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Lo "scoop" su Napolitano: tanta fuffa e niente di serio


Lo 'scoop' su Napolitano: tanta fuffa e niente di serio
11/02/2014, 17:21

Ormai sono passate oltre 60 ore da quando sul Corriere della Sera sono apparse le prime anticipazioni del nuovo libro di Alan Friedman (dal titolo "Ammazziamo il gattopardo"), ed ancora si deve capire dove sta lo scoop di quel libro. 

Infatti tutta la discussione verte sul fatto che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano avrebbe sondato sin dal giugno 2011 la disponibilità di Mario Monti a diventare Presidente del Consiglio al posto di Berlusconi. Il passaggio di consegne sarebbe poi avvenuto nel novembre successivo. Ora, esaminiamo la cosa prima dal punto di vista logico e poi dal punto di vista della Costituzione. Dal punto di vista logico, è chiaro che un Presidente della Repubblica non nomina un Presidente del Consiglio prima di aver avuto la sua disponibilità ad occupare quel ruolo e i partiti per vedere chi lo supporterà. L'allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro fece lo stesso, quando chiamò l'allora governatore di Bankitalia Carlo Azeglio Ciampi a fare il Presidente del Consiglio. 

Dal punto di vista della Costituzione è ancora più semplice. E' il Presidente della Repubblica che nomina il Presidente del Consiglio, scegliendo la persona che più gli aggrada, senza limiti od ostacoli. E quindi la scelta di nominare Monti anzichè andare ad elezioni, dopo le dimissioni di Berlusconi, è assolutamente nei suoi poteri. Si può contestare il fatto che al posto della maggioranza formata da Pdl e Lega c'era una maggioranza formata da Pdl e Pd, insieme all'Udc ed altri partiti minori, ma è chiaro che siamo in una Repubblica parlamentare: finchè esiste una maggioranza in Parlamento, comunque essa sia, che sostiene un governo, è tutto legittimo e regolare. 

C'è poi un'altra contestazione: i sondaggi di Napolitano nei confronti di Monti hanno tolto credibilità al governo Berlusconi. E questa è la più ridicola di tutte. Quale credibilità poteva mai avere il governo Berlusconi e Berlusconi stesso? Il mondo politico internazionale non aveva certo dimenticato tutto quello che Berlusconi aveva fatto ai vari congressi: il "cucù" alla Merkel; il fatto che mentre al G20 si discuteva di come risolvere la crisi economica che attanagliava (ed in parte attanaglia ancora) Usa ed Europa, Berlusconi si mise a disegnare su un foglio linegerie femminile e costumi da bagno, chiedendo poi un parere agli altri capi di Stato; le assicurazioni date agli altri capi di Stato sulle leggi da approvare in Italia, assicurazioni a cui non venne dato seguito; e così via. Per non parlare delle altre figuracce fatte tra il 2001 e il 2005: gli insulti al rappresentante tedesco del PSE Martin Schultz all'Europarlamento; gli insulti alla premier finlandese, di cui Berlusconi disse prima che aveva ceduto l'Agenzia Europea dell'Alimentazione all'Italia per il suo fascino e poi la accusò di essere fisicamente brutta e quindi non interessante; e così via. Nel giugno 2011, la credibilità internazionale di Berlusconi era sotto terra; quale danno poteva creare Napolitano? Peggio di quello che aveva fatto Berlusconi, era impossibile fare. 

Insomma, alla fine è tutto un polverone. Un polverone in cui si è infilato anche Grillo, dimostrando per l'ennesima volta la propria incoerenza. Infatti, in un post del luglio 2011, intitolato "Lettera a Napolitano", Beppe Grillo sul suo blog scriveva: " Lei ha il diritto-dovere di nominare un nuovo presidente del Consiglio al posto di quello attuale. Una figura di profilo istituzionale, non legata ai partiti, con un l'unico mandato di evitare la catastrofe economica e di incidere sulla carne viva degli sprechi". Oggi invece tuona, dal suo stesso blog, contro Napolitano, accusandolo di aver nominato Monti Presidente del Consiglio al posto di Berlusconi e quindi per questo meritevole della procedura della messa in stato di accusa. E poichè oggi l'apposita commissione ha respinto la richiesta, Grillo ha aggiunto che Napolitano deve andarsene lo stesso. 

Ma in realtà è solo fumo. E' quella che si potrebbe definire "un'arma di distrazione di massa". Cioè si sta puntando tutto su questo episodio - peraltro neanche nuovo, basta andarsi a rileggere i giornali del novembre 2011 - per far discutere di questo e non delle trattative sotterranee tra Renzi e Berlusconi per riuscire a peggiorare il Porcellum, cioè la legge elettorale. Non era facile, ma i due leader di partito ci stanno riuscendo: questo cosiddetto Italicum è peggiore e più incostituzionale del Porcellum. Una vera impresa.  

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di Antonio Rispoli
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