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L'Italia diretta verso un futuro già conosciuto


L'Italia diretta verso un futuro già conosciuto
04/03/2013, 15:36

Tutti quanti conoscono l'espressione "deja vu": indica quel momento in cui si vede un qualcosa che si ha l'impressione di avere già visto. Ed è esattamente la stessa situazione che vedo adesso. 
Come si può descrivere l'Italia di oggi? Un Paese in crisi economica, con una disoccupazione crescente e sempre più problemi. Inoltre, la popolazione è letteralmente infuriata contro i politici considerati colpevoli della crisi in corso, insieme alle banche. Dall'altra parte, i politici non fanno nulla per riavvicinarsi alla popolazione: ostentano la loro ricchezza, il loro status di privilegiati; e quando devono fare una legge economica, anzichè prendere i soldi dove ci sono, aggrediscono le tasche vuote di salatiati e pensionati. Come descrizione è grossolana, lo so. Ma rende l'idea. 
C'è una notevole similitudine dell'Italia attuale con la Germania di Weimar, se restiamo su questo livello grossolano. Certo, la Germania era un Paese che era uscito da una Guerra Mondiale e poi da un periodo di iperinflazione, cosa che noi non abbiamo avuto. Ma per il resto, le sue situazioni sono sovrapponibili. A questo si aggiunge un'altra similitudine: lo sviluppo di tendenze fortemente razziste, aizzate ad arte. All'epoca, l'obiettivo erano gli ebrei, perchè costituivano una comunità palesemente non integrata nella società, che si riuniva in zone precise delle varie città ed in generale era facilmente distinguibile dalla massa. Oggi il razzismo è diretto verso gli stranieri: africani, cinesi, cingalesi, ecc. sono comunità altrettanto distinguibili nel tessuto sociale. E a questi si possono aggiungere i rom: non sono stranieri (oltre il 90% dei rom sono italiani), ma sono comunque distinguibili, identificabili e, grazie a tutte le leggende metropolitane che ci sono su di loro, già molto odiati. Un razzismo che negli ultimi 12 anni è stato molto amplificato dai mass media e da una certa politica. Quante volte sono state diffuse notizie false o fatte passare in modo sbagliato? Un rom investe quattro persone col proprio mezzo, viene condannato a 6 anni e mezzo, e sui giornali passa la notizia che la pena è bassa, quando invece era il massimo possibile. Un imprenditore italiano, in provincia di Brescia, fece morire tre persone sul posto di lavoro perchè non avevano la protezione antinfortunistica (il reato è lo stesso, omicidio colposo) e venne condannato a 16 mesi con pena sospesa. Come si vede, due pesi e due misure; e non certo a favore deglòi stranieri. Oppure le favole sul fatto che vengano dati 30, 40, ed anche 80 euro al giorno agli stranieri presenti in Italia (in realtà non prendono un centesimo; e se vengono spesi dei soldi dallo Stato, sono per gli italiani che provvedono a fornir loro un pasto al giorno). O ancora che "rubano il posto di lavoro agli italiani", quando in realtà sono sotto ricatto da parte di imprenditori quasi sempre italiani che approfittano della loro debolezza innanzi alla legge Bossi-Fini per sfruttarli in maniera vergognosa. Per non parlare poi del "capolavoro" delle affermazioni razziste: le case popolari vengono date solo agli stranieri. Certo, basterebbe ricordare che nei bandi pubblici per l'assegnazione delle case, uno dei criteri che più conta è il reddito del richiedente. E dato che gli extracomunitari hanno redditi molto più bassi degli italiani, è ovvio che partano avvantaggiati. E si può continuare, ma sono tutti su questa falsariga.
E qui veniamo alla parte politica. Infatti, finora Pdl e Lega sono stati i principali fautori di questa escalation razzista, basando su essa la propria campagna elettorale, soprattutto a livello locale. Ma ora che Beppe Grillo che ne sta raccogliendo i frutti. In maniera - c'è da dirlo - più intelligente: non ci sono attacchi espliciti, ma sottotraccia. Qualche allusione qui, il fatto di togliere la cittadinanza italiana agli stranieri nati in Italia, e così via. Ma soprattutto si può notare una netta similitudine tra le parole del comico genovese e quelle dell'ex dittatore austriaco. Non tanto nel razzismo, quanto nel suo approccio alla politica. 
Come dimostra questo brano: "I contadini, gli operai, i commercianti, la classe media, tutti sono testimoni... invece loro preferiscono non parlare di questi 13 anni passati, ma solo degli ultimi sei mesi... chi è il responsabile? Loro! I partiti! Per 13 anni hanno dimostrato cosa sono stati capaci di fare. Abbiamo una nazione economicamente distrutta, gli agricoltori rovinati, la classe media in ginocchio, le finanze agli sgoccioli, milioni di disoccupati.. sono loro i responsabili!
Io vengo confuso.. oggi sono socialista, domani comunista, poi sindacalista, loro ci confondono, pensano che siamo come loro. Noi non siamo come loro! LORO SONO MORTI, e vogliamo vederli tutti nella tomba! Io vedo questa sufficienza borghese nel giudicare il nostro movimento..mi hanno proposto un'alleanza. Così ragionano! Ancora non hanno capito di avere a che fare con un movimento completamente differente da un partito politico...noi resisteremo a qualsiasi pressione che ci venga fatta. E' un movimento che non può essere fermato... non capiscono che questo movimento è tenuto insieme da una forza inarrestabile che non può essere distrutta..noi non siamo un partito, rappresentiamo l'intero popolo, un popolo nuovo...". Sono parole riconoscibilissime: quante volte le abbiamo sentite in bocca a Grillo? Ovviamente none sattamente queste, ma simili. Il "Loro sono morti", riferito ai partiti. "Ancora non hanno capito di avere a che fare con un movimento completamente differente da un partito politico", è un'altra espressione molto usata. E si può continuare.
Ma qui non è Grillo a parlare. E' Adolf Hitler, a Weimar, durante la campagna elettorale del 1932.  
A questo punto, tiriamo le somme: abbiamo una situazione che a grandi linee è simile a quella della Germania del 1932, un leader del partito che dice cose simili a quelle di un certo leader della Germania del 1932, uno stato debole, oggi in Italia come in Germania nel 1932, un governo lontanissimo dalla popolazione e che tassa i ceti bassi in nome dell'austerità, oggi in Italia come in Germania nel 1932... insomma, siamo sicuri che le situazioni siano così diverse? Certo, non mi aspetto di vedere la gente che tra qualche mese che circoli per le strade facendo il passo dell'oca. Ma siamo nella posizione ideale per un "colpo di Stato " morbido. Cioè un cambiamento dei punti base della nostra Costituzione e del nostro sistema istituzionale ottenuto non in maniera violenta, ma approfittando del fatto che negli ultimi 12 anni il Pdl e la Lega hanno lentamente ma costantemente indebolito le nostre istituzioni. 
Molti non se ne rendono conto, ma adesso siamo in una situazione pericolosa non solo dal punto di vista economico ma anche istituzionale. Siamo in entrambi i casi sull'orlo del baratro: un colpo, una spinta, anche solo una scivoltata e siamo finiti. Ed attualmente i partiti che hanno attentato alla Costituzione sono il Pdl nei fatti e il Movimento 5 Stelle con le parole. Se questi ultimi dovessero passare ai fatti, rischiamo di fare una brutta fine. 

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di Antonio Rispoli
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