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Perchè Grillo non vuole trasparenza all'interno di M5S?


Perchè Grillo non vuole trasparenza all'interno di M5S?
21/05/2013, 15:12

Il disegno di legge Finocchiaro-Zanda, nel quale si impone una serie di regole ai partiti per partecipare alle elezioni, è stato descritto da Beppe Grillo e dai grillini come una legge pensata per impedire al Movimento 5 Stelle di presentarsi alle elezioni. E infatti subito l'ex comico ha detto che se venisse approvato non si presenterebbe alle elezioni. Ma è veramente così?
Innanzitutto, se si esamina la legge, se ne deduce che nessun partito oggi potrebbe partecipare alle elezioni, se il disegno di legge venisse approvato, dato che nessuno ha pubblicato il proprio Statuto sulla Gazzetta Ufficiale. Ovviamente Pd e Pdl sarebbero quelli che incontrerebbero meno difficoltà, così come anche i partiti più vecchi, come Sel, Idv, ecc. Ma anche per il Movimento 5 Stelle non sarebbe un problema insormontabile. Basterebbe che Grillo andasse da un notaio per fare qualche cambiamento di status ed è fatta. Infatti attualmente M5S è una "associazione non registrata", che è l'equivalente legale del dire allo Stato: "Fatti gli affari tuoi". Infatti si tratta di associazioni che hanno obblighi al minimo nei confronti dello Stato; basti pensare che non hanno neanche l'obbligo di presentare il bilancio come tutte le società. Non è un grosso sacrificio, trasformarlo in una associazione più trasparente. O lo è? 
Perchè il problema che ha sempre afflitto M5S è stato proprio la torbidezza in cui si muove. Non c'è nessuna decisione di rilievo che venga presa in maniera limpida. Anche le cosiddette Parlamentarie, cioè la presunta elezione dei candidati da inserire nelle liste che M5S ha presentato per le elezioni al Parlamento, ha avuto tutto tranne la trasparenza. Se qualcuno avesse voluto controllare l'andamento delle votazioni, questo non sarebbe stato possibile. Nè durante le votazioni (e fin qui, posso anche essere d'accordo, si sarebbero potute ingenerare competizioni sleali) nè al termine delle stesse. La "garanzia" che tutto si sia svolto secondo le giuste procedure, come ha detto Grillo, sta nella sua parola e in quella di Casaleggio. Ora, sarà che io sono particolarmente diffidente, ma come garanzia mi sembra pochino. Stessa "garanzia" c'è stata sulla correttezza dello svolgimento delle "Quirinarie", cioè le elezioni on line della persona che il partito avrebbe sostenuto nella corsa al Quirinale. 
A questo punto, la domanda è d'obbligo: come mai Grillo invoca tanta trasparenza negli altri ma non offre nessuna trasparenza volontariamente? Anzi, fa di tutto per alzare una cortina fumogena. Ha sempre detto che voleva vedere le dirette streaming delle riunioni degli altri partiti (e infatti il Pd, facendo la solita figura dei fessi, ha trasmesso in diretta streaming le proprie riunioni) ma ha fatto solo riunioni segrete con i suoi. Compresa la riunione "in un luogo segreto" (poi rivelatosi un agriturismo alle porte di Roma) per evitare che i giornalisti mettessero delle cimici e ascoltassero tutto. La stessa cosa sui bilanci. Dice sempre che quelli del Pd rubano, nonostante è noto che i suoi sono bilanci certificati, mentre sono ignote le sue entrate di Grillo. Dopo la puntata di Report di domenica scorsa, dove Milena Gabanelli faceva questa stessa domanda, oggi Grillo risponde che il blog è in perdita e che le perdite sono coperte dalla Casaleggio Associati. Il che da una parte dimostra che i rapporti tra Grillo e Casaleggio sono molto più stretti di quanto facciano credere, per quanto restino nebulosi. Ma è una realtà poco credibile, dato che il blog di Grillo è il più visto di Italia e - secondo gli esperti - è in grado di raccogliere tra i 5 e i 10 milioni l'anno. Quindi, o dimostra che spende altrettanto per gestire il sito (e non esiste un sito che costa così tanto) oppure è lecito dubitare che la cosa sia vera. Anche perchè il fatto che Grillo in passato abbia usufruito più volte di condoni (fiscali ed edilizi) dà l'idea che non sia particolarmente affidabile, quando parla dei propri soldi. 
Quindi torniamo alla domanda iniziale: perchè Grillo ha così paura della trasparenza in ciò che fa? Dopotutto non gliel'ha prescritto il medico di fare il politico. Quindi dovrebbe scegliere: o torna a fare il comico e a quel punto potrà tenersi intorno tutto il torbido che vuole; oppure, se vuole fare il Savonarola, a fustigare i politici ladri e imbroglioni, deve essere trasparente. Come si diceva della moglie di Cesare, non deve solo essere al di sopra di ogni sospetto, ma deve anche sembrarlo. E Grillo finora offre centomila motivi di sospetto da ogni punto di vista, a cominciare da quello economico. 

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di Antonio Rispoli
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