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L'omicidio social di un giornalista sconosciuto: quando la verità è troppo scomoda


L'omicidio social di un giornalista sconosciuto: quando la verità è troppo scomoda
18/11/2019, 15:57

Una piccola premessa: questo editoriale è centrato su di me e su quello che mi sta succedendo. Quindi, se non vi interessa conoscere la mia situazione, potete anche chiuderla qui. Ma poichè sono in gioco libertà costituzionali, che domani potrebbero riguardare anche voi, forse è il caso di leggere. 

Come giornalista sono molto atipico. E' stato uno dei miei sogni sin da ragazzo, quando avevo come riferimento Piero Angela e la sua capacità di divulgatore; e poi più tardi ho ammirato anche Marco Travaglio, per la precisione dei fatti che riportava. Ma ho svolto altri lavori per gran parte della mia vita. Avevo già 39 anni quando ho superato l'esame di giornalista professionista (anche se lavoravo già da un paio di anni, per fare il praticantato obbligatorio). E il fatto di essermi formato da solo, senza frequentare una scuola di giornalismo, mi ha reso relativamente informale. Un editoriale del genere, per esempio, non lo farebbe nessun giornalista. Ma mi sono prefisso due obblighi: mai mentire nei miei articoli e mai accettare il diffondersi di menzogne; scrivere sempre in maniera semplice, anche quando parlo di argomenti complessi, in modo che possano essere compresi anche da chi ha fatto solo la quinta elementare. Sono due capisaldi che dovrebbero essere nel bagaglio di ogni giornalista, secondo me. 

Ma questi erano i sogni di un ragazzo. La realtà che ho visto nel mondo del giornalismo è ben diversa. In particolare su alcuni argomenti, ho visto che purtroppo impera la menzogna. E, a complicare le cose, ho potuto assistere, nel corso degli anni, ad una degenerazione del concetto stesso di "verità". La verità non è più il fatto vero, quello che è veramente successo. Per gli italiani "verità" è quello che più si adatta ai propri pregiudizi. Per cui, per un leghista, la notizia che uno straniero è stato scarcerato dopo l'arresto è indubbiamente colpa dei giudici comunisti, che non l'hanno condannato all'ergastolo perchè fanno parte del piano di Soros per la sostituzione etnica degli italiani. Mentre per un renziano non ci sono dubbi che il governo Renzi è stato il migliore del secolo e degli ultimi 150 anni, che ha fatto crescere l'economia, che ha aiutato i più poveri, ecc. E così via per ogni partito o gruppo di idee. 

E questo si vede soprattutto sui social. Oggi ne ho avuto l'ennesima dimostrazione. Su Twitter, in questo momento, c'è tra gli hashtag #StopMes. Il Mes è il Meccanismo Europeo di Stabilità, cioè quell'insieme di norme che dovrebbero servire ad evitare che un Paese precipiti nel disastro. E' stata diffusa la notizia, basate sulle farneticazioni di un parlamentare, che il Mes sia stato modificato da Conte senza informare il Parlamento e il governo, in combutta con l'Unione Europea, per mandare l'Italia in default. E ci sono quasi 10 mila persone che ci hanno creduto e hanno twittato parole di fuoco contro il governo. Vorrei ricordare (dato che gli italiani hanno la memoria del pesce rosso, cioè non ricordano quello che è successo 10 minuti fa) che nel 2014 si raccontava che a causa del Mes l'Italia doveva fare una legge finanziaria da 50 miliardi di euro all'anno, a partire dal 2015, per 20 anni, solo per ridurre il debito pubblico (cioè senza contare le altre necessità del Paese). Altrimenti l'Unione Europea si sarebbe presa i soldi delle tasse pagate dagli italiani e destinati a sanità, scuole e pensioni per ridurre forzatamente il debito. E se questo non fosse bastato, sarebbe stato necessario creare un fondo, in cui conferire tutti i monumenti italiani (dal Colosseo al Maschio Angioino, dalla Mole Antonelliana a San Marco) per pagare questo debito. 

Qualcuno ha visto una finanziaria da 50 miliardi nel 2015? O nel 2016? O nel 2017? O nel 2018? O nel 2019? No, nessuno l'ha vista. Anzi, il debito pubblico è aumentato sia in valore assoluto sia in rapporto al Pil (ormai siamo al 135% ed è ancora in aumento). Adesso, per ritornare a quella bufala le prossime finanziarie dovrebbero essere nell'ordine dei 65 miliardi l'anno. Non è esattamente una cosa che passi inosservata. In realtà di quella bufala due cose sono vere. La prima è che il nostro debito pubblico è ormai fuori controllo. L'incapacità sia dei governi di destra che dei governi a guida Pd di agire a favore degli italiani ormai ha reso il debito pubblico un problema enorme. A dispetto dell'enorme aiuto avuto dalla Bce che ha fatto crollare i tassi di interesse al di sotto dell'1%. La seconda cosa vera è che noi non possiamo rivolgerci al fondo salva-Stati. Ma non perchè qualcuno ci fa i dispetti, ma per un semplice calcolo. Per salvare la Grecia, che aveva un debito pubblico di 300 miliardi di euro, ne sono stati necessari quasi 1000, tra prestiti, default controllati ed altri aiuti. Per sanare il nostro debito, che è quasi 10 volte quello greco, chi volete che cacci 10 mila miliardi di euro? 

Quindi, da giornalista, mi sono trovato menzogne sui giornali importanti e per televisione e menzogne sui social. E quindi ho deciso di combatterle. Non mi importava del fatto che lavoro in una piccola realtà. Ero convinto che sarebbe bastato dire la verità per farmi seguire. E uno dei primi argomenti su cui ho cominciato a raccontare verità che nessuno racconta è stato Israele. Israele viene presentato dai mass media come una povera vittima, attaccato continuamente dai suoi vicini e costretto a difendersi. In realtà è esattamente l'opposto: militarmente, è il Paese più forte dell'area. Non solo ha l'esercito e l'aviazione meglio addestrati, rispetto ai Paesi vicini, ma è anche l'unico del Medioriente ad avere un arsenale nucleare di tutto rispetto. Ha più di 100 missili a testata nucleare pronti a partire con un preavviso di pochi minuti, sufficienti a ridurre mezza Europa ad un gigantesco parcheggio. Inoltre ha oltre 200 testate immagazzinate e da montare su aerei o su missili a testata convenzionale ed utilizzabili nel giro di qualche ora dall'ordine di lancio. Naturalmente di questo non se ne parla, perchè Israele dice di non avere armi nucleari e rifiuta nel suo Paese l'accesso agli esperti dell'Aiea, Agenzia internazionale per l'energia atomica (non come l'Iran che invece ha collaborato per anni con l'Aiea per dimostrare che non aveva armi nucleari). Ma secondo gli esperti, Israele è la quinta potenza nucleare al mondo. E se pensiamo che ai primi tre posti ci sono Usa, Russia e Cina, che sono in un certo senso fuori graduatoria, si capisce quanto sia "nuclearizzato". 

E proprio approfittando di questa sua forza militare, Israele sta lentamente ma progressivamente sterminando i palestinesi. Nessuno dei Paesi vicini può intervenire (e alcuni come l'Egitto non vogliono neanche per motivi di politica interna), e così ci sono continuamente atti di violenza dei soldati e dei coloni israeliani su civili inermi. L'ultimo esempio lo scorso week end: 34 morti e oltre 100 feriti. I giornali hanno parlato di "esecuzioni mirate", di "obiettivi militari", ecc. Ma in realtà sono stati attacchi indiscriminati, come dimostra il fatto che su 34 persone uccise quasi la metà aveva meno di 18 anni. Io denuncio questi fatti da molti anni. E qual è il risultato? Decine di blog che mi danno del negazionista, del terrorista e peggio. E addirittura una pagina Facebook che istiga all'odio contro di me (per mia fortuna fu un esperimento che fallì, dato che ha cessato la sua attività in pochi mesi). Ma oltre a questo, sul mio profilo Facebook c'erano decine di persone che venivano solo per insultarmi e minacciarmi, spesso con nick falsi. Fatti denunciati diverse volte, ma Polizia e magistrati non hanno ritenuto che fosse necessario indagare: tutte le mie denunce sono finite in prescrizione senza che fosse mai stata neanche iniziata l'indagine. Chissà se mi avessero ucciso o mandato in ospedale se qualcuno lo avrebbe aperto, uno di quei fascicoli...

Più recentemente, ho cominciato ad affrontare, a suon di notizie e di fatti, le due principali macchine da menzogna che abbiamo in Italia. Mi riferisco alle bufale che vengono propagandate dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega (in questo caso, si riconoscono perchè sono per lo più razziste). E anche qui ho fatto il pieno di insulti e minacce. Anche se, visto che era inutile la denuncia, non ho scomodato nessuno. Naturalmente, mi è anche capitato di contestare le bufale diffuse dal Pd o da altri partiti, ma diciamo che queste ultime sono meno numerose e meno organizzate di quelle degli altri due partiti. Invece Lega e M5S hanno le menzogne come unico e solo mezzo per acquisire il consenso. 

In pratica quindi posso dire di aver fatto incazzare tutti quelli che hanno potere su Internet, quelli che sono in grado di influenzare gli argomenti di cui la gente discute sui social network. Il risultato è che hanno cominciato a piovere segnalazioni contro di me, che hanno portato Facebook a bannarmi di continuo. Ormai sono oltre due anni che sto due, tre giorni su Facebook, massimo una settimana, e poi vengo bannato per un mese. Naturalmente io non so chi fa le segnalazioni; ma poichè l'algoritmo di Facebook funziona che scatta il ban se si raggiungono un certo numero di segnalazioni, è chiaro che sono tante persone e che sono organizzate. Ed è chiaro che su Facebook operano gruppi che fanno capo alla Lega, a M5S e agli interessi di Israele, ognuno dei quali può organizzare il ban del mio profilo in un amen, appena finisce il ban precedente. 

Di fatto, quindi, mi hanno estromesso da Facebook. Perchè, sempre parlando degli algoritmi di Facebook, ce n'è un altro che dà la priorità alla lettura di chi ha frequenti interazioni. Cioè se io commento i post di Tizio e Tizio commenta i miei tutti i giorni, i suoi post saranno privilegiati rispetto a chi non interagisce mai con me e compariranno più spesso sulla mia bacheca. Al contrario, chi interagisce poco ha meno probabilità di comparire sulla mia bacheca. E io che posso interagire solo per un paio di giorni ogni mese, come volete che abbia possibilità di apparire sulla bacheca dei miei contatti? Quindi quello che scrivo lo legge solo chi viene a curiosare sulla mia bacheca o chi conosce Julienews e viene a leggermi qui. E lo stesso su Twitter, dove mi hanno bannato definitivamente e dove comunque postare articoli è sempre più difficile. Certo, potrei provare su Istagram, ma sarebbe la stessa storia. 

A questo punto immagino che qualcuno dirà: "Sì, vabbe' stai facendo il piangina perchè non puoi postare i tuoi articoli su Facebook. E allora?". No, l'attacco che mi è stato sferrato è molto più completo. Infatti mi hanno deindicizzato dai motori di ricerca. Mi spiego. Anche se non sono un vanesio, un po' di anni fa un mio collega si vantò del numero di risultati che aveva su Google col suo nome. Per curiosità, lo feci anche col mio nome e vidi che avevo decine di migliaia di risultati. Un paio di anni fa ero arrivato a 65 mila, il che non è male; la cifra comprendeva anche le decine di blog che, legalmente o meno, avevano copiato i miei articoli. Qualche giorno fa l'ho rifatto: niente. Nessun articolo a mio nome. Ci sono rimasti solo i blog sionisti in cui mi insultano, mi danno dell'antisemita e del negazionista. Ma nessuno dei miei articoli. Nemmeno quelli copiati dagli altri blog. Una cancellazione totale. Mi hanno completamente cancellato da Internet. Persino i miei blog (che pure non aggiorno da tanto tempo) sono stati deindicizzati. In pratica, su Internet, se qualcuno mi cerca, trova solo che sono un negazionista e un antisemita, niente altro. 

Sinceramente, mi sono anche chiesto se fosse legale, da parte di Google, una cosa del genere. Poi ho messo da parte il pensiero: se anche non lo fosse, non ho i soldi per pagare un avvocato negli Usa e fargli causa. Tuttavia, resta notevole lo sforzo che è stato fatto per cancellare completamente il mio lavoro. Un bavaglio totale, quindi. Non posso parlare con nessuno e nessuno può parlare con me. In questo mondo dove i social contano tantissimo, è un danno enorme. E questo per cosa? Per un giornalista che fa parte di una realtà che comunque è di dimensioni limitate? Cioè, se anche fossi stata una star dei social network, comunque non potrei mai rivaleggiare con quotidiani come Repubblica o il Corriere oppure con le Tv. E comunque non sono una star dei social e non lo sarò mai, non ne ho le qualità caratteriali e non so fare autopromozione. Quindi perchè questo accanimento contro di me? Sinceramente non ne ho idea. Quello che so è che si tratta di una censura a tutti gli effetti. Cioè ci sono organizzazioni private che mi negano il diritto espresso dall'articolo 21 della Costituzione. E come oggi lo fanno a me, domani lo possono fare a chiunque di voi.

E' vero che alcune notizie in Italia le ho lanciate solo io o quasi. Ma sono notizie che non si sono diffuse, a parte quella - ma ormai sono passati oltre 10 anni - in cui dimostrai che il cosiddetto attentato a Berlusconi con la statuina del Duomo era una bufala. Di recente per esempio sono stato l'unico a pubblicare una biografia dell'autoproclamatosi presidente del Venezuela, Guaidò; ma la cosa non ha interessato nessuno. Tanto che continuano a dare del dittatore a Maduro. E così per altre notizie in passato. Quindi cosa avevano da temere da me? Quale pericolo potevo costituire? Per di più io sono una persona, come posso competere con organizzazioni come "La Bestia" di Luca Morisi o la Casaleggio, che spendono milioni e milioni di euro ogni anno? E figuriamoci se posso competere con l'organizzazione creata da Israele, per cui vengono spesi oltre 300 milioni di dollari l'anno in tutto il mondo occidentale (a cui si aggiungono altri milioni di euro aggiunti dalle comunità ebraiche delle varie nazioni). Quindi perchè tutto questo attacco? 

C'è una cosa che mi è venuta in mente, in questi giorni, riflettendo su quanto mi è successo. Una cosa che non si adatta al mio caso, ma interessante. E' una scena del film su Giovanni Falcone, quello con Michele Placido. Pochi giorni prima della sua morte, Falcone parla con una giornalista, al termine di un incontro con gli studenti in cui è stato violentemente contestato, e le dice: "Scrivi che si inizia a morire quando si viene lasciati soli". Io non ho timori per la mia vita, ovviamente. Però si può uccidere una persona anche senza usare la violenza fisica. Basta isolarli dal mondo. Soprattutto oggi che il mondo è essenzialmente quello dei social network

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di Antonio Rispoli
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