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L'ira della comunità ebraica contro De Magistris, sindaco di Napoli


L'ira della comunità ebraica contro De Magistris, sindaco di Napoli
26/04/2013, 17:41

La notizia in teoria è una notizia da mettere in un trafiletto: il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha deciso di concedere la cittadinanza onoraria ad Abu Mazen, il presidente palestinese. Non è una cosa insolita. Pochi giorni fa il Comune di Bologna ha concesso la cittadinanza onoraria a Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, il giovane ucciso a Ferrara da quattro poliziotti. 
Eppure questa decisione ha scatenato le ire di Scialom Bahbout, rabbino capo di Napoli e dell'Italia meridionale. Un'ira che si è manifestata in una intervista pubblicata oggi su Repubblica, in cui scaglia tuoni e fulmini contro De Magistris. Le colpe di Abu Mazen? Ha fatto una tesi di laurea in cui nega l'Olocausto (ovviamente nella versione ufficiale, dove tutti i tedeschi sono carttivi che hanno ammazzato 6 milioni di ebrei) e non ha mai preso le distanze dagli attacchi "terroristici" palestinesi. Per questo non si merita l'onoreficienza decisa da De Magistris, secondo il rabbino Bahbout.
Il primo argomento lo si smonta in due parole: non esiste alcuna prova documentale su quante persone siano morte nei campi di concentramento nazisti, ci sono prove che vanno spiegate e cose del genere. Insomma, la versione ufficiale dell'Olocausto assomiglia molto a quella dell'11 settembre: un 10% di verità un 20% di bugie e il resto è tutta propaganda. E discuterne dal punto di vista storico è impossibile: le comunità ebraiche hanno abbastanza influenza da cancellare qualsiasi convegno storico in proposito; e se non riescono a cancellarlo, fanno in modo che la notizia svanisca da qualsiasi media. Il problema è che senza un confronto di dati, non si può circostanziare la verità storica. Ma se uno dei due interlocutori dice: "Ho deciso che i miei dati sono veri e se voi dite di no siete dei violenti assassini e peggio", è chiaro che la discussione diventa impossibile. 
Sulle responsabilità di Abu Mazen, basta ricordare che l'ultimo israeliano morto per mano palestinese risale al 2009. E che nel frattempo ci sono stati l'Operazione Piombo Fuso, che è costata la vita a oltre 1500 civili palestinesi e il ferimento di altri 5000 palestinesi innocenti; c'è stata l'operazione di bombardamenti a Gaza dello scorso dicembre, che ha provocato oltre 1500 tra morti e feriti, di cui un terzo sono bambini. E in mezzo continui bombardamenti su Gaza ad opera dei carri armati e degli aerei israeliani, spesso notturni, e comunque sempre letali. Inoltre i sequestri anche di bambini di 10 anni (perchè un "arresto" senza mandato, senza indagine, senza un giudice che l'abbia avallato, è un sequestro a tutti gli effetti. Non per niente vengono effettuiati con un uso senza limiti di violenza, sia verso il sequestrato che verso vicini e familiari che provino ad impedirlo); le centinaia fi famiglie buttate fuori da casa con prevvisi di poche ore, perchè le autorità israeliane devono costruire case riservate agli ebrei; le centinaia di persone colpite da proiettili esplosivi (il termine tecnico è "autoespansivi", la sostanza è un proiettile che appena penetra nella carne si frammenta in tanti pezzi e squarcia ossa, muscoli, nervio e qualsiasi cosa trova, lasciando ferite difficilmente rimarginabili e sempre invalidanti) solo perchè si avvicinano a meno di un chilometro dal muro con cui gli israeliani hanno rinchiuso i palestinesi in uno spazio chiuso. Perchè Gaza è questo: una enorme prigione, di 320 Km. quadrati, a cui ogni anno viene tolto un pezzo e dove vengono ammazzatui centinaia di civili, con la fame, la sete, i proiettili, le bombe, ecc. 
Le responsabilità di Abu Mazen ci sono ma sono esattamente contrarie. Sono di avere intorno una corte corrotta che vive con i soldi provenienti dall'estero, a cominciare da quelli che spende Israele per sapere in anticipo cosa succede. Sono di non fare nulla a favore dei palestinesi, in particolare a Gaza, i quali devono "pagare" il fatto di aver preferito Hamas ad Abu Mazen nelle elezioni del 2007. Sì, perchè c'è questo che nessuno ricorda mai. Nel 2007 si fecero delle elezioni tra i palestinesi. Certo, non furono facili, considerando che si tratta di un Paese frammentato in una serie di villaggi dove non si può entrare o uscire di casa senza rendere conto ai soldati israeliani. Ma si svolsero. E Hamas vinse sul partito di Abu Mazen, grazie soprattutto alla vittoria a Gaza. Ma ad Usa ed Israele non piacque il risultato e quindi tra minacce, sanzioni (bloccarono l'afflusso di acque ed elettricità a tutta Gaza e a tutta la Cisgiordania per diversi giorni) e bombardamenti israeliani, ottennero che Hamas si ritirasse e Abu Mazen diventasse Presidente (più o meno a vita, dato che dopo 6 anni non c'è stata più alcuna elezione). Intanto però gli abitanti di Gaza, in spregio alle convenzioni internazionali, hanno subito una punizione di massa: da allora sono stati chiusi i 14 varchi esistenti nel muro di Gaza ed è stato bloccato l'afflusso da Israele (come prevedono i trattati attualmente in vigore) di acqua, carburante, energia elettrica, cibo e medicinali. Se gli abitanti di Gaza non sono ancora morti di fame e di sete, questo è dovuto ad Hamas che procura in Egitto il necessario. Infatti Hamas non è solo una organizzazione terroristica, come dicono Tv e giornali, ma è anche un partito ed una organizzazione benefica (tipo Caritas). Per cui sono loro che gestiscono la vita a Gaza. E chi lavora per loro riceve il pagamento in denaro e in generi alimentari. 
Chiarito questo, perchè la comunità ebraica protesta tanto? In realtà non è per la cittadinanza onoraria ad Abu Mazen, ma per il fatto che c'è stato qualcuno che ha preso posizione per la Palestina con un atto pubblico. Perchè il punto è semplice: Israele vuole che nessuno parli della Palestina e dei palestinesi, in modo che il loro genocidio si possa compiere nel più assoluto silenzio. E quindi i responsabili delle comunità ebraiche nel mondo e i rabbini - che in massima parte sono fedeli alle disposizioni del governo israeliano, dato che il loro insegnamento religioso è fortemente impregnato di odio verso i rappresentanti delle altre religioni - si preoccupano sempre di stigmatizzare qualsiasi tentativo di ricordare che la Palestina esiste. 
Dopo tutto, non sono rari discorsi dei politici israeliani che sopttolineano come i palestinesi sono tutti terroristi, perchè nascono tali e quindi bisogna reagire "di conseguenza". Una conseguenza che un medico palestinese, intervistato da Vittorio Arrigoni, descrisse così: "Immaginate di prendere dei gattini appena nati, infilateli in una scatola che poi viene ben chiusa, ed immaginate di saltare sulla scatola più e più volte, con forza". Si stava riferendo ad alcuni bambini vittime di uno dei tanti bombardamenti che Israele fa abitualmente a Gaza. E di cui Tv e giornali italiani si fanno un dovere di non racconatre mai. 

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di Antonio Rispoli
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