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M5S, ovvero 100 mila grida che non fanno una opinione


M5S, ovvero 100 mila grida che non fanno una opinione
20/04/2013, 16:54

Non c'è che dire: in questi giorni l'Italia e gli italiani stanno dando il peggio di sè. 
Innanzitutto i politici, per l'elezione del Presidente della Repubblica. Qui si assiste ad uno spettacolo indecoroso. Con il Pd che si è spaccato, grazie ai giochi di potere di Massimo D'Alema e Matteo Renzi, che hanno giocato ad indebolire il potere di Bersani come segretario. In questo aiutati dal Pdl che, disinteressandosi dei problemi dell'Italia, ha lavorato nello stesso senso. 
E soprattutto il Movimento 5 Stelle, che si sta distinguendo in senso negativo da qualsiasi punto di vista. Prima di tutto, ha bloccato la formazione di qualsiasi governo, rifiutando senza neanche discutere qualsiasi accordo. Poi, con delle false elezioni on line (perchè non c'è alcun modo di verificare che ci sia stato anche un solo voto valido, e quindi per me sono e restano false, salvo che non mi si dimostri il contrario) chiamate "Quirinarie", sono stati fatti dei nomi come "candidati" per la Presidenza della Repubblica. Nomi interessanti: Milena Gabanelli, Gino Strada, Stefano Rodotà e poi altri. Tutti nomi stranoti, ma tra i primi tre, una esperienza politica veramente ridotta. Qualcosa come esperienza politica ce l'ha Rodotà, che ha fatto parte sia del Partito Radicale di Pannunzio (prima che passasse a Pannella), sia del Pds. Ma sarà sufficiente a farne un Presidente della Repubblica che conti qualcosa? Si vedrà (o forse no, dato che nel momento in cui scrivo, il candidato favorito è Napolitano e la sua riconferma). 
Tuttavia è stata significativa l'operazione Rodotà, che si è espressa con una massiccia campagna su Facebook e su Twitter, con moltissimi link, che esaltano Stefano Rodotà come l'uomo onesto, anticasta, che Berlusconi non vuole, ecc. Link che poi, ovviamente, gli utenti di Facebook hanno moltiplicato, creandone di propri, convinti che sia veramente un anticasta. Peccato che Rodotà prenda regolarmente almeno due pensioni (anche se ho visto un articolo, in cui parlava di sette pensioni addirittura), per esempio. Cosa regolarissima, per carità: ha fatto il parlamentare, ha fatto il parlamentare europeo, ha fatto il professore, ha fatto anche altre cose... se gli spettano, gli spettano. Ma si tratta di quei privilegi contro cui a parole i grillini protestano. E il fatto che la figlia Maria Laura abbia iniziato la carriera per Panorama e abbia poi lavorato per l'Espresso, per l'Unità, per la Stampa, e che ora sia editorialista per il Corriere della Sera, siamo sicuri che dipenda solo dalle sue qualità di giornalista? Per carità, le qualità ci sono e sono indubbie, ma certo iniziare la carriera su Panorama offre un indubbio vantaggio che partire dal giornalino della scuola. E non tutti sono in grado di avere un padre che offra una simile raccomandazione. Insomma, è duro definirlo un "anticasta". Niente della sua vita, a quanto si sa, è illegale; ma certo che eticamente ci sono molte cose dubbie. 
Perchè è questa l'antinomia tipica dei grillini: sono pecore che seguono il leader. Il leader ordina, e loro eseguono. Senza riflettere, senza valutare, senza pensare. Grillo ha detto che Rodotà è il nuovo che avanza? E allora basta, non conta nulla della vita di Rodotà. Non c'è un minimo pensiero critico, all'interno dell'universo grillino. Non negli esponenti politici, dato che chiunque none segua gli ordini viene cacciato con un "PS" sul blog di Grillo, come è capitato a Favia o alla Salsi, rei di aver ragionato sugli ordini del padrone del Movimento 5 Stelle. Ma neanche nella base, che non riesce ad accorgersi dei continui cambi di fronte di Beppe Grillo, nè del fatto che con le sue azioni sta da una parte avvantaggiando Berlusconi e dall'altra aumentando la disperazione degli italiani. Anche qui, il motivo è semplice: aumentare il proprio consenso politico. E se questo costerà disoccupazione e maggiore povertà, cosa volete che importi ad una persona che è accreditata di un capitale nell'ordine dei 500 milioni come Beppe Grillo?
Lo sta dimostrando anche nel momento in cui scrivo questo editoriale. Ha mobilitato i propri fedelissimi via web per delle manifestazioni a Roma (in parte sono già iniziate, dato che si sta sfruttando anche il malcontento della gente comune, come è solito fare Grillo) oggi e domani. E sul suo blog sta incitando la gente a ribellarsi, parlando addirittura di colpo di Stato. Ma quando è toccato a lui agire in maniera responsabile per aiutare gli italiani, si è rifiutato: prima ha rifiutato di concordare un accordo per il governo; poi si è rifiutato di concordare un nome per la Presidenza della Repubblica. In entrambi i casi le sue risposste sono state improponibili. 
QUando si è trattato di fare il governo ha detto: "Napolitano dia al Movimento 5 Stelle l'incarico". Ma come faceva a dare l'incarico ad un partito? La Costituzione è chiara: "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio". Non nomina un partioto, ma un Presidente del Consiglio. Se Grillo avesse voluto fare una controproposta seria, avrebbe dovuto dire: "Datemi l'incarico" oppure "Ecco Mario Rossi, il candidato del Movbimento 5 Stelle a cui dare l'incarico di Presidente del Consiglio in pectore". Ma Grillo non ha mai fatto proposte serioe, solo proposte demagogiche. Di impatto sulla gente di media e bassa cultura, ma assolutamente prive di sostanza. 
Lo stesso per la Presidenza della Repubblica. Il Pd ha fatto diverse proposte, ma mai il Movimento 5 Stelle ha chiesto il dialogo. Ha posto unj ultimatum: o Stefano Rodotà o nessuno. Qualcuno saprebbe spiegare perchè si deve nominare Presidente della Repubblica il rappresentante di un partito che alle ultime elezioni ha preso il 25% dei voti e che in Parlamento ha il 15% dei seggi? 

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di Antonio Rispoli
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