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Un sindaco che dice: "San Gennaro? uomo d'altri tempi"

Luigi De Magistris: l’alter ego di se stesso


Luigi De Magistris: l’alter ego di se stesso
20/09/2012, 10:24

Oramai Luigi de Magistris ci ha abituati al suo rituale di: “una boutade al giorno leva i napoletani di torno”, e a noi non resta che espletare il nostro compito di novellieri degli eventi e delle circostanze che conducono un uomo a cotanta esternazione di immensità. Il sindaco di Napoli non ci lascia nemmeno il santo patrono della città partenopea e della regione Campania San Gennaro, definito “uomo d’altri tempi”, come a dire: ‘sono io il nuovo patrono di Napoli; fate di Palazzo San Giacomo ciò che fate del Duomo’. Ma assurdità a parte, il primo cittadino sta continuando a dare prova della perdita assoluta di quella bussola che un anno or sono gli aveva permesso di navigare a vista e scansare gli avversari politici con l’effetto della sua faccia pulita. Idolatrato dagli intimi ed osannato da certa stampa che addirittura, per non rimarcare il suo mancato bacio della santa ampolla col sangue liquefatto del santo, ha pubblicato una foto dello scorso anno, la fascia tricolore locale ha abbandonato l’idea Napoli, ma ne ha utilizzato il “metodo” per creare dal nulla un nuovo soggetto politico, il “movimento arancione”, che dovrebbe contrastare non solo l’attuale politica imperante, ma anche l’antipolitica rappresentata da Beppe Grillo e compagni. Ma ciò che non scende alla città, ai Napoletani e a tutte le persone che fanno del buon senso l’antipasto della verità è l’atteggiamento che Luigi de Magistris oramai ha ne confronti del suo mandato in qualità di sindaco di una città che ha bisogno di tutto, ma soprattutto di essere prese in considerazione e non utilizzata per velleità romane. Considerare San Gennaro “uomo d’altri tempi” e rimarcare che adesso è “il momento degli uomini e delle donne di questa città”  ha significato proporre le proprie Idee di fervente laico condite di quel marxisimo-lieninismo tanto radical chic al momento. Oramai tutti hanno capito che adesso è il momento di de Magistris e quello del fratello Claudio, a cui ha delegato la preparazione del grande ‘movimento arancione’. Magari potesse, il sindaco Masaniello fare il premier, l’Italia diventerebbe come Napoli: sedotta e abbandonata.

 

 

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di Rosario Lavorgna
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