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L'esodo estivo che non c'è più, la fine di un simbolo di benessere


L'esodo estivo che non c'è più, la fine di un simbolo di benessere
04/08/2012, 15:26

Oggi, secondo la classificazione fatta dalla Società Autostrade, doveva essere una giornata infernale sulle autostrade italiane: gente imbottigliata sotto il sole, code più o meno ovunque in direzione sud e verso le coste liguri, toscane e sulle zone adriatiche ecc. Niente di strano, è il primo week end di agosto, è sempre stato così. Ma finora non c'è stato nulla del genere. La giornata è stata assolutamente tranquilla, un traffico di un sabato normale, non del primo week end di agosto. 
Ho abbastanza anni alle spalle da ricordare l'agosto di una volta, le città completamente vuote, la difficoltà di trovare un negozio aperto, le strade completamente svuotate di auto, sia in movimento che posteggiate lungo i marciapiedi. Era quasi un rito, la partenza di molti tra l'ultimo week end di luglio e il primo week end di agosto, e il ritorno, quasi altrettanto massiccio, verso il 20 di agosto. Era quasi come se la vita in città si spegnesse per quelle tre settimane per poi riprendere subito dopo. 
Una tendenza che è andata via via scemando. Lentamente, impercettibilmente ma costantemente.  le città si sono svuotate sempre di meno. I negozi hanno avuto sempre più clienti, tanto da restare aperti sempre di più. 20 anni fa, era difficile trovare aperto qualcosa più del supermato e al massimo il giornalaio; oghgi sonmo pochi i negozi che chiudono più di una settimana. Anche camminando per strada, si vedono i marciapiedi pienio di autovetture; nei mercati c'è un affollamento che una volta era impensabile. 
Ma come la situazione del passato era un simbolo del benessere della popolazione, la situazione attuale è un simbolo della crisi che stiamo vivendo. Infatti, il cambio delle abitudini degli italiani - adesso si va in vacanza pochi giorni, magari solo nei week end, e si sta in casa il resto dei giorni; se si hanno abbastanza soldi da andare in vacanza, si va fuori stagione; ecc. - non rappresenta che un sintomo, una conseguenza. Il motivo di base sta nella crescente povertà imposta a strati sempre più vasti della popolazione italiana da una politica economica dissennata che ha voluto scaricare su operai, impiegati e pensionati l'onere del risanamento economico. Prima del risanamento connesso al crollo della inflazione (che negli anni '80 aveva raggiunto la doppia cifra); poi di quello dei conti pubblici per poter rimanere nell'euro. Ed infine, dopo il cambio della valuta tra lira ed euro, i governi Berlusconi hanno scaricato sulle stesse fasce l'onere di sostenere i sempre maggiori sprechi sia in termini di spese per la casta (basta ricordare il fatto che le spese di palazzo CHigi tra il 2008 e il 2011 si sono più che triplicate) sia in termini di appalti agli "amici" (anche qui la cronaca ne ha fatto un lungo elenco esemplare, a cominciare dalla cosiddetta "cricca" di Diego Anemone). Ora tocca al governo Monti che sta continuando a vessare le stesse classi, tagliando via pensioni, sanità, salari, diritti, tutele e quant'altro, con la scusa di voler risanare i conti pubblici. Peccato che nessuna di queste persone ricordi un piccolo dettaglio: una sanguisuga su un corpo umano, può succhiare una certa quantità di sangue, non letale. Due sanguisughe lo stesso; ma se le sanguisughe diventano 200, sono in grado di assorbire ogni goccia di sangue del corpo umano. E a quel punto il corpo umano è morto. Esattamente quello che sta succedendo al corpo dell'Italia. Ci sono troppe sanguisughe che stanno assorbendo ogni goccia del sangue dell'Italia; la classe politica e quella industriale devono fermarsi e restituire un po' del sangue che stanno assorbendo da 20 anni dai cittadini italiani. Non c'è alternativa. Altrimenti il corpo Italia è morto. 

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di Antonio Rispoli
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