Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

Michael Jackson, vittima dei media anche dopo morto



Michael Jackson in un suo concerto e nel video 'Leave me Alone'
Michael Jackson in un suo concerto e nel video "Leave me Alone"
01/07/2013, 14:45

Ieri, sul Sunday People - un settimanale statunitense - è uscita l'ennesima notizia su Michael Jackson: avrebbe pagato 35 milioni per far tacere 20 bambini vittime di molestie sessuali. Naturalmente è uno scoop per modo di dire: non ci sono prove, solo testimonianze anonime. Insomma, una notizia che richiedeva tre o quattro mesi di approfondimenti. Ma il nome di Jacko aiuta a far vendere e quindi, soprattutto negli Usa, viene molto usato. 
Non è la prima volta che Michael Jackson è stato accusato di questo. La prima accusa è del 1994, una accusa che poi col passare del tempo è stato dimostrato che era falsa e un espediente per spillare soldi al cantante. Poi ce ne sono state altre, mai dimostrate, ma agevolate dal fatto che Michael aveva creato un vero e proprio parco giochi nel suo ranche di Neverland dove ospitava spesso bambini e ragazzi, suoi amici o conoscenti. Ma veramente era un pedofilo? 
Chiaramente è impossibile dirlo con sicurezza, si può solo fare una valutazione dell'individuo. Una valutazione basata sui suoi comportamenti e sulla sua biografia. 
La biografia di Jacko è semplice: a 5 anni era il cantante e front-man dei Jackson Five, a 20 anni era un cantante capace di vendere 20 milioni di copie del suo "Off the Wall", e a 25 anni con Thriller era il cantante numero 1 al mondo. La domanda nasce spontanea: dove è finita la sua infanzia e la sua adolescenza? Non serve un esperto per capire che non l'ha mai vissuta veramente, obbligato da un padre prepotente e violento ad allenarsi, a cantare e a fare tourneè. E' chiaro che quindi, quando ha acquisito una propria autonomia di azione, ha cercato di riviverla. In fondo, nelle immagini che lo riprendono a Neverland, lo si vede che cerca di giocare con i bambini, come se lui stesso fosse un bambino e non un uomo di 30 anni e oltre. Anche in altri atteggiamenti, come quando fece penzolare il figlio neonato dal balcone di un albergo, mentre sotto c'erano i fan. Per carità, comportamento irresponsabile da parte di un padre; ma di un bambino? In questi giorni mi è capitato di ascoltare su Sky un documentario su Jacko, la sua morte, il suo ultimo tour mai ocmpletato, e così via. C'erano anche brani di una intervista in Tv, dove lui parlava dei bambini, anche con riferimenti religiosi alle pagine del Vangelo in cui Gesù ne parlava. E tutto faceva capire quanto desiderasse l'essere bambino. Per lui quello era più che uno stato della vita, era una sorta di utopia da raggiungere. Insomma, una mentalità non dissimile da quella raccontata da Peter Pan. Purtroppo per lui, l'Isola che non c'è è solo un posto di fantasia. 
Una persona con una simile mentalità, difficilmente molesta sessualmente i bambini. Anzi, di solito ha seri problemi con la propria sessualità. Quando, dopo la morte del cantante, ho letto che non si sapeva la paternità dei suoi figli di chi fosse, devo confessare che la cosa non mi ha stupito. Non mi spingo a dire che sia morto vergine, ma molto pèrobabilmente la sessualità per lui era più un problema che altro. Il che non vuol dire non voler crescere i propri figli, perchè lì c'è l'istinto paterno che spinge in quella direzione. Ma di certo non era un amante di quelli che restano nella memoria. 
Ma allora perchè vengono diffuse queste notizie? Per aumentare la tiratura, ovviamente. Ed anche per spiegare come mai un cantante che aveva venduto centinaia di milioni di dischi in tutto il mondo sia finito povero e indebitato fino al collo, al punto da doversi allenare per un tour che non aveva più la forza fisica di fare, riempito di eccitanti la mattina e di sonniferi la sera. La realtà era molto semplice: come un bambino in un negozio di dolciumi con credito illimitato, il cantante aveva comprato tutto e di più, molte cose anche inutili ma costosissime. E quindi aveva letteralmente dilapidato i suoi soldi. Come sempre accade, si era circondato di vermi parassiti, che gli prosciugavano soldi in quantità industriale. Una realtà semplice, che accomuna molte baby-stars, dello spettacolo e non solo. Ma che era troppo semplice per i media, che hanno creato un sacco di storie inutili. In questo però - e bisogna riconoscerlo - aiutati dallo stesso Jackson, che cercava di nascondere le cose. Per esempio, perchè nascondere la sua vitiligine e la sua malattia genetica che gli impediva di respirare correttamente? Da qui le tante storie sulla sua volontà di diventare bianco oppure l'operazione chirurgica al naso, oppure l'uso della camera iperbarica. Tutte cose che gli servivano, evidentemente. Ma che lui, avendo tentato di nascondere, sono apparse come un tentativo dfi trasformarsi oppure come le follie di un eccentrico ricco. In realtà la vita di MJ è stata la vita di un ricco malato. Anche la voce acuta e tenue che sfoggiava normalmente era un modo per "risparmiare" ossigeno, dato che la malattia gli riduceva la capacità di espandere i polmoni. E anche questa è una cosa che rende difficile immaginare Michael Jackson pedofilo. Uno così magro, asciutto, con poco fiato, come può sostenere lo sforzo (perchè di sforzo si tratta) di molestare qualcuno e conservare il fiato per restare in piedi? E la domanda non è umoristica o sarcastica, ma letterale: uno come Jackson aveva il respiro che può avere una persona che abbia l'asma in maniera grave o che fumi 30 sigarette al giorno da 40 anni. Quindi, il minimo sforzo lo faceva ansimare. 
In parte il cantante si ribellò con la canzone "Leave me alone" e con un videoclip dove le allusioni al gossip e a quello che i giornali avevano scritto su di lui si sprecavano. Ma come pretendeva che i giornali potessero dargli retta? AVrebbe dovuto semplicemente dirlo: "Sono malato, ho questo, questo e questo. Se vi va bene, sono così; se non vi va bene, addio". Una soluzione semplice, che avrebbe bloccato ogni pettegolezzo. Almeno per 10 minuti...

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©