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"Mozione europea che equipara comunismo e nazismo": ancora bufale in giro


'Mozione europea che equipara comunismo e nazismo': ancora bufale in giro
24/09/2019, 15:47

In questi giorni molti giornali hanno speso parole, articoli ed editoriali per attaccare il Consiglio europeo reo di aver votato una mozione che equipara comunismo e nazismo. Ma è veramente così? 

Innanzitutto, io ho l'impressione che quasi nessuno abbia letto la mozione. Cosa che dovrebbe essere la prima cosa prima di commentare. Per i curiosi, il testo in italiano è a questo link https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2019-0021_IT.html?fbclid=IwAR01ZHa8v1EnzmG0BBpR_pIMQ4ZtoV1aqoRuLtr0XADI-cL-2Qa9dwJmxXI e andrebbe letto con attenzione. Perchè ci sono due cose di cui nessuno ha parlato. Innanzitutto che nella mozione non si parla di comunismo, ma di "regime totalitario comunista" o di "stalinismo". In una delle premesse, alla lettera A, si dice: "considerando che quest'anno si celebra l'ottantesimo anniversario dello scoppio della Seconda guerra mondiale", e sarebbe bene non dimenticarlo, dato che il contesto è quello. Cioè è quello dell'URSS di Stalin, delle purghe, dei massacri, delle 30 milioni di sovietici morti nei gulag. Non certo di Gramsci e Togliatti o di Berlinguer, per rimanere ai politici di casa nostra. E voglio sperare che a nessuno venga in mente di giustificare o negare le stragi che fece Stalin innanzitutto nel suo Paese... 

Il secondo punto riguarda le proteste per i vari episodi storici: il patto Molotov-von Ribbentrop citato come momento di inizio della Seconda Guerra Mondiale; l'essersi dimenticati, nella mozione, che furono i russi a liberare i campi di concentramento o ad alzare la bandiera rossa su Berlino, ecc. Beh, allora esaminiamoli questi fatti storici. Ma esaminiamoli davvero, non attraverso la lente distorta della propaganda politica, come viene fatto nei libri di storia. E parliamo di tutto quello che non si sa dell'esercito russo, delle battaglie e della "liberazione" che costò ai Paesi della Cortina di Ferro altri 45 anni di sofferenze e tirannia. 

Partiamo proprio dal patto Molotov-von Ribberntrop. Quanti sanno che a Mosca c'era sin dall'aprile del 1939 una delegazione franco-britannica per raggiungere un accordo con la Russia in funzione anti-tedesca? Questo è qualcosa che non si trova quasi mai nei libri di storia. E quando la si trova, viene dipinto come un astuto stratagemma di Francia e Gran Bretagna per spingere i tedeschi ad attaccare i sovietici. Esaminando invece i progressi ottenuti, si scopre che Francia e Gran Bretagna a poco a poco stavano accontentando tutte le pretese sovietiche. Avevano addirittura acconsentito a scrivere nell'accordo che l'URSS poteva fare pressioni politiche e diplomatiche a volontà sui Paesi da proteggere. E quando le Repubbliche Baltiche (Estonia, Lettonia e Lituania) fecero sapere per via diplomatica che loro non ci tenevano minimamente ad essere salvati dall'URSS, perchè ne avevano paura, venne fatta una modifica dell'accordo che non citava più i singoli Stati che sarebbero stati protetti dall'accordo, ma indicava semplicemente i "Paesi vicini agli Stati contraenti". In modo che le Repubbliche Baltiche fossero comprese senza essere nominate. 

Adesso, attenzione alle date. Il 21 agosto 1939 Hitler dà ordine di attaccare la Polonia il 26 agosto alle 5 di mattina. Il 23 agosto, verso le 19, Ribbentrop arriva a Mosca. Il 25 agosto, verso le 17, viene dato l'annuncio che il patto Molotov-von Ribbentrop era stato firmato. Considerando che le due delegazioni dovevano avere anche il tempo di andare in albergo a riposare e di pranzare e cenare, quanto tempo pensate che sia stato dedicato a discussioni sui vari punti? E' già tanto che Ribbentrop abbia potuto correggere qualche virgola. Aggiungiamo che è noto che l'MVD (il servizio segreto sovietico sotto Stalin, quello che è meglio conosciuto come Kgb) avesse una spia all'interno dello Stato Maggiore tedesco, e che quindi è presumibile che Stalin sapesse che i tedeschi dovevano chiudere con urgenza, e si capirà che quello fu il patto Molotov. Von Ribbentrop si limitò a firmarlo. Ma proprio quella firma, liberò le mani alla Germania, che non aveva più da temere un attacco su due fronti. In questo senso quell'accordo fece iniziare la Seconda Guerra Mondiale. Anche se poi il via libera alle truppe venne posticipato dal 26 agosto al primo settembre perchè Mussolini disse che si sarebbe mantenuto neutrale e perchè l'Inghilterra propose un accordo alla Germania. Proposta che non venne mai neanche formalizzata. 

Poi verso il 20 settembre i russi attaccarono la Polonia, già di fatto sconfitta, alle spalle, dandole il colpo di grazia. Non solo. Nei mesi successivi costrinsero Romania ed Ungheria a cedere loro dei territori, minacciando altrimenti guerra (sapevano che i tedeschi non potevano reagire perchè erano già impegnati per i preparativi per la guerra contro la Francia: Hitler dette il primo ordine di attacco nel novembre, anche se poi l'attacco effettivo fu a maggio), si presero le Repubbliche baltiche e invasero la Finlandia. Tutte cose che l'accordo evidentemente prevedeva nelle clausole segrete. Quindi è inutile far passare l'URSS per dei santarellini. Agirono per invadere e conquistare, esattamente come fecero i nazisti. E il massacro di Katyn (oltre 400 tra ufficiali militari, professori e politici condotti fuori città e uccisi con un colpo alla nuca dai soldati sovietici) dimostra che i metodi dell'URSS di allora non erano così diversi da quelli nazisti. 

Poi nel 1941 scattò l'attacco tedesco all'URSS, l'Operazione Barbarossa. E anche qui lodi sperticate ai soldati russi. Ma mai nessuno che parli della immensa idiozia del piano di attacco voluto da Hitler. Già partire a luglio con le tremende e continue piogge che caratterizzano le pianure russe ad ottobre non è che fosse una idea geniale. Ma a questo Hitler aggiunse una stupidaggine colossale, a cui tutti i generali si opposero inutilmente. L'attacco era pensato come un tridente: una punta a nord diretta a Leningrando, una punta a sud diretta verso il Caucaso (ricco di petrolio) e una punta centrale diretta a Mosca. Ma Hitler impose che le truppe dirette a Mosca dovessero fermarsi a 300 Km. da Mosca per deviare verso nord e completare la conquista di Leningrado. Con questa operazione, i tedeschi rimasero fermi per quasi due mesi, mesi che sarebbero stati sufficienti per arrivare a Mosca. Anche "l'aiuto e l'abnegazione dei civili" di cui si parla è facile da spiegare: mai provato a discutere con un mitra puntato alla schiena? I civili non furono volontari, vennero presi e irreggimentati dai soldati. E anche i cosiddetti "partigiani" che rimasero alle spalle dei tedeschi, non erano altro che soldati che preferivano combattere piuttosto che far uccidere dalla milizia sovietica le loro famiglie, come capitava spesso a coloro che si arrendevano. 

La guerra proseguì con un altro attacco molto nominato nei libri di storia, ma mai spiegato: Stalingrado. Anche quello fu una marea di errori di Hitler, a cui tutti i generali si opposero inutilmente. Basta ricordare un solo dato: Secondo il piano di Hitler, alla fine di tutto, immaginando che le truppe fossero arrivate a destinazione senza combattere, avrebbero dovuto difendere un fronte di 4600 Km, cioè una distanza 10 volte superiore a quella che c'era tra le truppe alla partenza. Un assurdo in strategia bellica. Oltre a questo, l'attacco iniziò... in difesa: pochi giorni prima i russi attaccarono e quindi il comandante tedesco dovette rinunciare ad alcune unità per respingere l'attacco russo. Infine Stalingrado: la cosa più semplice sarebbe stato circondare la città e assediarla. Ma Hitler volle conquistarla perchè aveva il nome di Stalin. Il risultato furono perdite immense che consentirono ai russi di preparare un attacco nei punti deboli di quell'esercito: le truppe italiane e rumene, male armate. Così circondarono ed eliminarono oltre un milione di soldati tedeschi. Quella battaglia segnò la fine dell'esercito tedesco, anche se nel 1943 riuscirono a sferrare un attacco (fallito) a Kursk in quella che divenne la più grande battaglia di carri armati della storia. 

Ma perchè i russi vinsero? Semplicemente grazie al numero dei soldati e dei carri armati. Sul fronte russo mai i tedeschi combatterono anche solo alla pari. Sin dal 1941 tutte le battaglie furono affrontate contro nemici superiori e meglio armati. Il Panther e il Tiger, apparsi nel 1943, furono carri armati creati per opporsi ai T-34 e ai KV-1 russi, che però i tedeschi combattevano sin dal 1941. E nel 1944 i tedeschi idearono i fucili di assalto proprio per dare ai soldati armi migliori (un fucile d'assalto riunisce in sè le caratteristiche di un fucile e di una mitragliatrice) per frinteggiare la marea umana. Ma tatticamente gli assalti russi erano semplicissimi: riunivano immense quantità di cannoni e bombardavano i nemici; dopo di che mandavano all'assalto soldati e carri armati. In pratica, era la stessa tattica della Prima Guerra Mondiale, solo con l'aggiunta dei carri armati. Per questo, finchè i tedeschi ebbero i mezzi, riuscirono facilmente a respingere gli attacchi russi. Poi è chiaro che quando l'avversario schiera il doppio degli aerei, il triplo dei carri armati e il quintuplo dei soldati, c'è poco da fare. 

Anche il fatto che i russi arrivarono a Berlino prima degli Alleati, fu dovuto alla circostanza che i russi dovevano trasferire i propri uomini e i propri mezzi via terra, quindi senza rischi. Mentre statunitensi e britannici dovevano farlo via mare. E quando una tempesta spazzò via l'oldeodotto creato sulle spiagge francesi, un terzo dell'esercito alleato si trovò per settimane a corto di benzina. Per non parlare del fatto che le mine di cui i tedeschi avevano riempito i porti olandesi impedirono l'uso di quegli stessi porti fino a dicembre; e anche questo bloccò l'esercito alleato. 

E vogliamo parlare della "liberazione" dei campi di concentramento? Anche questo è stato un argomento su cui si è fatto solo propaganda e anche oggi ne parlano solo coloro che non sanno niente. In realtà non ci fu alcuna liberazione. Tutti i campi di concentramento vennero trovati con i cancelli aperti e senza nessun soldato. Tutti abbandonati da 3 a 5 giorni prima dell'arrivo delle truppe nemiche. I russi, quando arrivavano in un campo di concentramento mandavano il loro "battaglione di propaganda" (esisteva in tutti gli eserciti; quello britannico era guidato da Alfred Hitchcock), formato da soldati armati di macchine fotografiche e videocamere. Facevano le foto e i filmati del caso e se ne andavano, senza lasciare ai prigionieri presenti nè cibo, nè acqua, nè vestiti. Pochi sanno che da Sobibor (il campo di concentramento dove vennero scattate quelle foto che si vedono spessissimo, di persone ridotte a scheletri, a causa di una epidemia di tifo scoppiata pochi giorni prima) nessuno sopravvisse un mese dopo la liberazione. E che da Auschwitz i tre quarti morirono nelle due settimane successive la liberazione, di fame e di freddo, chi restando nel campo e chi cercando di raggiungere la città vicina. Semplicemente ai russi non interessava nulla di quelle persone, quindi andavano via. 

Come si vede, la mozione non era sbagliata. Il totalitarismo di Stalin nell'URSS non è stato molto diverso dal fascismo e dal nazismo. Ed è questo che condanna la mozione, che dice espressamente: "ricorda che i regimi nazisti e comunisti hanno commesso omicidi di massa, genocidi e deportazioni, causando, nel corso del XX secolo, perdite di vite umane e di libertà di una portata inaudita nella storia dell'umanità". Attenzione, "regimi". E' chiaro che il Partito comunista in Italia o in Francia non hanno creato dei regimi. Parla di Stalin, di Ceausescu, di Mao Tse Tung, di Pol Pot e di tutti gli altri dittatori che hanno usato l'ideologia comunista per causare stragi. Stragi che vengono taciute, perchè è molto più conveniente politicamente ingigantire la morte degli ebrei nei campi di concentramento (in modo da giustificare anche il regime israeliano e il suo genocidio in corso) che non parlare di tutte le stragi che ci sono state nel XX e in questo scorcio di XXI secolo. 

Una annotazione finale, non compresa nella mozione. Molti hanno commentato dicendo che il comunismo era una ideologia sana mentre il nazismo no; solo che il comunismo in alcuni momenti è stato traviato. Questa affermazione nasconde un gravissimo errore metodologico, che dimostra assenza di onestà intellettuale. Perchè si paragona l'ideologia comunista a quello che il nazismo ha fatto realmente. Ma l'ideologia nazista non ha mai parlato di campi di concentramento o di sterminio. Certo, diceva che gli ebrei dovevano essere estromessi dalla società; e questo venne fatto con le leggi di Norimberga. Ma poi basta. Per il resto l'ideologia nazista parlava di tutt'altro: prezzi calmierati per l'acquisto di beni di prima necessità, aiuti economici ai contadini, prezzi garantiti e limitazione della concorrenza per gli artigiani, salari bassi e commesse pubbliche in quantità per gli industriali (dopo un breve tentativo, i nazisti capirono che non avrebbero mai avuto successo tra gli operai e quindi nei loro programmi c'erano solo promesse generiche per loro). Un programma del genere è così cattivo? A parte il discorso di essere d'accordo o no, se oggi un partito portasse avanti un programma del genere lo considerereste un partito capace di uccidere milioni di persone? Quindi nazismo e comunismo sono entrambi sani se consideriamo le ideologie; sono entrambi pessimi (per usare un eufemismo) se guardiamo come sono stati applicati da chi aveva il potere in nome del comunismo o del nazismo. 

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di Antonio Rispoli
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