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L'Occidente guerrafondaio in Iran e Siria?


L'Occidente guerrafondaio in Iran e Siria?
11/11/2013, 14:16

In questi ultimi giorni, a livello internazionale, ci sono due vicende che si intrecciano. Da una parte c'è la Siria, dove l'esercito regolare sta riconquistando sistematicamente il territorio perso negli ultimi anni contro l'esercito mercenario che sta attaccando la Siria da tre anni. Dall'altra c'è l'Iran, che ha fatto numerosi passi in avanti, in termini diplomatici, per venire incontro alle pretese dei cosiddetti 5+1 (cioè i Paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu - Francia, Inghilterra, Russia, Cina e Usa - più la Germania) sugli sviluppi del nucleare nel Paese mediorientale. Esaminiamo le due vicende separatamente.
La Siria venne attaccata tre anni fa. Prima, attraverso infiltrati di origine siriana ed addestrati da inglesi e statunitensi, crearono delle proteste, a cui i mass media dettero grande risalto ma che in realtà erano formate da poche migliaia di persone. Poi, visto che questo non bastava, subentrarono i mercenari: si trattava di persone provenienti da diversi Stati o regioni (Cecenia, Arabia Saudita, Libia, Yemen, Giordania, Paesi centrafricani, Afghanistan, ecc.) assoldate grazie ai soldi stanziati da Arabia Saudita e Qatar ed armate da Stati Uniti ed Israele. Vennero radunati in Turchia, in due falsi campi profughi (che sono tuttora la loro base di addestramento) al confine con la Siria, e da lì sferrarono l'attacco. Una parentesi: i mercenari sono quelli che sui giornali e in Tv vengono definiti "ribelli"; mentre in realtà non si sono ribellati a nulla. Un attacco al quale inizialmente l'esercito regolare siriano non potè opporre nulla, e questo per due motivi. Il primo è che vennero anche corrotti parecchi ufficiali siriani con i soldi stanziati; cosicchè, quando disertarono in massa, parte dell'esercito si trovò decapitato. 
Il secondo risiede nella particolare situazione della Siria, circondata da nemici. Infatti, la Turchia è un Paese ostile, a dir poco; Israele non aspetta altro che un cedimento dell'esercito per impadronirsi delle fertili pianure che sono alle spalle delle alture del Golan, conquistate nel 1967 da Israele e che oggi fanno da confine tra i due Paesi; la Giordania è una base statunitense; l'Iraq è controllato militarmente dagli Usa. Questa situazione ovviamente impedisce, a meno di casi gravissimi, di sguarnire di soldati una delle zone per rinforzarne un'altra. Quindi, quando i mercenari attaccarono al confine con la Turchia, inizialmente l'esercito siriano non potè fare altro che salvare il maggior numero possibile di soldati, lasciando via libera ai mercenari. Provò ad attaccare ripetutamente i mercenari con l'aviazione, ma la Turchia si fece mandare dagli Usa batterie di missili Patriot, validi sia per abbattere i missili che gli aerei, e li schierò sul confine; dopo alcuni abbattimenti, la Siria rinunciò a questi attacchi. Nel frattempo però i siriani avevano convocato le riserve, li avevano addestrati a dovere ed armati; dopo di che è scattato il contrattacco. Un contrattacco che sta dando i suoi frutti, dato che i mercenari sono ormai vicini alla disfatta, come dimostrano le notizie di numerose diserzioni, anche tra i loro capi. Dopotutto questa è la debolezza di un esercito mercenario: i soldati combattono per soldi; quindi intendono sopravvivere per godersi quello che hanno guadagnato. Per questo è stato deciso di tappare le perdite facendo entrare nel gioco tutta una serie di gruppi legati ad Al Qaeda. In modo da avere meno spese e maggiore motivazione in combattimento. Contemporaneamente però la Russia ha cercato di organizzare incontri per raggiungere la pace in territorio neutrale, a Ginevra. Incontri a cui però i "ribelli" hanno sempre rifiutato di parteciparvi, dato che per loro ci devono essere prima le dimissioni da Presidente della Siria di Bashar al Assad. E' chiaro che come proposta è irricevibile: come fai, da perdente ad imporre condizioni? E' il solito giochetto: non si dice mai un no netto, in diplomazia; si pongono condizioni che l'altro non può accettare. E' vecchio il giochetto, da quando Ramses, 2900 anni fa circa, mandò agli Ittiti una lettera in cui minacciava un attacco se non avessero lasciato tutte le fortezze al confine tra l'Egitto e i protettorati itti; questi ultimi dissero di no e fu la guerra, terminata per l'Egitto con la sconfitta davanti alla fortezza di Qadesh. 
E' chiaro che in questa maniera, nessuna pace sarà possibile. Così come è evidente che a volere la guerra sono gli occidentali, Usa in testa. Infatti sarebbe così semplice costringere i mercenari ad accettare: gli Usa smettono di armarli, la Turchia smette di ospitarli e il gioco è fatto. Senza contare che l'ala politica, quella che dovrebbe andare alla riunione, è formata da personaggi come Ghassan Hitto oppure Osama al-Kadi, di origine siriana ma di nazionalità statunitense. E' lecito sospettare che ci sia il governo Usa, dietro, se a capo di una rivolta in Siria ci sono degli statunitensi? 
Ed ora passiamo all'Iran. Il nuovo presidente, Hassan Rohani, ha deciso una politica molto diversa dal suo predecessore, Mohammad Ahmadinejad. Una politica fatta di pace e di tentativi di accordi. A partire dalla questione del nucleare: l'Iran da anni ha annunciato la sua intenzione di dotarsi di centrali nucleari, ma gli Usa ed Israele stanno facendo il diavolo a quattro per impedirglielo, sostenendo che vuole dotarsi della bomba nucleare. A parte che non vedo quale sarebbe il problema, visto che sono tanti i Paesi che ce l'hanno (Usa, Inghilterra, FRancia, Ucraina, Russia, Cina, Pakistan, India, Israele, ecc. ecc.) e due di essi l'hanno usato sui civili (gli Usa nel 1945 sui giapponesi e Israele nel 2006 sui libanesi); ma con quale diritto si decide come un Paese deve procurarsi energia? La scelta del nucleare per me è una scelta stupida ed anacronistica, ma se i governanti iraniani hanno fatto questa scelta, perchè rompergli le scatole? 
Comunque Rohani ha accettato le imposizioni del "5+1", presentando una bozza di accordo per ispezioni a sorpresa nel proprio Paese da parte della AIEA (Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica) per verificare l'uso che viene fatto del nucleare. Tanto per fare un esempio, Stati UNiti ed Israele non concedono ai membri della AIEA di fare verifiche nelle loro centrali nucleari. Quindi già questo è ben più di quanto concedano gli altri Paesi. Eppure, nonostante questo, che è già un'ottima base per un accordo, non si è giunti a niente. Perchè? Perchè Israele ha detto di no, che loro non si fidano. E il Ministro degli Esteri francese ha subito detto che neanche a loro sta bene l'accordo, dato che non bastano i controlli: l'Iran semplicemente non può avere l'energia nucleare. Perchè? Non c'è motivo, non la possono avere e basta. 
Basta guardare questi due esempi (che sono due solo perchè sono d'attualità) per vedere come oggi le guerre non le scatenano i "Paesi canaglia" come la Siria, ma i Paesi occidentali. Direttamente, come in Afghanistan ed in Iraq, oppure indirettamente come in Siria. Certo, noi occidentali in linea di massima non ce ne rendiamo conto, i mass media ci raccontano solo una versione molto distorta dei fatti, distorti dalla propaganda pro-Usa. Ma negli ultimi 20 anni tutte le azioni militari offensive sono partite dagli Usa o dai suoi alleati. Certo, sono state giustificate in vario modo: l'attacco alle Twin Towers per l'Afghanistan, le armi di distruzione di massa in Iraq, la necessità di aiutare una ribellione per la Libia, e così via. Ma la sostanza è stata sempre la volontà di attaccare, distruggere quello che era stato eletto come nemico e conquistarne le ricchezze. 

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di Antonio Rispoli
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