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Lo sterminio silenzioso che avviene a Gaza


Lo sterminio silenzioso che avviene a Gaza
12/03/2019, 15:57

Ieri ho pubblicato una notizia che, come mi aspettavo, non ha avuto nessun seguito. Esattamente come non ne avrà questo editoriale. Mi riferisco al resoconto delle vittime che ci sono state a Gaza da quando, nel marzo dell'anno scorso, sono iniziate le manifestazioni per chiedere l'eliminazione del muro che circonda la zona palestinese e la possibilità per i residenti di tornare a casa. Li ripeto brevemente: in un anno 256 persone sono state uccise (quasi 50 hanno meno di 14 anni) e 30 mila i feriti (di cui 4000 bambini). 

Ricordiamoci che parliamo quindi dell'esito di una cinquantina di manifestazioni (una ogni venerdì). Significa che in media ad ogni manifestazione ci sono stati 5 morti e 600 feriti. Ora sfido chiunque di voi a trovare notizia di questi morti sui giornali. Certo, c'è stato qualcosa all'inizio, nei mesi di marzo ed aprile del 2018. Ma erano notizie manipolate e artefatte, in cui si raccontava falsamente di palestinesi che lanciavano bombe contro i soldati israeliani o cose del genere. Dopo di allora, più niente. Ma le manifestazioni sono continuate, venerdì dopo venerdì, E i cecchini israeliani hanno continuato a fare fuoco, uccidendo bambini, medici, giornalisti e chiunque altro arrivasse a tiro. Così come hanno continuato ad utilizzare, al posto del gas lacrimogeno, un gas tossico da loro inventato. Con la differenza che mentre il gas lacrimogeno irrita le vie respiratorie, il gas tossico impedisce e rende difficile ai polmoni assorbire l'ossigeno. Per cui chi ne viene colpito, va incontro a gravissimi problemi respiratori che non finiscono con l'effetto del gas. 

Ma anche questa è una cosa che nessuno dice. Come nessuno parla di Gaza e di come si vive lì. E chi lo fa, di solito, sono filosionisti, persone che ripetono le favole della propaganda israeliana. E quindi raccontano di Gaza paradiso in terra: meta turistica degli emiri sauditi, piena di supermercati e così via. Sono stati creati anche falsi video - registrati ovviamente in altre città di qualche Paese mediorientale - che vengono propagandati su Youtube come filmati girati a Gaza. In realtà, Gaza è molto diversa. Certo, ci sono ancora zone delle città presenti ancora intatte (dopo tutto, la striscia di Gaza è comunque ampia poco più di 300 Km. quadrati). Ma il grosso è distrutto. Ci sono case distrutte le cui macerie non sono mai state eliminate, perchè essenzialmente non si sa che fare di ciò che è rimasto dopo aver riutilizzato tutto ciò che era possibile riutilizzare. Ma non è solo questo. 

Muri, filo spinato, torrette con mitragliatrici, postazioni per cecchini. No, non sto parlando ci un campo di concentramento nazista, ma sempre di Gaza. Perchè questa è la situazione del confine della striscia di Gaza. Un confine insuperabile in ogni direzione. Ci sono 13 punti di accesso verso il territorio israeliano, ma sono tutti chiusi e bloccati. Ce n'è un quattordicesimo che si apre sull'Egitto, attraverso il valico di Rafah, ma anche quello viene tenuto chiuso. Le volte che in passato l'Egitto l'ha aperto per qualche periodo, capitavano improvvisamente strani incidenti: attentati contro i poliziotti egiziani, aerei israeliani che "per errore" bombardavano i villaggi appena dopo il confine di Rafah, ecc. Per cui quel valico veniva chiuso in pochi giorni. Infine, in teoria c'è un quindicesimo punto di accesso, il mare. Ma è solo teorico: c'è un pattugliamento continuo di motovedette israeliane che affondano qualsiasi imbarcazione lasci la costa. E quando Freedom Flottilla ha cercato di portare aiuti umanitari ai cittadini di Gaza, l'aviazione e la Marina israeliana li hanno fermati in alto mare. 

Quindi non c'è alcun punto di libero accesso a Gaza. Nè ovviamente di uscita. Chi è dentro, non esce, punto. Fino ad un po' di tempo fa, Hamas organizzava lo scavo di tunnel sotto il confine con l'Egitto, per riuscire a procurarsi il cibo, i medicinali e altre cose di primaria necessità; ma da quando l'Egitto è nelle mani di al-Sisi, quel tratto di confine è vigilatissimo ed ogni tunnel viene subito distrutto. E poichè Israele sin dal 2007 blocca l'accesso agli aiuti umanitari dell'Onu (i camion scaricano il loro contenuto in apposite piazzole al di fyuori del muro; dopo di che arrivano gli addetti che prendono qualcosa che possa servire agli israeliani e caricano il resto su altri camion che portano tutto in una discarica vicino al deserto del Negev), a Gaza c'è pochissimo cibo. 

Non solo, c'è anche un problema di acqua. Infatti, ignorando il Trattato di Oslo (che tra le varie cose impegnava Israele a non prendere più dell'80% dell'acqua esistente nei Territori Occupati), Israele prende la totalità dell'acqua delle sorgenti di Gaza. E qui pochi corsi d'acqua che non vengono presi, sono spesso utilizzati per scaricare i liquami cittadini. Naturalmente senza depuratori, dato che Israele non concede ai palestinesi di Gaza di ricevere depuratori o i relativi filtri ("contengono sostanze chimiche che possono essere utilizzate per ricavare esplosivi", affermano falsamente). Con l'ovvia conseguenza che i pochi corsi d'acqua a Gaza sono sempre più inquinati e sempre meno potabili. Erano stati costruiti dei desalinizzatori a pannelli fotovoltaici, per creare riserve di acqua dolce e potabile dall'acqua di mare. Erano stati utilizzati i fondi dell'Unione Europea. ma nel 2016, durante l'operazione "Margine protettivo" (una campagna di bombardamenti continui su Gaza durata quattro mesi), gli impianti di desalinizzazione e gli impianti di pompaggio dell'acqua sono stati tra i primi obiettivi dei bombardamenti. 

Quindi. come si vede, non c'è nessuna differenza con quello che è successo tra il 1939 e il 1944 nel ghetto di Varsavia. Anche lì i tedeschi chiusero dentro gli ebrei e poi li lasciarono lì a morire lentamente di fame e di sete. Ed è quello che sta succedendo a Gaza. E a dirlo non sono io, ma un rapporto dell'Onu del 2017, che diceva che la striscia di Gaza, senza interruzione dell'assedio in corso, sarebbe stata invivibile dal 2020. Rapporto che è passato sotto silenzio e che i media hanno fatto passare sotto silenzio. del resto, cosa vuoi che sia? A Gaza ci sono solo due milioni di persone. Credete che se qualcuno costruisse un muro intorno a Milano e facesse morire gli abitanti di fame e di sete se ne accorgerebbe qualcuno? Lo so, è humor nero. Ma a Gaza veramente la gente sta agonizzando. 

E anche qui, non sono io a dirlo. Ci sono numerosi rapporti dell'Onu o delle agenzie ad esso collegate che lo riportano. Ma sono studi che non passano sui nostri mass media. Per esempio il fatto che a Gaza la mortalità infantile supera il 40%. Significa che su 10 bambini, 4 non vedono il quinto anno di età. Per trovare percentuali simili bisogna andare in Africa o in Asia, tra le popolazioni più povere. La vita media a Gaza è di poco superiore ai 40 anni. E meno dell'1% della popolazione ha più di 60 anni. Queste sono percentuali che si trovano - ripeto - nei Paesi poveri, non in un Paese civile e moderno come è Israele. 

Naturalmente, la propaganda racconta ben altro. Racconta che la colpa è di Hamas, che affama i palestinesi. Racconta che è tutto falso, dato che ci sono - come ho detto prima - alberghi a 5 stelle e resort di lusso. Racconta che a Gaza ci si va tranquillamente. E così via. Ma se così fosse, perchè la gente dovrebbe rischiare la vita per manifestare? I dati che ho elencato all'inizio parlano di 250 morti e 30 mila feriti. Il tutto senza che la partecipazione si sia mai interrotta. Perchè uno dovrebbe rischiare la vita? Ognuno di voi si faccia una domanda: io avrei il coraggio di mettersi davanti ad un fucile puntato? Io personalmente no, lo dico sinceramente. Ma so che chi è disperato questo coraggio lo ha. Chi sa che la propria vita è finita, perchè dovrebbe esitare? Fa differenza morire un mese prima o un mese dopo? 

Del resto, parliamoci chiaramente: in quale parte del mondo (a parte la Cina e i Paesi dove c'è una dittatura) ci sono limiti tali agli spostamenti? Se io vado negli Usa o in Francia o in Giappone, prendo una macchina in affitto e vado dove voglio. Certo, non posso andare nelle aree militari, ma sono zone disabitate (a parte i militari stessi). Israele è l'unico Paese che ha una zona il cui accesso è vietato a chiunque. E quando dico "a chiunque", intendo proprio chiunque. Negli ultimi anni ci sono state delegazioni del Parlamento spagnolo, svedese, norvegese e di altri Parlamenti europei che sono stati respinti all'aeroposrto perchè volevano andare a Gaza. Compresa una delegazione dell'Europarlamento. 

Chi difende Israele risponde: "Ma non è vero, anzi la popolazione a Gaza aumenta". Il che è vero e falso allo stesso tempo. E' bvero perchè numericamente sono aumentati. Ma è falso perchè l'aumento è dovuto alla deportazione nella striscia di Gaza di tutti coloro che sono stati allontanati dai loro villaggi nelle vicinanze. Ovviamente, anche queste sono notizie che non compaiono nei nostri giornali. Ma del resto, perchè dovrebbero apparire? A chi interessa? A quella minoranza di italiani che - a torto o a ragione - odiano Israele? A quell'individuo su centomila (o anche meno) che odia il fatto che ci siano persone che rischiano lo sterminio? Non conta nulla, rispetto all'importanza per i proprietari dei mass media di mantenere buoni rapporti?

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di Antonio Rispoli
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