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L'indifferenza del mondo davanti alle guerre scatenate da Israele


L'indifferenza del mondo davanti alle guerre scatenate da Israele
22/01/2019, 15:54

Domenica il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha lanciato alla Siria una precisa minaccia: Israele continuerà ad attaccare quelli che ha chiamato "obiettivi iraniani" in Siria. E la Siria non deve provare a reagire perchè altrimenti Israele attaccherà anche Damasco. Una dichiarazione di guerra a tutti gli effetti. 

Le reazioni nel mondo? Nessuna. Come se fosse normale che un Paese ne attacchi un altro. Teniamo presente che, in base a quelle che sono le regole internazionali, il fatto che un Paese ne bombardi un altro è un atto di guerra esplicito. Sarebbe come se nel 1939, quando Hitler dette ordine di invadere la Polonia, Francia e Inghilterra avessero risposto: "No, noi non attacchiamo perchè i nazisti ce l'hanno solo con gli ebrei". Alzi la mano chi ritiene che una tale risposta sia accettabile. Oppure se quando nel 1992 Saddam Hussein invase il Kuwait gli Usa e gli altri Paesi avessero detto: "Ma no, tantro Saddam Hussein vuole solo il petrolio...". Ecco, siamo nella stessa situazione. Solo che questa volta gli attacchi provengono da Israele, quindi nessuno ha visto, nessuno ha sentito e nessuno agirà. 

Eppure questa non è la prima volta che Israele attacca i Paesi vicini senza nessuna conseguenza. I sostenitori di Israele dicono che il Paese ha diritto di difendersi. Ma Israele è stata attaccata l'ultima volte nel 1973, durante la guerra dello Yom Kippur. Da allora ha attaccato ed invaso per due volte il Libano (con l'operazione "Peace for Galilea" nel 1980 e poi nel 2006), ha attaccato la Siria, ha attaccato l'Egitto, ha attaccato la Giordania, ha attaccato l'Iraq. Non c'è nessuno dei suoi vicini che non abbia avuto il molto discutibile onore di essere bombardato dagli aerei israeliani. E finora nessuno ha potuto reagire: Israele è l'unico Paese dell'area che ha un arsenale nucleare. Anzi, il suo arsenale nucleare è uno dei più grandi del mondo: oltre 110 missili a testata nucleare pronti a partire più altre 150-200 testate (a seconda delle fonti) da montare sulle bombe e da sganciare con altri sistemi.

E si sa che Israele è pronto ad usare quelle armi. Una consapevolezza che non è data da considerazioni ostili, ma dai fatti. Nel 2006, quando invase il Libano, l'esercito israeliano sperimentò almeno due razzi nucleari di nuova concezione. Si trattava di quelle che vengono chiamate "mini-nukes" (nuke è il termine inglese per indicare le armi nucleari), cioè armi nucleari che colpiscono zone piccole. Non sono bombe che possono distruggere una città, come successe ad Hiroshima o Nagasaki. Queste che vennero usate crearono però dei crateri enormi. E i contatori geiger misurarono livelli elevati di raggi beta, un tipo di radiazione di media intensità che però possono essere comunque letali. Esaminando i pezzi rimasti nei crateri, alcuni laboratori inglesi trovarono che le bombe contenevano elevate quantità di idrogeno metallico (cioè idrogeno raffreddato e pressato fino ad assumere una consistenza metallica; è usato per le batterie di elevata qualità, perchè molto costoso) i cui elettroni venivano caricati di energia fino a scatenare l'esplosione nucleare e i raggi beta. Ma quelle caricate sui missili sono bombe nucleari tradizionali. E Israele ne ha abbastanza da ridurre qualsiasi Paese ad un parcheggio. E i missili possono raggiungere anche l'Italia. 

E' questo il vantaggio di Israele. Il suo esercito è forte, anche se oggi è meno forte di un tempo, come hanno dimostrato proprio le offensive in Libano, dove hanno subito molte perdite contro gente armata solo di fucile e di mitra. Ma l'effetto deterrenza è data proprio dai missili nucleari. E nella zona nessun Paese ha armi di difesa, a parte l'Iran che ha ricevuto dei missili russi. Qualcuno potrebbe dire che Israele non le ha usate finora, e quindi non le userà, ma si sbaglia. Il motivo per cui non sono state ancora usate è politico. L'arma atomica è un'arma solo offensiva. E' impossibile raccontare che un Paese ha ucciso 100 o 200 mila persone o più in un istante solo per difendersi. E Israele continua a raccontare che loro si difendono dalle aggressioni. Finchè si limitano ad uccidere qualche migliaiao di palestinesi all'anno oppure vendono le armi all'ISIS e ad Al Qaeda in Siria, possono sempre negare o dire che è per difesa. Ma fare uno sterminio così evidente li metterebbe dalla parte del torto. 

Resta tuttavia il grave problema della completa impunità di Israele. Che si nasconde dietro le scuse del "noi ci limitiamo a difenderci" e del "Chi ci critica è un antisemita" per lanciare offensive militari e mediatiche contro chiunque. Tanto, male che vada, nessuno si muove. I Paesi europei - sia singolarmente che come Unione Europea - se ne fregano altamente; gli stati Uniti li sostengono incondizionatamente. E quindi loro sono liberi di fare quello che vogliono. Ormai hanno anche smesso con la bufala del "noi vogliamo raggiungere un accordo con i palestinesi". Non lo dicono neanche più, tanto ormai i palestinesi sono destinati allo sterminio. C'è un rapporto, scritto nel 2015, che prevede la fine di Gaza nel 2020, a causa del fatto che Israele ha privato la Striscia di Gaza gradualmente di tutto l'approvigionamento di acqua potabile. Restano pochi corsi d'acqua e sono utilizzati per lo scarico delle fogne verso il mare. Questo, unito all'assenza quasi totale di medicinali, porterà presto delle epidemie tra gli abitanti di Gaza, fino al loro completo sterminio. Mentre gli altri insediamenti in Cisgiordania stanno morendo lentamente. E' come nei periodi di siccità. Alle volte,m quando un grosso fiume si secca, si vedono gruppi di pesci morti raggruppati. Succede perchè il fiume, quando si secca, forma delle pozze prima grandi, poi sempre più piccole. E i pesci chiaramente si radunano vicini proprio perchè non c'è acqua. Finchè non ce n'è talmente poca che muoiono. E' quello che capiterà ai palestinesi. Gli israeliani hanno già da tempo isolato le varie città palestinesi. Oggi è impossibile spostarsi da una città palestinese all'altra, in Cisgiordania, senza attraversare una colonia israeliana. Con il progressivo ampliamento delle colonie, piano piano le città palestinesi vengono distrutte, un palazzo dopo l'altro,per "motivi di sicurezza". Alla fine, quando le città saranno insediamenti da 1000 o 2000 persone, verranno sterminati con un rapido attacco; come già successo tante volte negli ultimi 30 anni. Tempo 30 anni e in Israele non ci sarà nessun palestinese. 

Nel frattempo, ci sono altri obiettivi su cui Israele ha puntato gli occhi. Innanzitutto il Libano meridionale. Già nel 2006 Israele pretese che tutti i libanesi se ne andassero dalla fascia profonda 30 chilometri che confina con Israele. L'altro obiettivo è la Siria, tutta la zona fertile che è alle spalle delle alture del Golan. Uno degli obiettivi degli attacchi contro la Siria che si susseguono dal 2011 (prima da parte del sedicente "Esercito Libero Siriano", che in realtà è un esercito di mercenari reclutato dagli Usa con i soldi dell'Arabia Saudita e, fino ad un certo punto, del Qatar; poi di Al Qaeda ed infine dell'ISIS) era proprio quello di indebolire le truppe che bloccano le strade che dalle alture del Golan si dirigono verso Damasco. In modo che l'esercito israeliano potesse spazzare via il resto e calare come locuste per impadronirsi di quelle terre. Israele si muove senza fretta, tanto sa di non avere ostacoli. Per cui può permettersi di indebolire lentamente i Paesi vicini, logorarli e poi colpirli appena abbassano la guardia. Basta vedere la Siria. Quanto può essere forte un esercito che sta combattendo da 8 anni su tutti i fronti? E che per di più deve affrontare un altro esercito forte come quello turco? Durante la Seconda Guerra Mondiale, l'esercito tedesco non poteva affrontare le fortificazioni della Linea Maginot. Ma quando l'esercito francese richiamò oltre metà delle truppe dalle fortificazioni, per supportare il fronte nel nord del Paese, i tedeschi poterono avanzare con poche perdite. La stessa cosa farà Israele con la Siria: se i soldati siriani verranno dirottati su altri fronti, gli israeliani attaccheranno. E anche in quel caso tutti staranno zitti.

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di Antonio Rispoli
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