Editoriali / L'opinione

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Ormai solo Nerone può salvare i romani


Ormai solo Nerone può salvare i romani
01/08/2017, 15:46

Ogni giorno arriva qualche novità da Roma, e mai positiva. Oggi è un incendio, domani è un nuovo problema con i trasporti pubblici, dopodomani il problema si sposta sui camion-bar e sugli ambulanti che ormai hanno occupato ogni centimetro quadrato dei marciapiedi di Roma. E sopra tutti, Virginia Raggi e la sua completa incapacità a fare qualsiasi cosa che non sia twittare qualche frase propagandistica per se stessa o per il Movimento 5 Stelle. Ma si può amministrare così una città? Peggio: si può amministrare così la capitale d'Italia?

Le ultime novità in ordine di tempo le abbiamo viste. La metro A chiusa in un tratto e un servizio sostitutivo di autobus che non ha funzionato adeguatamente. Alcune linee di autobus che ieri non funzionavano perchè mancavano le vetture disponibili. Inoltre i soliti problemi di spazzatura non ritirata che si accumula in varie parti della città, con topi e gabbiani che trovano terreno fertile. E nei giorni scorsi, a condire il tutto, una invasione di blatte in uno dei quartieri della città. Senza dimenticare la manutenzione delle strade, che è praticamente sconosciuta per i romani da un po' di tempo a questa parte. Che altro? Le lunghe file di ambulanti lungo i marciapiedi cittadini, i camion bar sotto il Colosseo o davanti ai Fori Imperiali e cose del genere. E in mezzo i cittadini romani e i turisti, strangolati dalla realtà di una città che diventa sempre più invivibile. 

E questi sono i problemi, delineati a grandi tratti (se vogliono entrare nei particolari, settore per settore, ne esce abbastanza da scriverci un libro). Ma chi dovrebbe porvi rimedio? Mi riferisco ovviamente alla giunta Raggi. Non essendo romano, posso seguire solo via Internet quelo che accade nella Capitale. Ma sono settimane che non vedo una delibera importante discussa in Campidoglio. La giunta dice, promette, assicura che farà, ma si mostra largamente inadeguata a gestire l'ordinario. Anche qui, basta guardare a quello che succede dalla cronava di tutti i giorni. Per esempio la vicenda dei vertici Atac: il direttore generale Bruno Rota si è dimesso il 21 luglio scorso, ma il 30 luglio l'amministratore unico Manuel Fantasia ha annunciato di avergli ritirato le deleghe. Perchè i grillini devono far vedere che sono loro a decidere. Non fanno niente di concreto, allora puntano tutto sulla comunicazione e nel dire. "L'abbiamo fatto noi". 

L'abbiamo visto anche con la siccità. La Raggi in 48 ore è passata da un tweet in cui diceva: "Il governo e la Regione non possono lasciare Roma senz'acqua" ad un tweet in cui diceva: "Abbiamo risolto i problemi idrici della capitale".Ma in realtà la Raggi non ha fatto nulla. Anzi, mi correggo: in un post di Facebook si è vantata di aver sostituito i vertici Acea (l'Acea è la società municipalizzata che si occupa della distribuzione dell'acqua a Roma) dopo il suo insediamento e di aver aumentato gli investimenti. Peccato che nessuno ha visto questi investimenti. E il fatto che la metà dell'acqua che l'Acea fa entrare nelle sue condutture si disperda a causa delle perdite nelle tubature dà la misura di come non vengano fatti investimenti di sorta. 

E quali sono le risposte della Raggi e di M5S? "Abbiamo messo in circolazione 150 nuovi autobus"; certo, ma erano quelli acquistati dalla giunta Marino. "Abbiamo dato ad Ama 45 'green machine' per migliorare la pulizia dei marciapiedi"; certo, peccato che erano state messe via dalla giunta Alemanno perchè non pulivano bene e avevano notevoli problemi di manutenzione. "Daremo alla città 1900 nuove abitazioni"; certo, peccato che quello era il progetto approvato dalla giunta Marino. E così via. Cioè tutti i loro piani e progetti non sono altro che la copia di quello già approvato dalla giunta Marino. Oppure di ciò che Marino ha fatto e loro se ne prendono il merito. E questo è tutto ciò che può offrire ai romani la giunta Raggi. Menzogne, appropriazione dei meriti degli altri, e basta. 

Quando venne eletta la Raggi, feci una previsione: dopo sei mesi i romani avrebbero rimpianto Marino; dopo un anno avrebbero rimpianto Alemanno; e prima della fine della legislatura avrebbero invocato l'arrivo di Nerone. Perchè sapevo sin dall'inizio che la Raggi era una incapace. Il suo curriculum politico era chiaro, del resto: durante la consiliatura Marino l'unica cosa per cui si era distinta era stata il numero record di assenze dal Consiglio comunale. Per il resto, non ha fatto niente. E come sindaco è stata la stessa cosa. La città è abbandonata a se stessa, la giunta Raggi e la sua maggioranza si limitano a fare il minimo che richieda la forma (che è molto al di sotto del minimo indispensabile). E così la città subisce un degrado continuo ed ininterrotto. Molto più di quello che ha subito nel corso degli anni dai sindaci precedenti. 

Ma d'altronde questa è la diretta conseguenza delle scelte dei romani. Sono stati loro a votare la Raggi. Oh, certo, si può dire che è stata una scelta dovuta a Mafia Capitale. Oppure che è stata una reazione all'incapacità del Pd. Oppure che la gente voleva provare qualcosa di nuovo. Si possono raccontare tutte le balle che si vuole. Ma la verità è una sola: che anche a Roma gli elettori hanno votato senza usare la testa. Come sono soliti scrivere i giornalisti, "ha votato la pancia del Paese" (o in questo caso del Comune). Il problema è che il risultato esce dal buco del culo. Ed è molto maleodorante. E per nulla piacevole da vedere e men che meno da toccare. Attenzione che questo non vale solo per Roma e non vale solo per il Movimento 5 Stelle. Del resto l'abbiamo già visto. Anche l'elezione di una maggioranza formata da Forza Italia, Alleanza Nazionale (poi fusi nel Pdl), Lega Nord e Udc nel 2001 e poi nel 2008 furono un voto di pancia. E il risultato sono stati due dei peggiori governi della storia italiana (taccio sul governo del 1994 solo perchè durò solo una manciata di mesi e quindi fece danni non eccessivi), che hanno aumentato le tasse ai più poveri, diminuito quelle ai più ricchi, aumentato il debito pubblico (se sommiamo gli anni del governo Berlusconi, vediamo che in quegli anni sono stati creati quasi 500 miliardi di euro di debito pubblico, quasi il 20% di quello accumulato in 70 anni) e tenuto il Paese quasi costantemente in recessione. 

Adesso c'è chi parla di dimissioni della Raggi, magari puntando anche alle divisioni interne al Movimento 5 Stelle. Per carità, non posso che augurarmelo, visto quello che la Raggi sta combinando. Ma io non voto nè scrivo di pancia. Io ragiono. Ed è evidente che questo non succederà così facilmente. Le dimissioni della Raggi costituirebbero una mazzata enorme per i consensi del Movimento 5 Stelle. E sarà difficile trovare qualche balla o qualche scusante che convinca i grillini a non abbandonare il loro partito. E questa emorragia di consensi, a soli 6 mesi dal voto, non credo che il partito possa reggerlo. Diverso è il discorso nel 2018. In quel caso, qualche mese dopo le elezioni politiche, ci potrebbe essere una certa convenienza per Grillo e Casaleggio di buttare via la sindaca e puntare su nuove elezioni. Soprattutto se le elezioni politiche dovessero dare il Movimento 5 Stelle - come dicono oggi i sondaggi - più o meno alla pari con il Pd. 

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di Antonio Rispoli
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