Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

Partito il dopo-Letta, ma il Pd non partecipa


Partito il dopo-Letta, ma il Pd non partecipa
30/08/2013, 17:42

Ricordo che una volta, ai Mondiali di atletica leggera del 1987, nella finale dei 100 metri ci fu Pierfrancesco Pavoni (primo e unico italiano ad aver raggiunto la finale in quella specialità) che partecipò come si suol dire per onor di firma: nella semifinale aveva subità una contrattura alla gamba e quindi era impossibilitato materialmente a correre. Fece quei 100 metri camminando, mentre gli altri si disputavano la vittoria. 
Guardare lo scenario politico attuale mi ricorda quella gara. Infatti il Pdl sta cominciando a lavorare per far cadere il governo Letta, come dimostra il continuo tira e molla sull'Imu. A cui adesso ha già cominciato a seguire quello sull'Imu. E dato che ad ottobre verrà presentata la legge di stabilità, è facile che si prosegua anche su quello. Anche se con il decreto sull'Imu, Letta ha posto una interessante tagliola sul tragitto del Pdl: l'Imu è stata eliminata (anche se comunque verrà sostituita da una service tax che costerà più dell'Imu), ma se non viene approvato il decreto e poi la legge di stabilità (che viene presentata ad ottobre ed è quella che una volta veniva chiamata legge finanziaria), ritorna ed è da pagare. In questa maniera, se il Pdl si sfilasse dal governo prima di dicembre, Berlusconi dovrebbe spiegare al suo elettorato perchè torna l'Imu. Quindi si tratta di una piccola trappola tesa a mantenere in piedi il governo almeno fino a gennaio. 
Contemporaneamente, negli ultimi giorni Scelta Civica - che finora è stata praticamente zitta - ha cominciato a trovare la voce per dire che era favorevole all'abolizione dell'Imu. E c'è un evidente riposizionamento anche dell'Udc, come dimostrano le parole di Pierferdinando Casini, invitato giovedì in Tv alla trasmissione "In onda", su La7. 
Per il Movimento 5 Stelle, non c'è bisogno di parlarne: Beppe Grillo è in campagna elettorale permanente, con la ripetizione senza fine delle stesse identiche menzogne che va ripetendo da tre anni. Quindi non c'è nessuna differenza; anche se in questi giorni ha preso una topica mostruosa con la vicenda di Parma. Infatti, aveva fatto eleggere Federico Pizzarotti a sindaco di Parma con la promessa che non sarebbe mai stato costruito un inceneritore (già pronto al 70%). L'inceneritore è partito in questi giorni, Pizzarotti non ha mosso un dito, e quindi le critiche sono piovute sul sindaco di Parma. Nel tentativo disperato di difenderlo (si tratta pur sempre dell'unica grande città conquistata da M5S), Grillo ha detto che per colpa dell'inceneritore ci saranno il prosciutto San Daniele e il parmigiano reggiano pieni di dossina. Dichiarazioni che hanno sollevato l'ira dei produttori emiliani: si tratta di prodotti di alta qualità, esportati, che garantiscono fatturati di miliardi di euro. Una pubblicità negativa del genere è l'ultima cosa che vogliono. 
E il Pd? Il Pd fa la parte di Pavoni. E' fermo, cammina... e non sono sicuro neanche che miri allo stesso traguardo. Infatti, il suo traguardo è novembre, quando ci sarà il congresso. Oggi sull'Huffington Post c'era un sondaggio che parlava di un testa a testa tra Renzi e Letta per la segreteria, con il primo in vantaggio 47 a 43. E dopo? Non si sa. Nel Pd nessuno parla di quali sono i progetti da qui a 3 mesi o a 6 mesi o ad un anno. Ci sono molte discussioni su chi sarà il segretario del Pd, ma nessuna su cosa farà il Pd dopo. E a questo punto la domanda sorge spontanea: se cade Letta, chi lo sostituisce? Ricominceremo con la farsa dei governi tecnici? O come dice qualcuno Napolitano si dimetterà per far eleggere D'Alema o Violante? Tutte domande a cui magari si può ottenere una risposta individuale, in qualche caso; ma sicuramente non una risposta di partito, che è quella che conta. 
Il tutto con una accelerazione generale che è stata data dalla sentenza Mediaset, che è il vero motivo che spingerà Berlusconi a muoversi: deve disinnescarne le conseguenze. Se lui resta fuori dal Parlamento fino al 2019, come fermerà eventuali magistrati che lo indagano, oltre ai processi in corso? Nella sua vita, Berlusconi ha dimostrato che non tiene in nessun conto le leggi; se decide di fare una cosa, la fa, senza guardare in faccia a nessuno. Anche se viola una legge. Quindi non è da escludere che commetta anche altri reati o li stia commettendo adesso. Ma soprattutto per lui c'è il pericolo del processo Ruby: sarà in Cassazione solo nel 2015 o nel 2016, ma il reato di concussione prevede quasi obbligatoriamente l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. E quindi deve disinnescare questa mina. Quale sarà il suo agire in proposito si può immaginare, ma è molto difficile capire tra le opzioni possibili quali sceglierà. 
Quello che è sicuro, invece, è l'idiozia degli italiani. Questa mattina ho visto un sondaggio, che pone il Pdl al 28%, il Pd al 24%, M5S al 20%, Sel al 6,6% e gli altri a scendere. Quando la maggioranza relativa degli italiani è disposta a votare un delinquente e la metà dichiara di voler votare per demagoghi come Grillo e Berlusconi (soprattutto se consideriamo che nei sondaggi chi vota per questi due non risponde per vergogna e quindi in realtà le loro percentuali sono più alte), è chiaro che per il nostro Paese non c'è alcuna speranza. Entrambi hanno ampiamente dimostrato di essere bravissimi venditori di fumo, ma completamente incapaci nel resto. Se a questo aggiungiamo il Pd che da 30 anni (dai tempi dei "decreti Berlusconi" con cui Craxi autorizzava Berlusconi a tramettere in tutta Italia con Canale 5, decreti approvati grazie a Veltroni che dette disposizioni affinchè i decreti passassero e affinchè il PCI non facesse ostruzionismo) fa di tutto per aiutare Berlusconi, le prospettive sono da suicidio. 

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©