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Monti-Bersani e l'asse per il "Grande Centro"


Monti-Bersani e l'asse per il 'Grande Centro'
19/12/2012, 20:05

Monti si sposta verso il Centro. Sembra quasi un gioco di parole ma oramai il premier, quasi ex, sembra destinato ad una candidatura politica alle prossime elezioni. Oggi ha incontrato i leader del Centro, a Palazzo Chigi, mentre dal canto suo il Pd intende mantenere con il Professore un “rapporto di interlocuzione”. Insomma il sogno di Casini del “Grande Centro” sembra stia prendendo sempre più corpo. E dopo le dichiarazioni del leader dei Democratici Pier Luigi Bersani, in un breve incontro con la stampa al termine del suo incontro con il presidente dell'Eurogruppo, Jean Claude Juncker, questo pomeriggio a Bruxelles sembra non esserci più alcun dubbio. “Io - ha risposto alla domanda di un cronista - ero qui e non a Palazzo Chigi, là ci sono andato l'altro giorno. Monti ha ricevuto i leader del cosiddetto Centro, non so quali decisioni abbia preso, ma questa è la mia visione: da due anni sto dicendo che i progressisti devono farsi carico delle prospettive di governo del Paese”, e per far questo “devono vincere le prossime elezioni e avere uno sguardo aperto - ha spiegato Bersani - verso tutte le forze europeiste e moderate che sono in grado di capire la responsabilità di questo momento e pronte a contrastare le derive populiste. In ogni caso, qualunque sia la decisione che prenderà, siamo interessati ad avere un rapporto di interlocuzione con Monti”, ha osservato il segretario del Pd, e ha aggiunto: “Naturalmente, c'è la campagna elettorale, e se ci si mette in campo si creano delle dinamiche..Ma possiamo dire che il Partito Democratico ha avuto un atteggiamento di assoluta lealtà, ha sostenuto più di ogni altro l'impatto di certe misure del governo Monti, ha approvato norme che non sempre ci piacevano del tutto. Ma questa è la nostra lealtà”. Su questa base, ha continuato Bersani, “faremo la campagna elettorale sostenendo le nostre prospettive, contro nessuno, noi non vogliamo litigare con nessuno”. E se scende in campo Monti “per me personalmente non cambia niente, ma - ha ripetuto il leader del Pd - cambia il paesaggio politico, e allora non è tutto nelle mie, nelle nostre mani, si mettono in moto delle dinamiche..". Sullo stesso tema, dopo l'incontro con il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, qualche ora prima, Bersani aveva “corretto” il giudizio con cui Massimo D'Alema aveva messo in causa la “moralità” di un'eventuale partecipazione di Monti alla campagna elettorale contro il Pd, che l'ha sempre sostenuto. “Non credo sia il caso di metterla giù così, non è una questione di moralità, ma di scelte personali e politiche”, aveva osservato. Nella frase di D'Alema, comunque, “c'era una cosa che va rivendicata: che il Pd ha sostenuto molto, molto lealmente Monti”, ha sottolineato il leader dei Democratici. “Deciderà lui quello che riterrà opportuno e sarà da noi sempre rispettato, qualunque scelta faccia. Io dico solo - ha continuato Bersani - che per il suo ruolo nel Paese mi sembra utile la terzietà di Monti; ma - ha concluso - non sta a me fare le sue scelte”. Insomma Bersani non dice né sì né no ad un accordo, mai nascosto con i centristi, nel post-elezioni per una grande coalizione, sembra piuttosto essere attendista e sperare in un Monti alla finestra, e magari farlo rientrare dal portone solo una volta dopo l’esito elettorale, che Bersani spera dia ovviamente favorevole ai democrat. Insomma c’è ancora tempo e sicuramente ne vedremo delle belle, se così si può dire. 

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di Valerio Esca
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