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L'omofobia ha fatto un'altra vittima in Italia. Ma perchè?


L'omofobia ha fatto un'altra vittima in Italia. Ma perchè?
23/11/2012, 18:24

E' triste ragionare su quanto è successo: un ragazzo di soli 15 anni che viene messo in croce dai propri compagni perchè è gay; addirittura creano una pagina su Facebook per prenderlo on giro. E le cose vanno avanti finchè il ragazzo, solo nella sua fragilità, non crolla psicologicamente e decide di farla finita. 
Ma perchè ci devono essere questi comportamenti? Perchè non si deve accettare chi è gay? Certo, semplicisticamente si può rispondere che è colpa del Vaticano, che discrimina e criminalizza fortemente i gay. Non sono pochi i cardinali che hanno equiparato l'essere gay all'essere pedofili o che si sono opposti al matrimonio gay sostenendo che è come la poligamia. Ma questa risposta, pur essendo vera, non è completa. Perchè qui scatta un altro meccanismo, che è in parte culturale e in parte sociale.
Infatti la nostra è una cultura basata sulla "superficialità": non conta ciò che sei, ma ciò che mostri di avere. Puoi essere un genio, ma se non hai un bell'aspetto, non ti guardano neanche in faccia. Ma questo ha un aspetto fondamentale: non ci devono essere confusioni. Se l'unica cosa che conta è l'apparenza, allora l'apparenza deve essere perfettamente riconoscibile. Un gay non lo è: ha l'aspetto di un uomo, ma la mente di una donna o viceversa. E quindi, per la società odierna deve restare ai margini: non ha una apparenza definita, non può stare con gli altri. 
Su questo aspetto se ne innesta un altro, tipico dell'Italia degli ultimi 20-30 anni: il sentimento di inadeguatezza. La Tv e i giornali ci pongono di fronte dei modelli di riferimento che sono irraggiungibili per quasi tutte le persone. Parliamo ovviamente di modelli di riferimento per l'apparenza: ragazzi muscolosi con la "tartaruga" sulla pancia; ragazze sexy, ma estremamente magre e con seni prosperosi. Ma poi? Cosa c'è dietro questa apparenza? Il più delle volte il nulla. Basta fare un esempio molto semplice: i modelli a cui facevo riferimento cambiano ogni pochi mesi o pochi anni. Ma quelli vecchi che fine fanno? Se faccio i nomi di una donna come Naomi Campbell, li ricorda qualcuno, a parte per la cronaca recente dei litigi che ha avuto con i propri domestici e della relativa denuncia? Eppure 20 anni fa era un simbolo.  Per non parlare di attrici e cantanti, che appaiono e scompaiono con la velocità di un missile. QUesto perchè la loro bellezza è frutto di trucco ed accorgimenti tecnici su foto e immagini televisive che nascondono la realtà; e con l'età anche questio artifici cadono. Eppure sono questi i modelli che ci vengono presentati. I giovani sono spinti a copmpetere, ma non hanno alcuna possibilità di farcela, e questo genera un senso di inadeguatezza. Che pioi si riflette spesso in ogni aspetto della vita: il collega di lavoro carogna, spesso lo è perchè si sente inadeguato rispetto al collega. E poichè non si sente all'altezza di competere, cerca di risolvere la questione giocando sporco. 
A completare il tutto c'è il un aspetto socio-familiare. La famiglia è la prima, di solito, che dimostra omofobia. Sono molte le persone che hanno solo espressioni di disprezzo verso i gay; espressioni che vengono   utilizzate magari anche senza pensarci troppo. Ma che sono pesantemente omofobici. A questo si aggiunge la scuola, dove si entra in competizione con gli altri. E una delle competizioni è a chi è più "macho". Cosa che comprende anche il bullismo contro il ragazzo gay o contro quello più introverso o contro il più "nerd". Competizione che poi spesso continua anche dopo, nel mondo del lavoro. 
E' l'insieme di queste cause a creare quindi un diffuso sentimento omofobico. Che si può esprimere in un atteggiamento violento, ma anche in una specie di cappa fatta di odio, disprezzo ed isolamento che circonda spesso gli individui che decidono di dichiarare la loro omosessualità.
Ed è chiaro che la soluzione non può esistere senza una evoluzione culturale degli italiani. Come per molti problemi, la soluzione è conoscere. Per esempio sapere che un gay non è un pedofilo nè una persona pericolosa (almeno non più di qualunque altro individuo); un gay non è altro che un uomo intrappolato in un corpo femminile o una donna intrappolata in un corpo maschile (so che sto semplificando, ma la discussione sui dettagli diventerebbe troppo complessa). Tutto quello che bisogna fare è accettarlo. Dove "accettarlo" non implica necessariamente andarci a letto: si può essere amici, conoscenti o colleghi di lavoro con un gay, senza che questo significhi alcunchè. 

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di Antonio Rispoli
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