Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

Ma quanto costa sedere al bar in estate in Italia?


Ma quanto costa sedere al bar in estate in Italia?
28/08/2013, 14:49

Ma cosa succede in Italia ai prezzari? La domanda non è peregrina, se si guardano i due scontrini raffigurati nella foto. 
Il primo è del bar Lavena, a piazza San Marco, Venezia. Come si può vedere per 4 caffè e tre amari sono stati chiesti 100 euro. Una cifra esorbitante, anche considerando il luogo. In quanto ai 6 euro di "supplemento musica", con una cifra del genere, moltiplicata per il numero delle persone che è lecito aspettarsi in una serata estiva, il bar doveva aver ingaggiato per lo meno gli U2 o qualcosa di quel livello. 
Il secondo è del Phi Beach, noto locale della Costa Smeralda. ANche in questo caso, i prezzi sono stratosferici: per 20 euro non hai diritto ad un succo di frutta, ma all'intero pallet pieno di succhi di frutta. Idem per i bicchieri di vino da 20 euro l'uno. 
Parlandone con altre persone mi è stato detto: "Beh, ma tanto loro hanno visto i prezzi, quindi sapevano a cosa andavano incontro". Innanzitutto non è detto che lo sapessero, data la tendenza nei bar e nei locali italiani di esporre la tabella dei prezzi in qualche angolo male illuminato (magari vicino alla cassa, mentre i clienti si accomodano direttamente al tavolo che è fuori). Ma comunque, al di là di questo, questi due scontrini sono la dimostrazione di come i gestori dei locali italiani intendono il turista: non come una risorsa da accudire, coltivare e mantenere, ma come un pollo da spennare subito e immediatamente. E se poi non torna? A quanto pare, non si pongono il problema: ci sarà sempre un altro pollo disposto a farsi spennare.
E anche qui, c'è da dire una cosa: ci sono molti che se ne fanno un punto di onore vantarsi di essersi fatti spennare presso questo o quel locale di fama. Ma ci vanno una sola volta nella vita, spendono la cifra esorbitante che gli viene chiesta e se ne vanno soddisfatti. Ed è chiaro che se una persona vuole farsi spennare, prima o poi lo sarà. Ma ci sono molti che vanno in questi locali senza rendersi conto di quali siano i reali prezzi. Ma, per antica consuetudine italiana, una volta seduti non ci si alza, senza consumare. E, se uno non è un truffatore, quando arriva il conto si paga. Magari si protesta, ma si paga. Il punto è che poi si sta alla larga da quei locali. Insomma, c'è una eliminazione cosciente e volontaria di eventuali clienti. E non si venga a parlare di costi: se 7 persone pagano 100 euro, una cinquantina di persone significa un migliaio di euro a sera. Quale bar costa 30 mila euro al mese? Si tratta solo della volontà di arricchirsi in maniera spudorata, senza criterio e senza ritegno. E soprattutto senza lasciare un buon "ricordo" che incentivi quei turisti a tornare. 
Naturalmente non bisogna pensare che solo questi due locali facciano prezzi così esagerati. E' una pratica molto diffusa in certe zone considerate turistiche, anche al di fuori di Venezia o della Costa Smeralda. Ricordo ancora la prima volta che mi toccò un locale del genere. Andavo ancora al terzo anno del liceo e andammo agli scavi di Pompei. Comprai un gelato (era fine maggio e faceva molto caldo) e il rivenditore mi chiese 2000 lire. Stiamo parlando del 1986: si tratta di un prezzo assolutamente esagerato per l'epoca. Basti pensare che oggi si trovano coni gelato ad un euro; e sono passati quasi 30 anni da allora. Pagai, ma rimasi assolutamente scioccato. E così imparai a valutare ad occhio quale fosse il livello di "costosità" di un locale. E, per scelta personale, ad evitare i locali che sparano prezzi esorbitanti. Non perchè non voglio spendere: se uno ha i soldi, può anche spenderli così. Ma per una questione di principio: dal mio punto di vista, certi prezzi sono l'equivalente di una truffa. 
Infine vorrei fare notare una cosa. Lo scontrino a destra, quello del Phi Beach, è il numero 42 stampato alle 19.30. Se il bar non ha l'abitudine di aprire nel tardo pomeriggio, tipo alle 18, sarebbe interessante inviare la Guardia di Finanza a fare una visitina e a controllare i registri. Oppure il Phi Beach apre la mattina ma ha una spiaggia così bella che nessuno va a bersi nulla?  

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©