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La soglia del 42,5% serve ad impedire che qualcuno vinca

Legge elettorale: Pdl, Udc e M5S diritti verso il governo Monti-bis


Legge elettorale: Pdl, Udc e M5S diritti verso il governo Monti-bis
07/11/2012, 14:13

Ieri, con un blitz a sorpresa (non ho prove, ma per me c'è stata la stessa sorpresa che si avrebbe nello scoprire che il 25 dicembre è Natale), il Pdl e l'Udc in Commissione Affari Costituzionali hanno fatto approvare nella legge elettorale un emendamento, che subordina il premio di maggioranza alle elezioni politiche nazionali al raggiungimento della soglia del 42,5%. In un suo messaggio postato su Facebook e su Twitter, il leader dell'Udc ha detto che c'era la richiesta della Corte Costituzionale di mettere questa soglia. Il che, in astratto, è anche giusto: alle prossime elezioni, ad un partito potrebbe bastare raggiungere il 25-30% dei voti, per trovarsi con il 55% dei seggi alla Camera. Cioè praticamente il doppio dei voti conquistati. Ed è esagerato. Ma l'attuale modifica, approvata a strettissima maggioranza a 5 mesi dal voto, quindi senza che ci sia il tempo per creare coalizioni, appare semplicemente un trucco finalizzato ad ottenere un preciso risultato dalla prossima elezione politica (e non è la prima volta: la maggioranza che ha approvato questa modifica alla legge elettorale è la stessa che a fine 2005 creò il Porcellum per impedire che il centrosinistra vincesse le elezioni successiva). Ma in questo caso cosa si potrebbe ottenere?
Basta chiedersi: quali sono gli obiettivi dei rispettivi partiti? L'Udc non fa mistero di volere un "Monti-bis", cioè un governo, sempre guidato da Mario Monti, ma con una connotazione icrida, parte tecnica e parte politica. Il Pdl non si oppone a questa prospettiva, che gli consentirebbe di avere qualche strapuntino per continuare ad ottenere che Berlusconi non venga condannato per i reati commessi. La Lega Nord è fuori discussione, si sta ancora leccando le ferite dopo lo scandalo che ha colpito il suo tesoriere e il "cerchio magico" che era intorno ad Umberto Bossi. L'Idv non riesce ad approfittarne, colpita com'è dalle diffamazioni dall'esterno (vedi la vicenda Report) e i tentativi dall'interno di spaccare il partito, portati avanti da Massimo Donadi e Luigi De Magistris. 
Resta, tra i partiti che stanno in Parlamento, il Pd, che ancora non sa che pesci pigliare. Perchè è vero che il segretario Pierluigi Bersani ha dichiarato di essere contrario ad una legge elettorale siffatta; ma dall'interno del suo partito non giungono dei no altrettanto netti. Ed è anche quello che ha le maggiori probabilità di vincere le elezioni, soprattutto se si concretizzerà l'alleanza con Sel. Secondo i sondaggi di questi tempi, Pd+Sel possono raggiungere più o meno il 35% dei voti, garantendosi la vittoria. Ma che vittoria sarebbe, con il premio che scatta solo oltre il 42,5%? SArebbe impossibile governare senza un inciucio tra Pd, Sel, Udc e Pdl. E non è detto che a quel punto Sel sia indispensabile, dato che potrebbe essere sostituita da Fli e dagli altri partiti di centro. A questo punto, uscirebbe fuori un nuovo governo "di coesione nazionale", di "riappacificazione" o di "decantazione". Quante volte abbiamo sentito questi termini, negli ultimi 10 anni? La soluzione finale sarebbe un nuovo governo Monti. E sarebbe veramente una soluzione finale, nel senso che davano a questa frase certi nazisti di 70 anni fa, per l'economia italiana. Perchè come stanno notando tutti, esclusi i politici e le persone molto ricche, il governo Monti sta facendo leggi che danneggiano il Paese. Non uno dei parametri economici del Paese è in positivo: la disoccupazione è aumentata; il debito pubblico sta crescendo ad un ritmo che non si vedeva dai tempi del primo governo Berlusconi, quello del 1994, e tre volte più veloce di quando al governo c'erano Prodi e D'Alema; i consumi delle famiglie sono crollati; i diritti dei lavoratori sono stati fortemente ridotti; che altro serve per capire che un nuovo governo Monti sarebbe insostenibile?
Immagino l'obiezione che a questo punto potrebbe fare qualcuno: ma io non voto la "casta", i vecchi partiti; io voto per il Movimento 5 Stelle. E qui sta l'errore più grande. Perchè alla fine della giostra sarà proprio il Movimento 5 Stelle a fornire il maggior supporto alla formazione di un governo Monti bis. Perchè è chiaro che un partito, nella situazione politica italiana, non potrà mai raggiungere il 51% dei voti. Ma contemporaneamente Grillo ha detto talmente tante volte che non intende allearsi con gli altri partiti, che alla fine gli rimarrà una sola strada: chiudersi in un angolino a proclamarsi "duri e puri", ma senza poter fare altro. Insomma, sarebbe una copia in salsa moderna del PCI tra il 1948 e gli anni '70, prima del tentativo di compromesso storico. Il PCI era un fortissimo partito, lottava con la DC per diventare il primo partito d'Italia, ma non è mai stato al governo. Restava chiuso in un angoletto, a discutere al suo interno come essere più ideologicamente puri, ma niente altro, a livello nazionale (anche se il suo 30% dei voti gli consentiva di avere la maggioranza sul territorio in molte realtà dell'Italia centrale). Ma è evidente che, un partito che assorba il 20-25% dei voti, senza allearsi con gli altri non fa niente altro che togliere questio voti dall'agone politico. E questo significa che gli altri partiti sono spinti ad unirsi, per formare delle coalizioni fragili ma necessarie per governare il Paese. Oppure, in alternativa, questa presenza creerà una insabile instabilità politica, che ci riporterà alle elezioni entro fine 2013 o all'inizio del 2014. E questo rischia di creare una crisi ancora maggiore al nostro Paese. In entrambi i casi M5S rischia di diventare la miglior scusa per creare un governo Monti bis o per rifare le elezioni. 
Ci sono alternative? Realistiche non ne vedo, senza un partito che faccia un enorme balzo avanti in termini di etica e di responsabilità. L'unico che da questo punto di vista è ben messo è l'Idv, ma con la macchina del fango in azione 24 ore su 24 sul loro leader Antonio Di Pietro, le tensioni interne e i numerosissimi pregiudizi che esistono su Di Pietro, non ha molte possibilità di aumentare i propri voti. 

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di Antonio Rispoli
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