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Marina Berlusconi contro tutti in difesa del padre. O no?


Marina Berlusconi contro tutti in difesa del padre. O no?
17/05/2013, 17:45

In questi ultimi tempi, dopo una sentenza sfavorevole per papà Silvio, imperversano sui giornali interventi ed interviste a Marina Berlusconi. Ovviamente interventi a difesa del padre. Ed ovviamente con argomentazioni simili: giudici cattivoni, papà Silvio innocente, ecc. ecc. 
Ora una premessa: che una figlia difenda il padre, è normale. Persino Svetlana Stalin, nonostante fosse pagata dalla Cia per denigrare il più possibile il suo Paese, appena possibile cercava di dire qualcosa a favore del padre. E Berlusconi, per quanti reati potrà commettere, non si avvicina neanche lontanamente al dittatore sovietico. Quindi questo è normale. Ma è altrettanto chiaro che non si deve far passare una giusta difesa per un modo per far passare uno stravolgimento della realtà. 
Per esempio, in una lettera scritta oggi a Corrado Augias (che ieri su Repubblica ha scritto un articolo in cui invitava Marina a fare qualcosa in privato per "salvarlo da una così penosa vecchiaia", a proposito della sua abitudine di circondarsi di prostitute giovanissime), si è scagliata contro l'anziano giornalista, dicendo che ciò che ha scritto "appartiene alla peggiore inquisizione". E poi spiega che lei conosce suo padre, che quello che hanno detto i magistrati è falso, ecc. ecc. E conclude: "Non si permetta, il signor Augias, di insegnare a una figlia che cosa deve pensare di suo padre. Si preoccupi di rispettare, di fronte ai propri lettori, chi ha idee diverse dalla sua. E soprattutto non tenti di spacciare le opinioni per assolute verità". 
Ora, due cose balzano subito agli occhi. La prima è l'estrema scortesia di Marina: il consiglio di Augias non era certo sbagliato nè malevolo. Chi ha un minimo di esperienza di psicologia, si rende subito conto che Berlusconi è un drogato. Ma non un drogato di cocaina, di eroina o cose del genere. E' un drogato di potere. Ha bisogno di comandare, come le persone normali hanno bisogno di respirare. E il fatto di avere decine di prostitute ai propri ordini soddisfa questo bisogno. Costano? E che gliene importa? Tanto sono soldi che poi gli ritorna lo Stato, sotto varie voci. Per esempio con l'abolizione del'Imu: considerando il valore delle ville che ha, il pagamento Imu per lui non è stato lieve, anche se è stato ridotto perchè lui usa l'escamotage di aver intestato ciascuna abitazione ad una diversa società immobiliare, che in realtà non opera sul mercato, ma si limita a gestire la villa in questione. 
Stesso discorso nel processo Ruby: Marina può sgolarsi quanto vuole a dire che nulla è vero, ma le intercettazioni ci sono, così come anche i documenti bancari che testimoniano i pagamenti avvenuti e il denaro prelevato. Idem per la concussione: le telefonate ci sono, sia quelle di Berlusconi a Ostuni e Iafrate, sia quelle tra questi due (fino alle 4 di mattina, orari in cui quelle persone stanno a casa a dormire, di solito), sia quelle tra la Iafrate e il Pm del Tribunale dei Minorenni, Fiorillo. E sono telefonate che, vista la loro cadenza, visti i toni usati e viste le testimonianze, affermano chiaramente che i due responsabili della Questura di Milano erano nel panico. Perchè erano stretti in una morsa: da una parte la necessità di obbedire agli ordini del Pm Fiorillo, dall'altra la necessità (nel timore di un declassamento e/o nella speranza di una promozione) di obbedire alle pressioni di Berlusconi. 
Stessa cosa per il processo Mediaset: 376 milioni di evasione fiscale restano 376 milioni, anche se i capi di imputazione sono stati via via falcidiati dalle leggi ad personam e dalòla prescrizione. Ma per nessuno di essi Berlusconi è stato dichiarato innocente. E se a Marina non va bene (e non può andare bene, visto che lei è rimasta impegolata col processo Mediatrade, che è il gemello di questo in cui Berlusconi è stato condannato a 4 anni), il problema è suo. Le prove sono prove e con quelle non ci puoi discutere. 
Ma c'è un pensiero che mi tormenta: siamo sicuri che lei intervenga a difesa del padre? Parliamoci chiaramente. Silvio Berlusconi è una persona di 77 anni, il suo fisico è visivamente menomato (per esempio: anche se cerca di non farlo vedere, quando cammina in mezzo alla scorta si appoggia ad uno dei bodyguard) e le cose si guastano sempre più, man mano che si va avanti. Non manca molto tempo a quando saranno Marina e Piersilvio a gestire le attività di famiglia. Ma se la reputazione di Berlusconi, adesso che è proprietario assoluto, verrà schiantata da sentenze negative, per loro sarà difficile sistemare tutto. E in più c'è un dettaglio: da quello che si è visto nelle rispettive apparizioni pubbliche, Marina ha un carattere forte e deciso, persino violento; Piersilvio invece sembra avere un carattere estremamente debole e succube della sorella e del padre. Quindi il controllo effettivo dovrebbe finire nelle mani di Marina. Ed è chiaro che avere la reputazione societaria sporcata dalla condanna del precedente proprietario non è il massimo. 
Perchè sia ben chiara una cosa: se scatta la prima condanna di Berlusconi, le altre seguono a ruota, se non può fare più leggi ad personam per bloccare i processi. E ci sono ancora in ballo il processo a Napoli per la corruzione del senatore De Gregorio tra il 2006 e il 2008 e due o tre indagini, oltre ai processi Mediaset e Ruby. E domani chissà? Per uno abituato a violare la legge, il reato è dietro l'angolo . 

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di Antonio Rispoli
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