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L'Islam, il Corano, il presepe e Gesù


L'Islam, il Corano, il presepe e Gesù
05/12/2018, 15:58

E' iniziato dicembre e sia i giornali che i social network cominciano a riempirsi con una bufala natalizia che viene pubblicata tutti gli anni: nella tal scuola viene vietato di fare il presepe o viene vietato di cantare gli inni natalizi o cose del genere, per colpa della presenza di bambini musulmani. Ma qual è il rapporto tra l'Islam e Gesù? Nessuno si pone mai questa domanda. 

Una domanda tutto sommato semplice, no? A cui è facile rispondere se si è letto il Corano. Cosa che nessuno ha fatto. Ma nonostante questo, la gente ritiene di sapere cosa ci sia scritto. Poichè i giornali e le Tv da anni fanno propaganda anti-islamica, raccontando solo il peggio dell'Islam, e poichè la gente non si informa, tutti ritengono che i musulmani siano capaci solo di odiare e distruggere. E quindi a queste persone appare normale che i musulmani vogliano distruggere anche il presepe, vogliano distruggere l'atmosfera natalizia e che odiono Gesù. Ma è veramente così? 

In realtà, no. Gesù è presente anche nel Corano. Ovviamente, in veste diversa rispetto ai Vangeli. Non è un protagonista, ma è un comprimario importante. E' uno dei maggiori profeti dell'Islam, uno di coloro che ha spianato la strada alla venuta di Maometto. E la Madonna, essendone la madre, è una figura molto rispettata.  Non venerata, non è una figura per cui ci siano festività religiose o cose del genere. Ma è molto rispettata. E questo per rispondere agli idioti che poi condividono sui social network le foto di persone che distruggono o insozzano statue della Madonna. Un vero credente islamico non lo farebbe mai. Forse qualcuno appartenente all'ISIS, ad Al Qaeda o a qualcuno dei tanti movimenti estremisti (si sa che loro sono abituati a deformare il messaggio del Corano) ma non so se loro lo farebbero. 

Per questo motivo, un musulmano si guarda bene dal dire di no ai canti natalizi. Non fanno parte della loro tradizione, ma non c'è nulla di contrario alla loro religione. E lo stesso per il presepe. Un musulmano non fa il presepe perchè la loro religione insegna che quella è idolatria (infatti non ci sono nelle moschee immagini di Maometto o dei profeti dell'Islam, come invece nelle nostre chiese ci sono immagini di Gesù, della Madonna e dei santi); ma anche qui non c'è nulla di religiosamente sconveniente per loro. Quindi, tranne qualche caso isolato, in media il musulmano può partecipare o non partecipare, ma non farà obiezioni ai canti natalizi o al presepe. E adesso sto parlando degli adulti. I bambini, che hanno come principale obiettivo il divertirsi e il fare amicizia, si soffermano ancora meno su questa situazione. 

Naturalmente io ho parlato finora del musulmano medio molto religioso. Ma c'è una larga parte di persone che pur essendo musulmane, sono poco praticanti; e per loro questo discorso è ancora più blando. Come esistono dei musulmani (soprattutto quelli provenienti da Pakistan e Afghanistan) che invece potrebbero fare casino, perchè nei loro Paesi la religione è molto più invasiva ed è vissuta. Ma parliamo di una minoranza all'interno del mondo musulmano, che già è minoranza in Italia. Insomma, beccarne uno non è mica così facile... Il punto è che bisogna capire che una persona musulmana non è l'Islam, non più di quanto una persona che si dica cattolica sia l'intero mondo cattolico. 

Molti credono che l'Islam sia un monolito, che tutti i musulmani siano uguali. E che quindi se uno è un violento o commette un reato, tutti sono in grado di commetterlo o di essere violenti. In realtà, rifletteteci un attimo: quante sono le persone che ammazzano e che uccidono e sono italiane e cristiane? Ma nessuno si sognerebbe di dire: "Io sono un criminale perchè credo nelle stesse cose di Tizio che ha ucciso o violentato". E allora perchè si dovrebbe fare lo stesso ragionamento per i musulmani? Se Caio uccide ed è un musulmano, perchè Sempronio, che è anche lui musulmano, dovrebbe essere ritenuito pericoloso? Solo per la religione? Cerchiamo di non essere ridicoli. Del resto, come mai questi discorsi non si fanno per gli ebrei, per esempio? Non conosco i dati precisi, ma statisticamente è impossibile che tra gli ebrei non ci siano criminali. Ma nessuno si sogna di dire che tutti gli ebrei sono criminali. 

In realtà l'Islam è un mosaico. Ci sono almeno una quindicina di gruppi diversi, ognuno dei quali crede al Corano in una versione che è diversa dagli altri. E nell'elenco non comprendo i gruppi più radicali ed estremisti, sia ben chiaro. Bisogna capire che a differenza dei cattolici, i musulmani non hanno un capo riconosciuto universalmente, una sorta di Papa musulmano. Ma c'è una enorme differenza tra un cattolico polacco, un cattolico irlandese e un cattolico italiano, per esempio. Perchè la religione si incrocia e si fonde con le credenze popolari e le tradizioni locali. E le tradizioni sono diverse da Paese a Paese. Per l'Islam è la stessa cosa, ma con la differenza che senza un capo riconosciuto le divisioni sono ancora maggiori. Del resto, basta pensare alla differenza che esiste tra un waabita dell'Arabia Saudita (velo alle donne, divieto di guida, divieto di lavorare, obbligo di girare con un maschio di famiglia, ecc.) e uno sciita iraniano (niente velo imposto per legge, libertà di laurearsi e di lavorare anche come medico, come magistrato o come ingegnere, massima libertà, addirittura ci sono donne nominate ambasciatrici in questo o quel Paese, ecc.). Sono entrambi musulmani, entrambi pregano 5 volte al giorno inchinandosi verso la Mecca, entrambi vanno alle loro funzioni religiose il venerdì, ecc. Ma tutto il resto della loro vita è diverso, come più non si potrebbe. 

Questa diversità è ancora più evidente in Italia, dove le comunità musulmane hanno qualche centinaio o qualche migliaio di aderenti. E quindi in ogni città ci sono poche persone che seguono la stessa versione dell'Islam. L'esempio più eclatante di queste differenze sta in un fatto: nonostante lo richiedano da anni, i musulmani non possono accedere all'8 per mille. Perchè? Proprio perchè la comunità musulmana è in realtà fatta da una serie di comunità nazionali o poco più che nazionali che cercano di sopravvivere interagendo poco e niente tra di loro. Per questo anche il fatto che una persona avanzi una protesta non è significativa. 

Come si vede, sono partito dal fatto del presepe per allargare il discorso all'intero mondo musulmano. Perchè c'è questo che ho notato: la gente parla e si fa idee sul mondo islamico senza sapere nulla di esso. Moltissimi hanno creduto alla bufala dei musulmani che si oppongono al presepe e ai canti natalizi, senza sapere nulla di ciò che è veramente l'Islam. E continuano a criticare senza sapere nulla e senza mai avere letto il Corano. Ed è questa la cosa sbagliata. Non è criticare l'Islam: siamo in Italia e ognuno ha diritto di critica. E' criticare l'Islam o il comportamento dei musulmani senza sapere nulla del Corano; è criticare l'Islam assumendo a regola generale il comportamento magari di un singolo criminale. Mentre invece, se si guarda ai dati veri, si scopre che i criminali sono uguali per qualunque comunità. Se io prendo 1000 persone a caso della stessa comunità, non importa se siano italiani, nigeriani, pakistani, rom o di qualsiasi altra comunità. Statisticamente, circa 60 di loro saranno criminali. Perchè questo dicono i dati del Ministero degli Interni e del Ministero della Giustizia. E' chiaro che se parliamo di reati lievi, le cose cambiano. Se io considero alla stessa stregua un mafioso che ha ammazzato o che taglieggia i negozianti e uno che vende borse contraffatte in mezzo alla strada, è chiaro che non ci troviamo. Ma se considero solo coloro che commettono reati violenti (racket, omicidi, stupri, rapine, ecc.) allora le percentuali si appiattiscono. E il fatto che i giornali e le Tv diano molto risalto alle notizie che vedono i musulmani come colpevoli o presunti tali non modifica la realtà. 

L'esempio più evidente lo abbiamo avuto quest'anno. Se parlo di Pamela Mastropiero, tutti sanno chi è. Sulla sua morte, avvenuta per overdose, sono state raccontate tante menzogne: che sia stata torturata, che sia stata violentata, che sia stata fatta a pezzi mentre era ancora viva. Adesso che è iniziato il processo dell'uomo che stava cercando di nascondere il corpo, nell'aula volano insulti a iosa contro di lui. Mentre invece se faccio il nome di Jessica Faoro, la maggior parte di voi si chiederà chi  è. E' una ragazza che viveva a Milano. Venne uccisa a coltellate dalla persona presso cui viveva; poi l'assassino tentò di bruciare il corpo e poi di nasconderlo dentro una valigia. E in questi giorni è iniziato il processo per il suo assassino. La differenza è che chi è stato beccato a nascondere il cadavere di Pamela è un nigeriano; e quindi se ne parla. Chi ha ucciso e poi ha cercato di nascondere il cadavere di Jessica è un tranviere milanese, un italiano dalla pelle bianca. E allora ecco che la notizia viene sbattuta nella cronaca locale, come se fosse un dettaglio insignificante. 

E nei Tribunali non va meglio. Io assistetti ad un processo dove ad un italiano che era stato colto a spacciare droga vennero dati 6 mesi con la condizionale. Ad uno straniero che aveva acquistato droga dallo stesso spacciatore da cui si era rifornito l'italiano non solo venne contestato lo spaccio di droga e l'uomo venne condannato per quello senza che ci fosse alcuna prova che avesse tentato di spacciare (ricordo ancora che nelle motivazioni il giudice disse che era stato questo a dare la droga all'italiano perchè era dello stesso tipo; e questo nonostante l'italiano avesse detto il contrario); ma venne anche condannato a 15 mesi e senza la condizionale. Poi non c'è da stupirsi che Salvini abbia il consenso del 30% degli italiani, se vengono diffuse tante false notizie e se persino le istituzioni - non importa se per incomprensioni o volontariamente - appoggiano questa campagna anti-islamica e anti-straniera. E' una ovvia conseguenza. 

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di Antonio Rispoli
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