinolo. Gli effetti sull'organismo sono minimi: provoca uno "stordimento", definiamolo così, equivalente ad un bicchiere o due di vino. Quindi fumarsi una canna non crea problemi: ma fumarsi una canna e mettersi alla guida dell'auto significa guidare con i riflessi allentati. Quindi per la marijuana vale lo stesso discorso che si può fare per l'alcool: innocuo, ma bisogna usare il cervello per evitare comportamenti imprudenti e gli abusi. Invece non ci sono prove scientificamente certe di danni a lungo termine. Qualche ricerca che suggerisce danni permanenti al cervello sono poco attendibili oppure fatte con metodi che lasciano a desiderare. 
Quindi, di entrambi i punti, il secondo è più valido. E' una droga, sì; ma se ne può regolamentare la vendita, come è stato fatto in Olanda o in Uruguay. Il problema è che sulla cannabis è sempre stato fatto terrorismo mediatico, anche in maniera innocua: qualcuno ha mai visto il film "Che fine ha fatto Totò Baby?". In quel film il protagonista era Totò che mangia una insalata di marijuana ed impazzisce, finendo con l'uccidere diverse persone (anche se il tutto viene fatto in maniera quasi goliardica, tipica dei film di Totò). Ed è buffo conoscere il perchè di questo terrorismo mediatico. 
Infatti, fino alla fine dell'800, non si trovano accenni a presunti effetti negativi sulla salute della cannabis. Poi, all'inizio del '900, negli Stati Uniti si crea una disputa, che ha segnato il mondo fino ai giorni nostri. Si scontrarono due gruppi: da una parte le cosiddette "Sette Sorelle", cioè le sette compagnie petrolifere che all'epoca controllavano tutto il petrolio estratto nel mondo; dall'altra un gruppo che oggi definiremmo ambientalista, guidato da John T. Ford (il fondatore della omonima casa automobilistica). La querelle era su quale fosse la materia prima che - sappiamo oggi - sarebbe stata destinata a far girare il mondo. Il primo gruppo puntava sul petrolio, il secondo sulla vegetazione, sulle piante. 
Ovviamente ciascun gruppo portava argomenti a proprio favore. Per esempio, il gruppo dei petrolieri sosteneva che l'uso del petrolio sarebbe stato più favorevole all'ambiente (a giudicare oggi, con tutto l'inquinamento provocato dal petrolio nell'ultimo secolo, è una argomentazione ridicola), in quanto avrebbe permesso di non sacrificare le piante. Dal lato suo, il gruppo di Ford invece declamava le qualità delle piante e la loro versatilità. L'esempio più famoso fu il primo esempio della storia di vettura ecologica. Una macchina che era fatta interamente in canapa (escluso ovviamente il motore, il cambio e le parti meccaniche): cruscotto e sedili intessuti in iuta, che si ricava dalla canapa; le ruote erano fatte con della canapa trattata in modo da essere elastica come la gomma; la carrozzeria era fatta con foglie di canapa trattate in modo da avere una consistenza metallica, mantenendo una elevata elasticità (esiste in rete il filmato di Ford che prende a martellate l'auto dimostrando che la carrozzeria non si deforma); il carburante era etanolo di canapa, un alcool ottenuto facendo fermentare le foglie di canapa, che bruciando lasciava pochissimi residui. 
Quindi, visto che il punto forte della propaganda dei "fordiani" era la versalitilità della canapa, si decise di colpire proprio la canapa. E come? Spaventando la gente sull'uso della marijuana e dell'hashish. E così ci furono parecchi film dopo il 1910 dove c'era qualche protagonista che impazziva mangiando o fumando canapa, e che quindi uccideva il prossimo o si suicidava in maniera violenta. Ed è proprio da quella base che poi si sono cominciate a diffondere notizie terroristiche sugli effetti della cannabis sull'organismo. 
In realtà, la canapa è semplicemente una delle piante più utili che esistano. Ogni parte della pianta può essere utilizzata in vario modo e, se ben curata, può dare tre raccolti di foglie l'anno. E questa versatilità non è una novità di adesso. Oppure c'è da credere se sia un caso se Leonardo da Vinci utilizzò oltre mezzo millennio fa proprio la canapa per creare la prima materia plastica? E' uno degli esperimenti descritti nelle sue opere: prese delle foglie di canapa, le mise lungamente a bollire ed infine le pressò. Quando il tutto si raffredò il materiale si era solidificato e, in base alla descrizione che ne venne fatta, si è ricostruito che si trattò di una specie di bachelite, una delle prime materie plastiche mai create. 

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di Antonio Rispoli
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