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Monti e Berlusconi, i campioni dell'antidemocrazia


Monti e Berlusconi, i campioni dell'antidemocrazia
08/08/2012, 15:42

E' stato francamente comico (da spettatore esterno; da giornalista iscritto all'Ordine, è stato solo motivo di vergogna) vedere in questi giorni come si siano scritti articoli sulla base delle dichiarazioni rese da Monti al Der Spiegel - quotidiano tedesco - nelle quali sosteneva, tra le varie cose, che i Parlamenti non devono disturbare l'attività del governo. 
Le accuse sono state di antidemocraticità mentre su Internet si è arrivati addirittura a parlare di volontà di imporre la dittatura e di rischio che non si facciano elenzioni nè nel 2012 nè nel 2013. La cosa comica è che è ovvio che, dipendensse da Monti, non ci sarebbe nè Parlamento nè elezioni. Si tratta di una persona abituata a ragionare nel senso di "Io comando, tu obbedisci", che è tipico dei consigli di amministrazione delle banche o delle società. E quindi il concetto di discutere e concordare gli è estraneo, più o meno come ad un estremista islamico può essere estraneo il concetto della donna che dirige una società. Cosa che ha ampiamente dimostrato: quando doveva varare i decreti legge li ha varati, poi ha messo la fiducia e li ha fatti approvare. Niente discussione, niente accordo, nulla. Poi è chiaro: il fatto che i provvedimenti finora varati siano stati fatti contro ed in disprezzo (per non dire peggio) dei cittadini italiani, è un altro discorso, già affrontato numerose volte. 
Ma SIlvio Berlusconi non è diverso. Anche lui ha sempre avuto atteggiamenti antidemocratici. Innanzitutto all'interno del suo partito: Forza Italia è morta nel 2007, dopo 14 anni di vita, senza mai aver conosciuto una votazione al suo interno; e nei 5 anni di vita del Pdl la stessa cosa. Certo, ci sarà qualcuno del Pdl che dirà: "Non è vero, è stato eletto Alfano come segretario politico". E dimostra di non conoscere l'ABC della democrazia. Innanzitutto perchè si può parlare di elezione quando ci sono almeno due candidati, cosa che nel Pdl non è avvenuta. E secondo perchè Alfano non è stato eletto, è stato nominato da Berlusconi. E da quel momento ha fatto il suo lavoro, che non era di fare il segretario politico ma il maggiordomo dell'ex premier, prendendosi gli insulti e le mazzate politiche che toccavano al suo padrone. Comprese le colpe della pesante sconfitta elettorale della primaversa 2012. 
Perchè questa è e rimane la natura umana, se non viene corretta dal senso di responsabilità. Finchè può comanda; quando non può, comincia a leccare i piedi a chi è pià potente. E chiaramente, più uno è potente e meno sono i piedi da leccare. 
Giusto per evitare una facile critica, c'è da dire che non è solo Forza Italia o il Pdl che hanno questi problemi di scarsa democrazia. Ormai tutti i partiti sono partiti personali: Casini per l'Udc, Di Pietro per l'Idv, Vendola per Sel. Fa eccezione il Pd, dove c'è sempre stata una anarchia incomprensibile. Per quanto riguarda la Lega, invece c'è stato solo un cambio recente di padrone: prima comandava il "Cerchio magico", usando Bossi come marionetta; adesso le redini le ha prese Maroni. Ma alla fine cambia ben poco. Per questo la legge elettorale chiamata Porcellum piace praticamente a tutti. Con tanti partiti padronali, la possibilità di scegliere chi far eleggere e chi no per propria decisione diviene un fattore essenziale, per evitare che qualcuno si monti la testa. Oh, certo, c'è il dettaglio che non piace ai cittadini, ma questo non interessa a nessuno. 
Ma Monti e Berlusconi hanno quello che si potrebbe definitre un quid pluris, cioè un qualcosa in più. Loro non si limitano a praticare il massimo della antidemocrazia per quanto possono, cercano anche  di ostentarlo. E così abbiamo Monti che dice che il potere andrebbe ai governi (e c'è stato un articolo, non ricordo se di Michele Serra o di Marco Travaglio, che faceva presente come durante la Repubblica di Weimar il problema lo risolsero concentrando tutti i poteri in Hitler, ma non fu una buona idea) senza il disturbo dei Parlamenti; e Berlusconi che prima dice che il Parlamento andrebbe chiuso, poi che gli rovina la perfezione dei suoi decreti legge (le parole che usò furono che un entra in Parlamento entra un cavallo purosangue e ne esce un ippopotamo, anche se usava sempre la fiducia per approvare le leggi che voleva lui); infine che era inutile avere 630 deputati e 315 senatori, bastava il voto di una persona per gruppo (cambiò idea quando gli fecero notare che la maggioranza avrebbe avuto solo 2 voti e l'opposizione 3). 
 Anche la modifica costituzionale approvata a colpi di maggioranza nel 2005 e bocciata dagli italiani nel referendum del 2006 era fortemente antidemocratica. Non a caso, il politologo Sartori lo chiamò "premierato assoluto". Perchè con quella riforma il Presidente della Repubblica veniva completamente scuotato di poteri; La Camera dei Deputati idem, non poteva votare liberamente perchè poteva essere sciolta per il minimo capriccio del premier; e il Senato non contava nulla. Tutto restava nelle mani del premier, che decideva praticamente da solo (anche i consiglieri diventavano poco più che consulenti tecnici). In questa maniera si aboliva completamente il contraddittorio che è la base della democrazia. 
perchè c'è questo punto che a molti non è chiaro: democrazia non significa andare ogni tanto a votare. Perchè se quello fosse democrazia, allora erano democratici anche il nazismo e il comunismo dell'URSS. Anche lì si votava. La democrazia è ben altro. E' la rappresentazione di diversi pareri, la possibilità di discutere; ed anche la possibilità dei cittadini di interferire con il voto, quando questo è dannoso per loro. 
Oggi, in teoria, si potrebbe raggiungere quella che è stata una utopia per 2500 anni: la democrazia diretta. Volendo, si potrebbe dotare ogni cittadino di un codice personale ed unico (magari accmpagnato da uno scanner per le impronte digitali) e stabilire che una legge, prima dell'approvazione, rimane 24 ore in sospeso e i cittadini tramite Internet possono dire di sì o di no alla legge. E se vincono i no, la legge viene nuovamente sottoposta a discussione del Parlamento. Sarebbe molto più econpomico che fare i referendum...

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di Antonio Rispoli
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