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"L'Europa cattiva" è quella che ci sta salvando il culo


'L'Europa cattiva' è quella che ci sta salvando il culo
04/06/2019, 15:59

In questi giorni si sente sempre più spesso Salvini sparare a zero contro l'Europa, pretendendo libertà assoluta di spesa al di là di qualsiasi limite di deficit. E nei talk show si parla della stessa cosa e negli stessi termini. Ma l'Europa che ci guadagna a limitare il nostro deficit? O comunque ha qualche motivo per farlo? 

Innanzitutto, chiariamo una cosa. Chi ha studiato l'economia sa che non c'è una relazione diretta tra il deficit e la crescita, come sostiene Salvini e coloro che lo seguono, che sostengono di volere libertà di deficit per far crescere l'Italia. L'economista John Maynard Keynes parlava di deficit per aumentare il Pil, ma lo riferiva ad una specifica situazione (quella degli Usa nel 1929 e negli anni seguenti) e comunque lo metteva come eventualità. Cioè diceva: "Visto che le banche non concedono prestiti, che non c'è denaro in circolazione e che c'è una forte disoccupazione, bisogna che sia lo Stato a far circolare i soldi, facendo lavorare le persone e dando loro un salario (c'era la celebre frase: 'Se necessario, mettiamo uno a scavare una buca e un altro a riempirla, sono comunque due stipendi'). In questa maniera, abbiamo denaro messo in circolazione che dà una spinta all'economia. E questa è una cosa che si può fare anche in deficit". Come si vede, un simile ragionamento è lontano centinaia di chilometri da chi dice che Keynes sosteneva che si può crescere solo facendo deficit. 

In realtà, la crescita economica dipende dalle "vendite", per usare un linguaggio poco tecnico. Cioè si tratta di fare in modo che aziende e privati acquistino il più possibile. Ma le aziende acquistano solo se poi possono vendere quello che producono. Di conseguenza, il fulcro della crescita è avere una vasta platea di persone che possano spendere molti soldi per acquistare beni e servizi. Questo permetterà alle aziende o ai negozi di aumentare i beni acquistati da poter rivendere e così via, creando un circuito economico positivo. Ma perchè la platea sia vasta, è necessario che ci siano stipendi alti. Quello è il primo passo. E non c'è bisogno di spendere soldi pubblici per fare una legge che introduca dei minimi salariali decenti. 

Stabilito che il deficit non ha nulla a che fare con la crescita, la domanda diventa: ma perchè Salvini ci tiene tanto ad aumentare il deficit? Perchè ricordiamo che la Lega era nel governo che - unico di quel decennio - nel 1994 ha peggiorato i conti pubblici. Era anche nel governo Berlusconi che tra il 2001 e il 2006 portò il deficit dal 2,7% del Pil ad una previsione a fine 2006 del 6,4% (fu poi il governo Prodi a sistemare le cose). Ed era anche nel governo Berlusconi che tra il 2008 e il 2011 portò l'Italia sull'orlo del default, con uno spread di 570 punti e un crollo del Pil che nel 2009 superò il 5%. Ed è l'unico partito in Europa che può vantare ben tre avvisi di procedura di infrazione in tre governi. Un vero record. Quindi la Lega è un partito che è abituato a sperperare soldi pubblici senza limite e senza ritegno. E questo semplicemente per ottenere consenso. E' una sorta di "voto di scambio di massa": non c'è l'azione criminosa di dare soldi a qualcuno in cambio di un voto; ma c'è l'azione - considerata politica - di dare soldi a tutti per fare in modo che molti votino il partito che ha regalato quei soldi nella speranza di riceverne di più. Sia ben chiaro, non è mica il primo partito a fare questo, nè è l'unico. Ma gli altri partiti di solito hanno persone competenti, che sappiano trovare coperture a quelle spese. La Lega evidentemente non ne ha mai trovate...

Chiarito questo, perchè l'Europa "pretende" che l'Italia contenga il proprio deficit? Potremmo dire che è un motivo altruistico, lo stesso che spingerebbe una persona assennata a consigliare ad una persona piena di debiti di non farne altri. In realtà, c'è un motivo anche egoistico. Vedete, l'Italia è nei guai, economicamente parlando. La zavorra del debito pubblico, arrivato ormai al 135% del Pil, ci costa 65 miliardi l'anno. 65 miliardi che potrebbero essere utilizzati utilmente altrove. Inoltre, abbiamo una economia che sta costantemente retrocedendo a livello tecnologico: negli anni '90 eravamo al livello della Germania e degli Usa; oggi siamo sotto la Cina. Infine abbiamo una enorme evasione fiscale. Tutte cose che rendono l'Italia ogni anno più debole. Tempo qualche anno e saremo così deboli da trovarci nella stessa situazione della Grecia del 2009, con i mercati che non vogliono finanziare i nostri debiti e lo Stato che non ha i soldi per pagare stipendi e pensioni. Ma la Grecia si è potuta sistemare, anche se a carissimo prezzo: a fronte di un debito pubblico di 300 miliardi di euro, è stato speso - a seconda delle stime - da 3 a 7 volte questa cifra. Ma chi tira fuori da 7000 a 20 mila miliardi di euro per sanare la situazione dell'Italia, ammesso che bastino? Qualcuno pensa che ci siano ignoti benefattori che lo facciano? Ovviamente no. A quel punto l'Europa non avrà altra scelta che mollarci, abbandonarci al nostro destino; mentre gli speculatori potranno comprarsi l'Italia per un tozzo di pane. E questo dal punto di vista diplomatico, sarà un grosso danno per il resto dell'Europa, in particolare per la Germania. Ma cosa credete che sia più grave, oggettivamente? Un Paese in default o un Paese che perde un po' di reputazione internazionale? Anche senza considerare che il Paese in default siamo noi. 

Aumentare il deficit velocizzerebbe questo percorso. Io personalmente sono pessimista, secondo me siamo andati oltre il punto di non ritorno, soprattutto perchè non c'è nessun politico che abbia la minima capacità di invertire questo percorso. Ma questa è una mia opinione, che può anche essere sbagliata. Ma giusta o no che sia, resta il fatto che questo è il percorso che abbiamo imboccato. Ed è un percorso che oggettivamente verrebbe velocizzato dall'aumento del deficit che si tradurrebbe in un aumento del debito pubblico, con tutte le conseguenze negative del caso. 

Il problema è alla base, ma nessuno ne parla. Cioè il problema è nel fatto che nessuno contesta a Salvini e a chi parla come lui che l'Europa non vuole porre limiti all'Italia per cattiveria o per chissà quale sordido complotto della Germania e della Bce. I limiti del Trattato di Maastricht servono per impedire o quanto meno ridurre la possibilità di comportamenti sbagliati da parte dei vari governi nazionali. Un deficit superiore al 3% non è sbagliato di per sè, se ha cause che lo motivano. Diventa sbagliato quando l'unica causa di quel deficit è l'incapacità del governo di gestire le finanze pubbliche. E soprattutto diventa sbagliato quando il governo di quel Paese - al di là dei partiti che lo compongono - non agisce per diminuirlo. Perchè anche i renziani, che tanto contestano i risultati di Lega e M5S, non possono negare che Renzi non ha fatto nulla per ridurre il deficit. Perchè ridurlo dal 2,8 al 2,4% in 3 anni non è certo un risultato di cui vantarsi. Per fare un confronto, basta ricordare che il secondo governo Prodi ridusse il deficit di quasi il 5% in 20 mesi. Renzi ha avuto quasi il doppio del tempo e l'ha ridotto dello 0,5%. E la sua maggioranza non era appesa al voto dei soli senatori a vita, come invece capitava a Prodi. 

Se gli italiani ragionassero, capirebbero che è nel loro interesse non fare deficit. Che è nel loro interesse avere un governo che risani i conti pubblici. Perchè più si abbassa il deficit, più lo Stato risparmia denaro. E se lo Stato risparmia denaro, significa che ne ha per tagliare le tasse, aumentare il welfare, aumentare i servizi... cioè fare tutte quelle cose che i politici promettono senza mantenere mai. E per l'Italia non è un problema ridurre il deficit, se ci fosse la volontà politica di farlo. Basterebbe fare qualche controllo in più sui bilanci delle aziende e punire seriamente l'evasione fiscale. Secondo la Guardia di Finanza, l'evasione fiscale nel 2017 era pari a 270 miliardi di euro; secondo il governo Gentiloni circa la metà. Anche prendendo i 130 miliardi indicati dal governo Gentiloni, basta recuperarne il 30% per far passare il deficit da -2,4% di quest'anno a zero. Ripeto, solo il 30%. Non serve altro. E' chiaro che questo non si può fare se abbiamo una legge che manda in prescrizione il reato di falso in bilancio in 3 anni, come accade adesso. Servono pene serie. Non pretendo molto, mi accontenterei di prendere esempio dagli Usa, dove il falso in bilancio è punito col carcere da 5 a 15 anni. A cui si aggiunge negli Usa un risarcimento danni (di solito almeno 5 volte la somma evasa, ma alle volte si arriva anche a 30 o 40 volte), che in Italia potrebbe essere sostituita da una multa pari ad almeno 10 volte la somma evasa. Basta copiare quella legge e i 30 miliardi arriveranno in un lampo. Dopo tutto perchè chi viola la legge non dovrebbe pagare solo perchè lo fa con i guanti bianchi? 

Come si vede, la soluzione è semplice. Naturalmente c'è bisogno di persone competenti. Peccato che in questo Parlamento di persone simili non ce ne siano. Nè se ne vedono all'orizzonte in uno qualsiasi dei partiti che ci sono. 

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di Antonio Rispoli
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