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L'Ucraina divisa tra il nazismo e l'oppressione di Putin


L'Ucraina divisa tra il nazismo e l'oppressione di Putin
28/02/2014, 18:18

Chi sta seguendo le vicende dell'Ucraina, saprà che c'è stata ancora una volta una mezza rivoluzione: le proteste di piazza, la cacciata del Presidente Viktor Yanukovich e del Presidente del Parlamento, la liberazione di Yulia Timoshenko, ed ora un governo ad interim con il compito di traghettare il Paese a nuove elezioni presidenziali il 25 maggio 2014, cioè in concomitanza con le elezioni europee. In tutto questo, il presidente russo Vladimir Putin non è rimasto a guardare: ha fatto svolgere esercitazioni militari al confine con l'Ucraina, ha mandato l'esercito ad occupare due aeroporti in Crimea, e sta soffiando sul fuoco, incitando la popolazione filorussa (o per meglio dire popolazione russa impiantata lì con la forza da Stalin subito dopo la Seconda Guerra Mondiale) in Crimea a ribellarsi contro le autorità. Cosa che è stata fatta: è stato conquistato il palazzo del governo regionale ed ora si rischia la scissione della Crimea. 

Una piccola annotazione storica. Durante la Seconda Guerra Mondiale, quando la Germania conquistò l'Ucraina, in molte zone i tedeschi vennero accolti come liberatori. Tanto è vero che fu facile creare diverse divisioni ucraine, una delle quali agli ordini del generale sovietico Vlasov, catturato durante le prime fasi di guerra. Finita la guerra, Stalin deportò quasi completamente la popolazione della parte meridionale dell'Ucraina, mandandoci russi della madrepatria: un modo per tenere al sicuro due cose essenziali per l'URSS di allora: la Crimea era ricca di petrolio (adesso un po' meno, dopo quasi un secolo che quei pozzi vengono sfruttati) e soprattutto aveva l'unico accesso dell'URSS sul Mar Nero, e quindi indirettamente sul Mediterraneo. Non è un caso se il principale porto, Sebastopoli, fu capace di resistere a lungo ai continui attacchi dei tedeschi, che usarono persino il supercannone Dora (sparava un proiettile del diametro di oltre mezzo metro che conteneva una tonnellata di esplosivo) per cercare di demolirne le difese. 

Questa divisione tra ucraini e russi "importati" la si vede anche oggi: nella parte centrale, dove la prevalenza è di cittadini ucraini, c'è stata una rivolta contro Yanukovich; Nella parte meridionale c'è stata una rivolta a favore di Yanukovich. E Yanukovich è sempre lo stesso: il controllore dell'Ucraina, voluto da Putin. Perchè c'è da dire anche che l'Ucraina è un Paese fortemente agricolo, e quindi è indispensabile alla Russia. Inoltre deve essere un cliente docile per gli interessi russi: il gas e il petrolio che dalla Russia vengono venduti in Europa passano tutti per l'Ucraina. E senza quei soldi, l'economia russa crollerebbe in pochissimo tempo, dato che la cosiddetta rinascita economica russa degli ultimi anni è dovuta quasi esclusivamente all'estrazione intensiva di gas naturale. 

Per questo l'Ucraina deve rimanere sotto il controllo russo. I danni economici per quest'ultima, in caso contrario, sarebbero irreparabili. Naturalmente gli ucraini non sono d'accordo: sono sotto il controllo russo da oltre un secolo, se si esclude la breve parentesi negli anni '40; e quindi è lecito pensare che si siano rotti un po' le scatole. 

A questo si aggiunge una cosa: mentre nella maggior parte dei Paesi politicamente c'è una maggioranza più o meno di centro, in Ucraina la maggioranza sta agli estremi. C'è una forte componente "comunista" legata a Putin e una quasi altrettanto forte componente nazista. La stessa Timoshenko, che è comunque una moderata, gode del sostegno di diversi partiti di destra. Per questo non sorprende il fatto che una parte non piccola dei manifestanti fotografati in questi giorni vestisero di nero, con svastiche e croci celtiche e andassero in giro con il braccio teso. 

E' chiaro che destra e sinistra non esauriscono le scelte politiche della popolazione ucraina. C'è anche chi cerca di farsi tranquillamente i fatti suoi. Ma è quella parte della popolazione che non si vede in piazza, e che quindi ha meno visibilità. 

Ma la Russia è l'unico Paese che sta interferendo in Ucraina? Diciamo che è l'unico che lo sta facendo abbastanza apertamente. Usa ed Europa, se stanno intervenendo, lo stanno facendo in maniera occulta. Sottolineo il "se", perchè apparentemente non c'è niente. Ma ci sono diversi articoli su blog e giornali stranieri che invece fanno presente che ci sono loro dietro le formazioni naziste. Sarebbero loro a finanziare e ad indirizzare le azioni di questi gruppi, che sarebbero anche alla base delle manifestazioni di piazza, nonchè la causa delle morti all'interno delle forze di Polizia. Una eventualità che non si può escludere a priori, ma che per ora viene "dimostrata" con argomenti deboli; più che altro ci si basa sul fatto che una Ucraina non guidata da Yanukovich ma dai partiti di destra sarebbe un grosso problema per Putin, come dicevo poc'anzi. Un po' poco. 

Ma non per questo è una falsa ipotesi. Solo che personalmente valuto difficile che possa accadere. Un conto è scatenare una guerra civile in Libia o in Siria, come gli Usa hanno fatto per far cadere Gheddafi e per tentare di far cadere Bashar al Assad. Una azione pericolosa, ma che non ha ripercussioni letali sui Paesi vicini. Differente è farlo con l'Ucraina, un Paese che è dotato ancora di armi nucleari. Certo, ci sono sistemi che dovrebbero impedirne l'uso per capriccio; ma se qualcuno - non importa se a destra o a sinistra - ci riuscisse? Cosa potrebbe accadere? L'ipotesi è di quelle da far venire i brividi, ma non si può escludere a priori. Vale la pena di rischiare una terza guerra mondiale per questo? 

E poi, parliamoci chiaro. Sono passati i tempi della Guerra Fredda. Adesso il "nemico" economico degli Usa è la Cina. A cui tra qualche anno si aggiungerà la Cina. La Russia conta sempre meno nello scacchiere mondiale. Come gli Usa, hanno solo la potenza militare, e quella ha effetti relativi. Può servire finchè vuoi invadere l'Afghanistan o finchè hai da vedertela con lo sterminio della popolazione cecena. Ma non serve a molto, quando vuoi estendere l'influenza al di fuori dei più immediati confini. E infatti anche gli Usa hanno dovuto usare l'esercito per l'Iraq e per l'Afghanistan, e l'aviazione per la Libia. Proprio perchè la loro capacità economica e quella diplomatica è a zero. 

E quindi cosa c'è dietro la rivoluzione in Ucraina? Per ora, sembra ci sia solo la popolazione stanca di avere un dittatore come Yanukovich, una persona che ha sempre governato dimostrando disprezzo vero l'opposizione ed odio verso i giornalisti non asserviti (e secondo molti è anche responsbaile di aver fatto montare il processo con cui la Timoshenko è stata condannata ed incarcerata, così come sarebbe stato lui a dare l'ordine ad alcuni poliziotti di picchiarla duramente durante un finto trasporto dal carcere in ospedale. Naturalmente è presto per tirare giudizi definitivi: anche in Libia e in Siria inizialmente sembrava una rivolta della popolazione...

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di Antonio Rispoli
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