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Napoli Kaput: de Magistris e il buco da 1 miliardo


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Napoli Kaput: de Magistris e il buco da 1 miliardo
10/08/2012, 15:31

NAPOLI – Lui è ancora convinto di essere il numero uno, il sindaco più amato dai Napoletani, il deus ex machina di tutto ciò che nasce e muore in città, ma di fatto è solo un uomo che ha smarrito il metro e pure la misura. Un indice di gradimento tra i più alti è scivolato in pochissimi mesi nel baratro dei debiti accumulati da palazzo San Giacomo e di quel buco da 1 miliardo di euro  che, patto di stabilità a parte, rappresenta la fine del sogno arancione. Ma come si sa, quel sogno non era certo per Napoli, ma solo per giungere, dalla teoria alla pratica, alle liste orange da contrapporre ai sodalizi partitici nazionali con qualche colpo ad effetto come l’America’s Cup, la Coppa Davis, il World Urban Forum ed il Forum Univesale delle Culture o almeno ciò che di esso è rimasto. Ma i guai non giungono mai da soli, e quelli contabili fanno ancora più paura. Li aveva annunciati l’ex assessore Riccardo Realfonzo e per questo oggi ne parliamo da ex; un fatto è certo la spesa per il personale dell’Ente locale sfora di 50 milioni di euro il limte, con la conseguenza di tantissimi posti di lavoro a rischio perché Palazzo San Giacomo deve correre ai ripari e quindi tagliare l’esborso eccedente. La “creatività” del primo cittadino, però, si è fermata a battere cassa alla Stato centrale reo di aver bloccato i flussi che una volta permettevano ai sindaci delle grandi metropoli di fare i nababbi. Adesso a de Magistris non resta che dare spiegazioni alla Corte dei Conti sui suoi bilanci colabrodo, soprattutto in merito alle aziende partecipate del Comune altri carrozzoni da prima Repubblica che esigono cifre a 6 zeri. Intanto a fine luglio il sindaco ha presentato il suo rinnovo della macchina amministrativa con tagli furibondi su tutti i settori e accorpamenti che lasciano presagire la gravità della situazione amministrativa e la volontà di allontanarsi quanto più è possibile dal fallimento gestionale dell’Ente locale. Si dice che i numeri sono l’anima dell’universo, i numeri di de Magistris sono il cuore di una sfida che sta per essere irrimediabilmente persa. A cosa è servita l’Amerca’s cup se un napoletano su 3 è e continua ad essere indigente? A cosa serve l’arena del tennis sul lungomare quando tante altre strutture sportive partenopee sono nel degrado e nell’abbandono più totale? A cosa servirà il Forum Universale delle Culture? A fare cassa? E come? Parliamo di indotti e introiti terzi? Ma sappiamo benissimo che tali guadagni sono già stati suddivisi tra parenti amici e amici degli amici, per cui qual è il ritorno per la città? Il dovere impellente è uno solo: chiedere, almeno una volta umilmente, un milione di volte scusa. La saccenza e la supponenza raramente pagano.

 

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di Rosario Lavorgna
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