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Omicidio Kennedy: chi aveva interesse e capacità per farlo?


Il fotogramma in cui Jack Ruby uccide Lee Oswald ammanettato tra i poliziotti
Il fotogramma in cui Jack Ruby uccide Lee Oswald ammanettato tra i poliziotti
22/11/2013, 18:11

Cinquanta anni fa, il 22 novembre 1963, veniva ucciso a Dallas il Presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy: un proiettile, sparato col fucile, gli perforò il cervello, facendogli volare via una parte dell'osso cranico, uccidendolo sul colpo. In questo editoriale già ho parlato di quello che si sa di certo; adesso vediamo quello che non si sa: chi è stato? E attenzione ad un dettaglio: non basta puntare il dito su chi aveva un interesse a farlo, ma anche a chi ne aveva i mezzi. Perchè trovare tre persone armate di fucile che potevano piazzarsi in un certo punto del tragitto del corteo presidenziale (che comunque era noto) e sparare era facile; meno facile era invece trovare il modo per nascondere le tracce che portavano agli ideatori del tutto. L'unico percorso era quello di Lee Oswald, illegalmente interrogato dopo l'arresto (era senza avvocato, quindi qualsiasi cosa potesse dire non aveva valore legale), ucciso da Jack Ruby, proprietario di un bar, davanti alle telecamere dei giornalisti statunitensi. Lo stesso Ruby che poi morì in carcere per il cancro più fulminante della storia: meno di 7 giorni dal momento in cui gli è stato diagnosticato al momento della morte. 
Una delle ipotesi più gettonate è quella della mafia. Si parlò a lungo dei rapporti tra i Kennedy e alcune famiglie mafiose, che aiutarono John a diventare Presidente e Bob a diventare senatore. Ovviamente chiacchiere mai dimostrate. Si parlò di un coinvolgimentoi dei Kennedy e della mafia anche per l'omicidio (supposto, ma anche questo mai provato) di Marilyn Monroe. Secondo questa versione, la Monroe era stata l'amante del Presidente e minacciava di rivelare tutto; per questo si decise di farla tacere per sempre. Ma Kennedy non restituì il favore, e quindi decisero di eliminarlo. Ma la mafia nel 1963 era in grado di manipolare la Cia, l'Fbi, i giudici in quattro Stati diversi, nonchè un ex membro della Corte Suprema come il giudice Warren, messo a capo dell'omonima commissione? Improbabile. 
Un'altra ipotesi vede implicati Cuba e Fidel Castro, con l'omicidio del 1963 come risposta all'invasione della Baia dei Porci. Nel 1961 l'allora neoeletto presidente Kennedy diede il via libera ad una operazione per la conquista militare di Cuba, che da tre anni era nelle mani di Fidel Castro. Vennero usati dei fuoriusciti cubani, armati dagli Usa e trasportati sull'isola. Ma l'attacco fu un fallimento completo: in poche ore tutti gli uomini impiegati nell'operazione vennero catturati o uccisi. E l'ipotesi Castro vede appunto il dittatore cubano che manda tre killer per vendicarsi. Ma questa ipotesi presenta gli stessi punti deboli della precedente, con l'aggiunta che sa di propaganda da guerra fredda, con i buoni (gli Usa) attaccati in maniera subdola dal cattivo comunista. 
Una ipotesi molto in voga su Internet è quella che vede Kennedy ucciso da un complotto organizzato e fomentato dalle banche, a causa dell'ordine esecutivo 11110. L'ordine esecutivo è una sorta di decreto legge che viene emanato dal Presidente (anche se con precisi limiti stabiliti dalla legge) e che resta in vigore finchè non viene revocato. Nell'ordine esecutivo 11110 Kennedy autorizzava il Ministero del Tesoro ad emettere titoli o a coniare monete garantite dalle riserve in argento del Tesoro. Secondo i sostenitori della teoria del signoraggio, questo modo di fare avrebbe rovinato le banche, impedendo loro di guadagnare sulla stampa di nuove banconote come fanno con quelle non garantite. Ma costoro dimenticano che all'epoca tutti i dollari erano garantiti dalle riserve auree di Fort Knox (fu così fino al 1971, quando venne abbandonato il sistema detto "gold exchange standard); e che Kennedy, con quell'ordine esecutivo si limitava a dare la possibilità di stampare più banconote e coniare più monete. Invece i sostenitori della teoria del signoraggio sostengono che quell'ordine esecutivo dette il via all'operazione che portò alla morte di Kennedy. Ma non spiegano perchè nè Lyndon Johnson, nè Nixon, nè Carter, nè Ford (cioè i successivi presidenti) lo abolirono; fu solo Ronald Reagan che lo fece parzialmente nel 1987, cioè alla fine del suo secondo mandato (in parte quell'ordine esecutivo è ancora valido oggi). 
Resta una ipotesi (ovviamente vanno escluse dalla discussione quelle totalmente non credibili) che a mio avviso è la più probabile. E' legata ad un altro provvedimento annunciato ma mai eseguito: il ritiro dei soldati dal Vietnam. Gli Usa erano in Vietnam da anni, ma solo con i cosiddetti "consiglieri militari": ufficiali addestratori, organizzatori, persone addette alle trasmissioni per richiamare gli interventi aerei, ecc. Nel 1963 erano solo 12 mila. Poi, sempre nel 1963, ci fu uno degli episodi più controversi di quella guerra: il primo novembre venne deposto il presidente Ngo Dinh Diem con un colpo di Stato, agevolato dall'intervento di un ex agente segreto, Lucien Conein. Nei giorni successivi Kennedy dimostrò in alcune interviste i primi dubbi sulla sua politica, finora seguita, di un rafforzamento della presenza statunitense in quell'area del mondo, facendo balenare la possibilità di un ordine esecutivo per ordinare il ritiro militare immediato. Sarebbe stato un dramma per molti: la Cia, già depotenziata da Kennedy dopo il fallimento della Baia dei Porci, temeva altri tagli; le industrie legate all'esercito (non si parla solo di armi e munizioni, ma anche di vestiti, di trasporti, di cibo, di acqua e di ogni altro bene) avrebbero perso appalti miliardari, sia per i beni acquistati, sia per i progetti di nuove armi o sistemi d'arma; le industrie petrolifere, che forniscono milioni di litri al mese di carburante all'esercito; ma anche le altre industrie, che spesso dipendono dai soldi che i soldati guadagnano e che mandano a casa. Insomma, parliamo di un complesso di potenza economica e politica che è in grado di muovere le montagne. La manodopera poi si trova facilmente, se si muovono le autorità. Perchè non è impossibile supporre (anche se oggettivamente mancano le prove certe) complicità di coloro che hanno organizzato l'omicidio anche con il Servizio Segreto (cioè il servizio di protezione presidenziale) e con l'Fbi. Infatti, non era usuale l'uso della macchina scoperta per il Presidente in strade di una città con palazzi alti, impossibili da controllare; men che meno lo era la scelta di quello specifico percorso, con una curva a gomito che avrebbe costretto la macchina ad andare a non più di 10-20 Km/h e senza nessuna possibilità di sfuggire al fuoco di un fucile. Ma questo può essere stato semplicemente un errore. Anche i più esperti possono commetterne. E in quel periodo il Servizio Segreto non aveva fama di essere di alta qualità. Ma per manipolare le indagini, e trascrivere "accidentalmente" male le testimonianze raccolte, omettendo dati essenziali (come il fatto che più di 10 persone videro i proiettili venire da una collinetta davanti alla'automobile presidenziale), ci vuole un buon controllo sia sulla polizia locale che sull'Fbi. E per eliminare una persona in carcere, facendo risultare che sia morto in una settimana per cancro (il riferimento è a Jack Ruby, colui che uccise Lee Oswald), ci vuole un buon controllo anche lì. E ci sono tante altre cose che dimostrano contatti all'interno degli enti statali; contatti anche molto in alto. Contatti che sono possibili solo attraverso un potere economico e politico che non è nelle mani di tutti. 
Ma naturalmente queste sono solo ipotesi, non c'è uno straccio di prova. Almeno per ora: alcuni dei documenti ufficiali sulla vicenda Kennedy sono stati secretati. Inizialmente erano stati secretati per un secolo, fino al 2059; grazie ad alcune leggi approvate successivamente, questa data è stata modificata, per cui gli ultimi documenti saranno resi noti nel 2017. Ma è difficile immaginare che ci possano essere novità reali.  

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di Antonio Rispoli
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