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"Noi difendiamo la famiglia" dicono i leghisti. Ma sanno cosa è una famiglia?


'Noi difendiamo la famiglia' dicono i leghisti. Ma sanno cosa è una famiglia?
04/03/2019, 15:48

In questi giorni, si parla molto del disegno di legge presentato dal parlamentare leghista Pillon, che rischia di cancellare di fatto l'istituto del divorzio. E si sono aggiunte altre notizie, come il candidato leghista a sindaco che dice: "Io ho una famiglia normale, non ci sono gay" e via di questo passo. 

Questa mattina, ad Omnibus, su La7, c'era Francesco Storace che, parlando sempre di questo argomento, ha citato una serie di frasi tipiche dei partiti di estrema destra: "Noi difendiamo la famiglia", "Bisogna fare qualcosa contro la denatalità", e cose di questo genere. E quando una giornalista gli ha fatto presente che si tratta della solita ipocrisia tipica dei maschilisti (questo termine è una mia aggiunta, lei ha parlato solo di ipocrisia), Storcae ha risposto che tenere alla famiglia non è ipocrisia. In realtà questa è la loro linea da decenni. Parlano e straparlano di famiglia e di difesa della famiglia. Il punto è che per loro "famiglia" è un concetto fisso e statico. Cioè è il concetto dei tempi del fascismo: un uomo che lavora e manda avanti la famiglia, una donna che sta a casa dove fa la casalinga e bada a parecchi figli. Ma oggi questa immagine è di fatto inesistente. 

A cominciare dagli stessi propagandisti di estrema destra. Salvini per esempio ha avuto due mogli e da poco si è lasciato con la Isoardi; e ha avuito due figli (e mi piacerebbe sapere quando si prende cura di loro, visto che sta sempre in Tv oppure in giro). Giorgia Meloni ha avuto un figlio senza mai essersi sposata. E poi la stessa Meloni non sta solo a casa a prendersi cura del figlio (immagino paghi una babysitter o comunque qualcuno che se ne prenda cura). Tutte cose contrarie a quello che propagandano. Ed è questa l'ipocrisia della destra: "Fate quello che dico io ma non fate quello che faccio io". 

Perchè il problema è il termine "famiglia". Nessuno di costoro che usano a vanvera il termine famiglia si sono mai fatti una semplice domanda. Nella Costituzione quando si parla della famiglia, all'articolo 29, si dice: "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull'uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare". Vi invito a rileggere con estrema attenzione l'articolo: non c'è alcuna specificazione. Non si dice nulla sul fatto che debba essere composta da un uomo e una donna. Sia ben chiaro, non credo che nel 1945 i Padri Costituenti pensassero alla possibilità di una famiglia gay. Per quanto credo che abbiano cercato di immaginare gli sviluppi futuri della nostra società, non credo che fossero così aperti. Probabilmente, hanno lasciato il discorso aperto per lasciare che fossero le leggi ordinarie a fissare i dettagli. Resta il fatto che non è specificato. E quindi può essere interpretato in maniera diversa. 

Perchè per me il termine famiglia non è un termine con un preminente significato legale. Quello c'è ed è necessario, ma è secondario. Il significato preminente è affettivo. La famiglia è quella che ti dà affetto, è quel luogo dove sarai sempre accolto a braccia aperte. E questo significa che ci sono pseudofamiglie formate da un uomo e una donna che non sono vere famiglie; e coppie gay che lo sono molto di più. La famiglia non è un padre che ti picchia perchè ubriaco o perchè frustrato da una pessima vita. Non è una madre fredda, che si preoccupa solo del lavoro o del gioco o delle amicizie e così via. La famiglia è quella persona o quelle persone (sì, perchè ci può essere anche il padre single o la madre single che lo fanno) che si prendono cura dei figli, con o senza un rapporto genetico tra di loro. 

E questo significa che per me la famiglia è anche quella gay. E' anche quella che ha figli adottati. E' anche quella che ricorre alla fecondazione in vitro o alla madre surrogata per avere un figlio. Non c'è nulla di strano nell'usare la tecnologia per ovviare ai problemi della natura. Lo facciamo continuamente. Nessuno protesta se usiamo il termosifone per sconfiggere il freddo o il condizionatore per sconfiggere il caldo. Quindi perchè non usare la tecnologia per ovviare all'impossibilità di avere figli? E' chiaro che ci deve essere volontarietà, soprattutto quando parliamo di madri surrogate. Ma a parte questo qual è la difficoltà? 

Storace questa mattina rispondeva: "Ma ci sono i diritti dei bambini". Beh, visto che quella è una persona che evidentemente non sa cosa sia l'affetto per un figlio, gli do una risposta legale. Ci sono diverse sentenze della Cassazione e della Corte Costituzionale che stabiliscono che i diritti dei bambini, se non sono i diritti primari (come quello a vivere) sono diritti che crescono col tempo. Ergo, sono di grado inferiore a quello dei genitori. E in ogni caso, il bambino ha diritto di crescere nell'affetto dei genitori, naturali o acquisiti che siano. E senza badare a quale sia il loro sesso. Io conosco personalmente una famiglia formata da due donne e un ragazzo (figlio di una delle due donne, mediante inseminazione artificiale). E quel ragazzo è cresciuto come un qualsiasi altro ragazzo, anche senza avere un genitore maschio presente. E non è un caso isolato. Nei Paesi Scandinavi, dove le coppie gay sono la normalità da decenni, si è visto che statisticamente non c'è nessuna differenza tra i bambini cresciuti da coppie eterosessuali e quelli cresciuti da coppie omosessuali. Ci sono quelli bravi e quelli cattivi, quelli in gamba e quelli che meritano le bastonate (metaforiche) per quello che fanno, e così via. E tutto in pari proporzioni a quelli che si trovano nelle coppie eterosessuali. 

Perchè quello che gli Storace, i Salvini e i Pillon di tutto il mondo non capiscono è che i bambini guardano il mondo con occhi diversi dai nostri. Noi adulti di solito guardiamo per prima cosa l'apparenza, l'aspetto, la superficialità. Poi qualcuno di noi scende sotto la superficie e vede anche che altro c'è in una persona. Ma i bambini riescono a vedere prima di tutto ciò che c'è dentro una persona. Se qualcuno gli vuole bene, il resto sono dettagli. Quindi il bambino ha bisogno di persone che gli vogliono bene, non di un padre e di una madre biologici. 

Alla stessa maniera, è folle l'idea di Pillon di fare una legge per rendere quasi impossibile il divorzio. Perchè questo è il suo scopo. Basta riflettere su cosa c'è scritto in quella legge. Basta cominciare con l'obbligo di mediazione tra i coniugi: che mediazione ci può essere con un uomo che picchia regolarmente e sistematicamente la moglie? Oppure con uno che brucia tutti i soldi del suo stipendio nel gioco d'azzardo, mettendo a rischio la salute dei suoi figli negando i soldi per il mangiare? Già solo questo impedirebbe la metà dei divorzi. E a pagarne le conseguenze sarebbero le mogli e i figli. Così come è folle l'idea di tagliare l'assegno di sostentamento a moglie e figli oppure quella che i figli debbano passare sei mesi col padre e sei con la madre. Per carità, la legge che c'è adesso è tutt'altro che perfetta, e probabilmente si può migliorare. Ma il disegno di legge Pillon è tutt'altro che un passo nella direzione giusta. Non è incatenando le donne al focolare che si mantiene intatta la famiglia. 

Del resto, come ho detto, la famiglia non è qualcosa di legale. Il divorzio non rompe le famiglie, si limita a rendere legale ciò che è già successo. Perchè nel momento in cui uno dei due coniugi chiede il divorzio, vuol dire che la famiglia già non c'è più. C'è solo uno stare insieme per paura (della donna, quasi sempre), per formalismo, per "non fare brutta figura con chi ci conosce" oppure per interesse. Ma nulla di questo crea un legame familiare. E allora che senso ha mantenere una relazione? Solo per mantenere un guinzaglio al collo della donna? Solo perchè l'uomo possa dire che è il padrone? Cade ogni concetto di diritto. 

E sul concetto di diritto vorrei aprire una parentesi. Relativamente ai gruppi che si definiscono "pro vita". In realtà, quelli sono gruppi misogini, semplicemente. Gruppi formati da persone che odiano la donna e la femminilità (anche quando vi partecipano donne). E soprattutto sono gruppi che non hanno niente a che vedere con la vita. Perchè quella di un feto di tre mesi non è vita. Da un punto di vista legale è una "vita in divenire", ma non è vita. E del resto, non può essere considerata vita quella che manca di un sistema nervoso in grado di trasmettere dolore. Forse che questi gruppi "pro vita" si impegnano per impedire l'abbattimento degli alberi? O si impegnano per impedire che carote, zucchine e insalate vengano raccolte? Eppure alberi, insalate, zucchine e carote hanno più sensazioni di un feto. Le piante "soffrono" e trasmettono alle altre piante la loro "sofferenza"; mentre un feto di tre mesi (cioè quello che per legge può essere sottoposto ad aborto) non ha nulla del genere. Non sono niente altro che cellule in sviluppo, che si stanno differenziando. Mi spiace per tutti gli estremisti religiosi cristiani che a questo punto parlerebbero di "la vita è un regalo di Dio" e cose del genere; ma io sto dalla parte della sicenza. E i gruppi "pro vita" no. 

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di Antonio Rispoli
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