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Appello accorato alla democrazia per il bene del paese

L’Italia divisa tra progressismo e riformismo


L’Italia divisa tra progressismo e riformismo
28/02/2013, 10:47

Deputati e senatori uscenti non hanno voluto la riforma elettorale, e di conseguenza anche in questa tornata elettorale hanno piazzato i loro candidati lì dove volevano,  ma  il popolo è stato chiamato a votare e si è espresso democraticamente  presentando un paese diviso per metà progressista e per metà riformista in riferimento al PD e al PDL .

Tutto ciò è il frutto del risultato elettorale che va rispettato ed onorato in nome della democrazia, ma questa volta lo scenario parlamentare e, dico  per fortuna,  ha una maggioranza che non può schiacciare,  o adombrare, le esigenze di un altro quasi 40% che rappresenta una forza votante che ha tutto il diritto di essere ben rappresentato, e non ignorato da una legge di potere, che nasconde dietro di se apparati  di vera e propria massoneria.

Purtroppo mi sarei aspettata subito che le tre contendenti, mettessero da parte gli schieramenti, creando un governo di grande intesa, non perché lo dice Berlusconi, ma perché significa rispettare la volontà di tutti gli elettori  che in un modo o in un altro si aspettano tutti la stessa cosa: la ripresa economica  e la definitiva uscita dalla crisi, a cui gli entrambi schieramenti politici possono mirabilmente contribuire se si mettesse al primo posto la dignità di un popolo, e non gli interessi degli apparati di potere.

Confesso che questo quadro parlamentare mi piace, e da insegnante lo trovo stimolante, perché rappresenta una situazione così eterogenea dal cui confronto possono nascere nuove strategie politiche che potrebbero portare a veri cambiamenti, quelli che tutti declamiamo da anni perché  stanchi  di subire scelte scellerate che hanno  ridotto i popoli alla sopravvivenza.

Questo nuovo assetto politico se riuscisse a governare, dando ognuno il proprio contributo, sarebbe per me la vera prova di un governo democratico . Ma, purtroppo, incominciamo ad assistere  ai soliti teatrini politici che recitano  litigi per “appararsi”  in nome di una legge di maggioranza, che non è altro che una” legge di potere” . Forse anche l’Europa oggi ci guarda o ci teme perché si è affermato un  nuovo pensiero: l’Europa non è la Germania.

Purtroppo non possiamo negare che dobbiamo rincorrere la politica “dell’EuroZona”, che di fatto ci ha impoveriti, e per la quale siamo stati venduti dalle passate scelte governative per  finanziare interessi  molo lontani dalle reali esigenze dei cittadini. 

Sarò forse troppo idealista, ma da cittadina che crede al voto in quanto vero strumento di democrazia, mi auguro che il parlamento si metta subito a lavorare perché l’instabilità governativa nuoce all’economia  dell’Italia  e degli italiani. Se il governo cade, saranno i partiti che dovranno assumersi l’onere economico delle nuove elezioni, altrimenti ripartiamo così dando  un ‘ immagine di una Italia coerente e coesa da cui sicuramente potrà partire una ripresa economica. 

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di Santina Mutto
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