Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

M5S: insulti, menzogne ed adesso anche la Milizia


Il logo di uno dei gruppi
Il logo di uno dei gruppi
08/10/2013, 18:30

Se qualcuno pensava che il Movimento 5 Stelle sarebbe passato dalla protesta sterile, fatta di insulti, ingiurie, diffamazioni e balle varie ad una azione politica, c'è rimasto male di sicuro. Si comporta adesso come 6 mesi fa: è completamente assente in fase di creazione delle leggi, limitandosi ad astenersi, per lo più, o raramente votando di no. I suoi presidenti e vicepresidenti di Commissione possono essere anche presenti fisicamente, ma non si sono distinti in maniera significativa. basta fare un paio di esempi: Raffaele Fico, presidente della Commissione di Vigilanza, si è messo a piagnucolare per essere invitato da Fabio Fazio a "Che tempo che fa", dopo l'intervento nella stessa trasmissione di Enrico Letta; ma si è ben guardato dal porre all'ordine del giorno della Commissione di Vigilanza Rai, come è nei suoi poteri, la questione dei videomessaggi di Berlusconi trasmessi dalla Rai senza contraddittorio. Per non parlare poi della decadenza di Berlusconi: dopo 6 mesi dall'inizio dell'attività della Giunta per le immunità del Senato, nessuno ha portato all'attenzione della Giunta la questione della decadenza in base alla legge del 1957. Si tratta di quella norma che prevede l'impossibilità per chi ha una concessione pubblica di sedere in Parlamento; norma che dal 1994 ad oggi è stata aggirata, sostenendo che Berlusconi è "solo" il proprietario di Mediaset ma non ha cariche effettive nella società. In campagna elettorale e subito dopo l'elezione in Parlamento, i grillini hanno gridato a squarciagola che ci avrebbero pensato loro a sistemare le cose; e si è visto: non hanno mosso un dito. Non fosse stato per il fatto che nel frattempo la magistratura ha condannato Berlusconi, di decadenza non se ne sarebbe ancora parlato. 
A questa completa letargia nei loro doveri, i grillini aggiungono altri dettagli. Per esempio continua la loro campagna di menzogne su quello che non fanno. Per esempio, dicono che è stata respinta la loro proposta di eliminare l'acquisto degli F-35, quando tutto quello che hanno fatto è stato presentare una mozione, cioè un atto che non conta nulla e che viene fatto dai parlamentari semplicemente per dire ai propri elettori che si stanno dando da fare. Stessa cosa quando si legge dell'abolizione del Porcellum: era solo una mozione (per di più di Giachetti, del Pd, neanche di M5S) senza nessun valore. E così via. Una delle ultime è stata quella sulla modifica dell'articolo 138, con il racconto di una tale mole di cretinate, da far paura, come ho spiegato in questo editoriale. Ma in molte delle battaglie sono supportati anche da alcuni mass media: per esempio "La Gabbia", il programma di Roberto Paragone in onda su La7; oppure il Fatto Quotidiano che ormai ha preso il suo posto tra gli esempi di massima faziosità a favore del Movimento 5 Stelle. Volendo sintetizzare la situazione in una frase, possiamo dire che il Fatto Quotidiano sta a Grillo come Sallusti sta a Berlusconi. E l'ha dimostrato per l'ennesima volta lunedì, con uno special sul Movimento 5 Stelle, con una serie di articoli che sarebbero comici, se non provenissero da un giornale. Già il fatto che si comincia col fatto che Grillo avrebbe rifiutato 42 milioni di finanziamento pubblico, la dice lunga sulla disinformazione che fa Il Fatto. In realtà il punto è che semplicemente Grillo non ha diritto a quei soldi. "Movimento 5 Stelle" è una impresa commerciale che ha uno statuto e una ragione sociale (sarebbe quella sigla tipo "Spa" o "srl", ecc.) che non gli permettono di ricevere nessun finanziamento pubblico nè di partecipare ad appalti o bandi pubblici. Quindi non ha rinunciato a nulla, semplicemente non li può avere. 
Ma adesso, agli insulti continui che si leggono sul blog di Grillo e alle menzogne di cui è pieno il web, si sta creando un altro fenomeno. Negli ultimi tempi sono apparsi su Facebook dei gruppi chiamati "5 Stelle Milizia", molto contestati per i contenuti decisamente razzisti. Leggendo, si nota che sono presenti nelle liste degli "amici" diversi profili Facebook di deputati o altri politici del Movimento 5 Stelle. Magari è una coincidenza, magari simpatie personali, ma certo è insolito questa vicinanza tra i grillini e pagine che hanno evidenti riferimenti all'estrema destra come quelle di questa Milizia. Così come non bisogna dimenticare gli avvicinamenti, avvenuti anche in campagna elettorale tra Grillo e Casapound. Nonchè i toni di Grillo, sempre piedi di odio razziale verso gli stranieri. Come ha dimostrato l'ultimo episodio, la strage avvenuta davanti alle coste di Lampedusa, in cui sono morte circa 350 persone. Prima è stato zitto per quasi una settimana. Poi, quando ne parla, non spreca una parola per il cordoglio o per le vittime, ma attacca direttamente il governo, reo di aver reso l'Italia un Paese non sicuro. Piccola comica: nel suo blog accusa il governo italiano di non arrestare gli scafisti appena le imbarcazioni entrano nelle acque territoriali italiane. C'è da chiedersi se Grillo abbia mai letto un giornale: l'arresto dello scafista è la prima cosa che viene fatta, se possibile. Perchè spesso, negli ultimi tempi, le organizzazioni criminali che gestiscono questo traffico mettono alla guida dell'imbarcazione dei migranti: gli offrono la possibilità di guidare la barca in Italia in cambio del passaggio gratis (mentre normalmente costa 3-5000 euro a persona, una cifra enorme per quelle persone). Quindi, quando vengono salvati dalle nostre navi, coloro che guidano la barca hanno buon gioco nel mischiarsi agli altri, dato che sono anche loro disperati alla ricerca di una nuova vita lontani dal proprio Paese. 
Se questa è la situazione del Movimento 5 Stelle, come si fa a fidarsi di loro? Lunedì su Repubblica è uscito un sondaggio che dà il Pd al 32%, M5S al 21% e il Pdl al 20%. Anche facendo la tara di un errrore sistematico che c'è dei sondaggi (molti di coloro che votano Pdl non lo dichiarano, falsando così i risultati; e probabilmente lo stesso fanno anche molti del Movimento 5 Stelle), resta il fatto che allo stato c'è quasi metà della popolazione che è disposta a votare un branco di persone violente (verbalmente, finora), incapaci e sfaticate oppure un partito guidato da un pregiudicato piuttosto che scegliere con intelligenza chi votare alle prossime elezioni e quindi chi mandare in Parlamento.  

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©