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Omofobia: grave problema in Italia che non si vuole risolvere


Omofobia: grave problema in Italia che non si vuole risolvere
17/05/2017, 15:19

Oggi è la giornata anti-omofobia. Probabilmente ci saranno un po' di link che gireranno sui social network; se va bene, qualche dichiarazione di qualche politico. E poi da domani? 

Già il fatto che questa è la prima volta che in Italia si celebra questa data, mentre l'Europa l'ha decisa nel 2004, la dice lunga. 13 anni per decidere di dire sì ad una dichiarazione contro quello che è a tutti gli effetti un reato. Perchè cominciamo col dire questo: gli atti di omofobia sono un reato. Sono atti di razzismo, atti con cui si vuole attestare l'inferiorità dell'altro perchè non è abbastanza uomo (o donna) per la società. E' chiaro che qui non stiamo parlando dell'imbecille che dà del frocio a qualcuno (cosa che è un altro tipo di reato, cioè l'ingiuria), ma di qualsiasi discriminazione o atto di violenza compiuto su qualcuno perchè gay. Uno degli ultimi esempi l'abbiamo avuto a Milano (pochi giorni fa sono stati arrestati i responsabili): otto persone che aggrediscono una coppia gay all'uscita dalla discoteca e li picchiano. Un atto di violenza, quindi, solo perchè i due ragazzi si tenevano mano nella mano. 

Naturalmente, per la legge italiana non è così. Sono anni che il centrosinistra e la sinistra cercano di far approvare una legge che preveda l'aggravante dell'omofobia per tutta una serie di reati. Ma non si è mai riusciti a trovare la maggioranza. E le motivazioni nel dire no sono tragicamente divertenti (che è un modo elegante per non dire che sono delle puttanate mostruose). Come quella avanzata da Giovanardi, che ha sostenuto che far approvare la legge impedirebbe di criticare gli atteggiamenti omosessuali, perchè uno rischia la galera. In realtà, ad impedire di criticare gli atteggiamenti omosessuali basterebbe il buon senso, ma quella è materia per un discorso a parte, dato che non tutti ne sono dotati. 

Certo, qualche cosina è stata fatta in Italia, negli ultimi anni. Per esempio la legge sulle unioni civili. Ma anche quella è una legge incompleta, una robetta di compromesso. La legge vera sarebbe stata quella che equiparava completamente i diritti delle coppie gay ai diritti delle coppie omosessuali. Quindi comprensiva anche per esempio del diritto di adottare un figlio. Invece si è arrivati solo a questo compromesso al ribasso. "Meglio che niente", dirà qualcuno. Beh, certo, la si può anche vedere così. Ma il fatto che non ci sia parità di diritti tra coppie gay e coppie eterosessuali implica che c'è discriminazione. E la discriminazione in questo caso è legata all'omofobia. Quante volte abbiamo sentito dire che "le coppie gay sono contronatura"? E' una tipica espressione omofoba. Una espressione del resto completamente falsa: ci sono oltre 1500 specie animali (per lo più mammiferi) in cui è stata accertata l'omosessualità. E altre 15 mila in cui c'è solo il sospetto. 

Ma che cosa è l'omosessualità? E' una malattia, come dicono gli omofobi? E' quasi buffo che nessuno parli mai del lato scientifico della faccenda. E quindi lo faccio io. A scuola ci hanno insegnato che noi abbiamo 46 cromosomi, divisi in 23 coppie. L'ultima di queste coppie determina il nostro sesso: se è XX si ha una donna, se è XY si ha un uomo. Giusto? Non proprio. Perchè l'ultima coppia decide solo il lato fisico. Cioè se uno nasce col pene o con la vagina, se ha la voce più acuta o più grave, se ha le tette o non ha le tette. Ma c'è un'altra cosa da considerare: la sessualità cerebrale, cioè se una persona è attratta da uomini o da donne. 

Per capirlo, bisogna spiegare un'altra cosa. Quando noi nasciamo, siamo tutti femmine. Mi riferisco a quando il feto si sviluppa. C'è una fase in cui ci sono solo organi femminili: ovaie, vagina, ecc. Solo in un secondo momento, coloro che hanno il cromosoma Y cominciano a produrre testosterone che dà il via ad una serie di trasformazioni: l'uretra si fonde con il clitoride e si ingrandisce, diventando un pene; le piccole labbra e la vagina si chiudono; la grandi labbra si svuotano e diventano il sacco scrotale; le ovaie si trasformano in testicoli e cominciano il loro lungo viaggio verso il basso. Vi siete mai chiesti perchè i bambini nascono con i "testicoli nella pancia", come si suol dire? Proprio perchè quello spostamento non è ancora completo e si completa solo dopo i 6 anni. 

In questa fase, prima che eventualmente entri in azione il testosterone, nell'utero c'è solo il progesterone, l'ormone sessuale femminile. Ed è la stessa fase in cui cominciano a svilupparsi le cellule del cervello. Che quindi si trovano a contatto col progesterone. E la concentrazione di progesterone decide la sessualità cerebrale: se è al di sopra di un certo limite (che varia da individuo a individuo) abbiamo un cervello sessuale femminile, che sarà attratto dagli uomini; se è al di sotto, avremo un cervello sessuale maschile, cioè attratto dalle donne. Normalmente, la quantità di progesterone - che è determinata da un gene nel cromosoma 17 - si "accorda" con la 23esima coppia di cromosomi: se è XY ci sarà poco progesterone; se è XX ce ne sarà di più. Ma più o meno in un caso su 10, questo accordo tra cromosomi non c'è. E quindi abbiamo un uomo con una sessualità cerebrale femminile oppure una donna con una sessualità cerebrale maschile. E quindi un gay. Come si vede non è affatto contronatura; anzi, è esattamente il contrario. 

E' per questo che è anche inutile parlate di teorie riparative o teorie riabilitative dell'omosessualità. Si tratta di un'altra balordaggine omofoba: il DNA non si cambia con le tisane o le preghiere. Perchè non c'è niente da riparare o da riabilitarsi: l'omosessuale è tale, esattamente come l'eterosessuale è tale. E questo non lo dico io, lo dice la scienza. E come mi è capitato di sentire (da un comico, Saverio Raimondo, ma non per questo è meno vero), "la scienza non è una opinione. O meglio, è l'opinione di chi ha ragione". Alla fin fine, se uno ci pensa, l'omofobia è uno dei tanti regali negativi delle tre religioni monoteistiche: ebraismo, islamismo e cristianesimo. Se si esce da questo ambiente, l'omosessualità è considerata la normalità. Lo era ai tempi dei romani e dei greci, lo è tuttora in quei Paesi che non hanno avuto niente a che fare con queste tre religioni (e con quell'altra religione politica che è il comunismo). Del resto, c'è un aforisma che ho letto spesso e che condivido: "Ci sono migliaia di specie viventi omosessuali, ma solo una omofobo: l'essere umano".

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di Antonio Rispoli
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