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Mario Monti criminale, dice Barnard. Peccato che...


Mario Monti criminale, dice Barnard. Peccato che...
12/11/2012, 14:38

Venerdì scorso, durante la trasmissione "L'Ultima parola", c'è stato un intervento di Paolo Barnard, allegato in video, nel quale sosteneva che Mario Monti è un criminale, e lo sfidava a denunciarlo. Una posizione non certo nuova per Barnard, che più volte ha denunciato il fatto che Monti è un criminale e un delinquente che sta distruggendo l'Italia. Questo perchè, secondo la Modern Monetary Theory che lui propaganda, c'è la necessità di uscire dall'euro per tornare alla lira, svalutarla e tornare alla politica degli anni '80, quando il governo spendeva a destra e a manca, facendo crescere il debito pubblico a dismisura. 
Già in altri editoriale ho spiegato quanto assurda sia la sua posizione: l'uscita dell'Italia dall'euro significherebbe la fine del nostro Paese, si andrebe in default in menod i 24 mesi. Ma andiamo un attimo sul merito. E' vero quello che dice su Monti? 
In buona parte sì. Finora i provvedimenti del governo non hanno fatto altro che aggravare i nostri dati macroeconomici. Nessuno dei dati ha avuto miglioramenti rispetto ad un anno fa, quando è salito a Palazzo Chigi: la disoccupazione è aumentata di circa un punto percentuale (equivalente a 400 mila disoccupati in più); il deficit è quasi equivalente a quello dell'anno scorso, non ostante manovre per centinaia di miliardi di euro solo per il 2012; il debito pubblico, rispetto al Pil, è salito di circa 6 punti percentuali; la domanda interna è crollata ed è praticamente ai minimi storici. L'unico dato che è migliorato è lo spreda, cioè la differenza con i titoli tedeschi, che è sotto i 400. Ma, oltre ad essere un dato finanziario e non macroeconomico, i meriti di Monti in proposito sono pari a zero. La speculazione è ferma per le parole del Presidente della Bce Mario Draghi, che ha garantito di difendere i titoli di Stato dalla speculazione (anche se in realtà questo è solo un bluff, e al primo attacco serio cadrà); inoltre molte risorse attualmente sono investite in un attacco - assolutamente improduttivo, ma gli ordini sono ordini, anche per i grandi speculatori mondiali - contro l'Iran e la sua valuta, il rial. Questo sta dando un parziale sollievo ai titoli europei, ma non durerà a lungo. Tra due o tre mesi si ricomincerà e lo spread sarà nuovamente oltre 400. 
L'unico guadagno è a livello di faccia: abbiamo un Presidente del Consiglio che, a differenza del precedente, non ci espone a figuracce internazionali ad ogni consesso pubblico al quale partecipa. Non è poco, ma non è neanche molto: la figura di SIlvio Berlusconi era così screditata che sarebbe stato difficile trovare uno che facesse peggio. 
Tuttavia Barnard fa un grave errore. Infatti, Mario Monti può opporre, dal punto di vista legale, un muro invalicabile: secondo la legge italiuana, non è il governo che approva le leggi. Anche i decreti legge, che sono approvati dal Consiglio dei Ministri ed hanno applicabilità immediata, hanno comunque una validità di 60 giorni. Poi subentra il Parlamento, che può modificare ogni e qualsiasi parola delle leggi o dei decerti legge. Di conseguenza si può dire che il Parlamento - inteso come quei partiti che votano i provvedimenti di Monti - sia altrettanto criminale del governo. D'altronde, se Monti è responsabile, perchè Pdl, Pd, Udc e Lega (almeno per quanto riguarda il provvedimento pro-corruzione) non lo devono essere? 
Nè vale politicamente, il fatto che il governo finora ha messo la fiducia sull'approvazione di ogni legge. La fiducia la si vota perchè così ciascuno dei parlamentari vuole, essenzialmente per mantenere posto e stipendio; niente gli vieta di votare contro, se ci tengono all'Italia e ai cittadini più che alle loro poltrone. 
Sul fatto poi di tante cose che si leggono, sul fatto che Monti voglia vendere il Paese alle banche o cose del genere, e tutte le altre leggende metropolitane, sono tutte cose da dimostrare. La risposta più semplice è che Monti stia agendo nell'interesse delle banche, ma intendendo queste parole nels enso più piatto: l'interesse delle banche è avere un Paese debole che si presta a facili speculazioni, come quelle osservate sullo spread. E in questo senso Monti sta agendo. 
Ma c'è una alternativa, puramente ideologica. Monti appartiene alla scuola neoliberista, è un fatto noto. Cioè è di quegli pseudo-economisti, che da oltre 30 anni fanno incetta di posti come Ministro dell'Economia dei governi occidentali oppure di Premi Nobel. E che sostengono che per far sviluppare l'economia bisogna aumentare le tasse sui ceti più deboli, togliendo loro contemporaneamente ogni diritto, in modo da trasformarli in carne da macello per le aziende, che possono approfittare della loro debolezza economica per ricattarli e sfruttarli. Contemporaneamente bisogna eliminare tutto il welfare: secondo questa ideologia, la sanità pubblica, le pensioni pubbliche e la scuola pubblica sono soldi sprecati. Vanno fatti ingenti tagli ed utilizzate le risorse così risparm,iate in due campi: taglio delle tasse per le persone con redditi altissimi (come negli Usa dove un impiegato paga il 41% di tasse e un miliardario paga il 17%) e spese militari, dato che scatenare una guerra consente di giustificare ingenti spese pubbliche a vantaggio delle grandi aziende private. COme si vede, è la strada che sta prendendo Monti: taglio delle spese per il welfare, taglio dei diritti dei dipendenti, aumento delle spese militari... manca solo l'annuncio del taglio delle tasse per i ricchi. Ma già il fatto che si stiano aumentando a dismisura le cosiddette tasse indirette (Iva, accise sulla benzina, ecc.) è un trasferimento della tassazione dai ricchi ai poveri. 
Come si vede, una spiegazione estremamente semplice, c he elimina complottismi e strane idee, per tornare alla semplicità di una ideologia, per quanto sbagliata e contorta e causa della crisi in corso.  

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di Antonio Rispoli
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