Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

M5S perde pezzi, ma la violenza di Grillo e dei grillini...


M5S perde pezzi, ma la violenza di Grillo e dei grillini...
07/06/2013, 18:14

E' di oggi la notizia che due esponenti del Movimento 5 Stelle - Vincenza Labriola e ALessandro Furnari - hanno lasciato il loro gruppo in Parlamento e sono andati nel Gruppo Misto, dove confluiscono tutti quei parlamentari che non fanno parte di gruppi abbastanza numerosi da essere autonomi (cioè 20 elementi alla Camera e 10 al Senato). E fin qui nulla di strano: anche se il cambio di casacche è deprecabile, rientra perfettamente nella casistica dell'articolo 67 della Costituzione che dice che il parlamentare agisce "senza vincolo di mandato". Tradotto: una volta eletto, ognuno fa quel cavolo che gli pare. 
Tuttavia, contrariamente a quello che accade solitamente, in questo caso una reazione c'è stata sul blog di Grillo, dove i due sono stati descritti come traditori e come persone che volevano incassare l'intera diaria. Se qualcuno va a leggere il blog di Grillo o legge le pagine di Facebook del Movimento 5 Stelle, sono pieni di messaggi di odio, messaggi di insulti, o che augurano le peggiori disgrazie possibili ai due ormai ex grillini. Non che i parlamentari M5S abbiano reagito direttamente: una nota del Gruppo M5S alla Camera dice che se ne sono andati per tenersi i soldi della diaria e che quella è l'unica cosa a cui tengono; Riccardo Nuti, che ha preso il posto di Roberta Lombardi come capogruppo alla Camera, ha detto che i due erano degli scansafatiche e che quindi il partito non sentirà la loro mancanza. 
Grillo da parte sua si scaglia contro il Parlamento, definendolo "una scatola vuota" e dicendo che va abolito. Un discorso non molto differente da quelli di Berlusconi, che ha sempre definito il Parlamento come un qualcosa di inutile e da eliminare. E non diverso da quello che fece Mussolini, che trasformò il Parlamento in una burletta, anzichè nell'organo centrale della politica italiana, come dovrebbe essere.
Insomma, più si va avanti e più la rabbia dei grillini e dello stesso padrone del Movimento 5 Stelle. Come mai? 
Il problema è che il Movimento si sta sfaldando. In realtà, nonostante il successo alle elezioni dello scorso febbraio, M5S non è mai esistito, come una organizzazione politica. E' sempre stata una accozzaglia di mille sensibilità e mille modi di pensare, tenuti insieme dall'illusione che votando Grillo potesse cambiare qualcosa e dall'odio (non certo ingiustificato) verso i partiti tradizionali, che hanno creato al Paese più danni che vantaggi. Ma poi, quando si va nel concreto, cosa accomuna il grillino che spara a zero contro le scie chimiche o contro il gruppo Bilderberg con il grillino che si occupa della strada che non attraversa il proprio comune? Non c'è una ideologia comune, un qualche ideale unificante (perchè essere contro qualcuno, fosse anche la peggiore persona del mondo, non è un ideale unificante) che possa fare da legante. Persino partiti come la Lega Nord o Forza Nuova hanno un elemento unificante nel razzismo, nell'odio violento contro lo straniero, nella xenofobia. Non il Movimento 5 Stelle, che è unificato solo dal blog di Beppe Grillo con cui quest'ultimo guadagna. C'è un cartone animato in cui una banda di delinquenti sta inseguendo una persona sulla cui testa c'è una taglia stratosferica. E ad un certo punto il capo descrive la banda come "un gruppo di persone che hanno un obiettivo comune: far felice me". Naturalmente la banda, una volta che vengono messi fuori combattimento il capo e alcuni dei suoi membri, svanisce come nebbia al sole. M5S non è diverso: una volta che cominciano le difficoltà, non c'è niente che tenga insieme le persone. Ed è chiaro che il crollo nei voti alle comunali non è stato un toccasana. Perchè Grillo può anche divertirsi a fare paragoni improponibili con i voti presi a Roma adesso con quelli presi nel 2008, quando M5S praticamente era alla prima presenza politica e quindi era solo una lista civica come tante altre. Ma alle elezioni del 2012 (quindi 12 mesi fa, non un millennio fa) il partito ha conquistato quattro comuni, e in diversi altri è finito ad un passo dal ballottaggio. Una situazione ben diversa da quella attuale, dove M5S ha faticato a superare il 10% ovunque si è presentato. 
Quindi addio alla possibilità di vincere, addio alle poltrone (anche se M5S ha fatto il pieno, conquistando una presidenza o una vicepresidenza in quasi tutte le commissioni, non basta) dopo i reiterati no di Grillo ad un governo con Bersani, non resta altro ad attirare persone. E quindi l'unico tentativo possibile è quello di attaccare  a testa bassa. Cosa che ha fatto Grillo sul suo blog. Ma non basta; serve altro. E a quello ci pensa Casaleggio. Infatti, come già ho denunciato in un altro editoriale, su Internet ci sono tantissimi link che sono pura propaganda: in essi i grillini vengiono presentati come coloro che depositano valanghe di leggi che riescono ad approvare oppure che il governo boccia. In realtà finora i grillini hanno presentato solo mozioni, interrogazioni e ordini del giorno, cioè pezzi di carta che non hanno nessun valore politico o legislativo. Ma i risultati di questi atti vengono presentati come leggi fatte e approvate solo da loro oppure, al contrario, come respinte dalla cattivissima maggioranza Pd-Pdl. E' evidente che si cerca così di rinserrare le fila e di aumentare l'odio verso i partiti tradizionali (in questo agevolati anche dall'idiozia degli internauti che diffondono qualsiasi notizia senza fare uno straccio di verifica). Ma anche questa è una strategia di breve respiro. Certo, c'è da dire che Pd e Pdl stanno facendo il possibile ed anche di più per dare a Grillo materiale su cui agire. Ma gli italiani hanno una memoria corta: se questo viene fatto in vista delle elezioni, conterà ciò che faranno negli ultimi due mesi. Insomma, Grillo rischia di fare come quei finisseurs che nel ciclismo sbagliano i tempi e partono troppo presto: arrivano vicino al traguardo che non riescono ad accelerare, mentre chi ha preso la loro ruota ha ancora fiato. E Grillo non è neanche in testa...

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©