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Perchè i soldi che usiamo sono carta straccia?


Perchè i soldi che usiamo sono carta straccia?
23/12/2013, 18:43

Mi ha fatto ridere leggere un articolo su Repubblica in cui il neosegretario della Lega Nord, Matteo Salvini, si è presentato con un vassoio pieno di soldi del Monopoli, dicendo che sono farlocchi come l'euro. Mi ha fatto ridere perchè, nella sua completa ignoranza della materia (dimostrata da altre affermazioni in proposito) Salvini unisce una verità ad una enorme menzogna. La verità è che l'euro è una moneta farlocca come i soldi del Monopoli; ma lo stesso vale per il dollaro americano, la sterlina inglese, lo yen giapponese, lo yuan cinese e tutte le altre monete del mondo. E questo Salvini non l'ha detto. Ma se sono tutte monete farlocche, perchè le usiamo? 
Per capirlo, bisogna fare un attimo velocemente la storia delle banconote. Inizialmente erano semplicemente certificati bancari (banconote=note della banca), in cui si attestava che una certa persona aveva versato una certa quantità di oro in una filiale di quella banca e poteva riscuotere il suo equivalente in qualsiasi altra filiale della banca o nelle banche associate. Una situazione molto più comoda (finchè la banca era onesta) per i mercanti: nascondere un chilo d'oro è difficile; nascondere un foglio di carta è molto più facile. Progressivamente, ogni banca cominciò a stampare banconote, con l'autorizzazione dello Stato e a condizione che avesse una propria riserva di oro o di argento. Infatti, le banconote dovevano avere (almeno in teoria) una completa copertura in oro e argento: se venivano emesse banconote per un valore di X, ci doveva essere un valore X in oro nelle casseforti della banca stessa. Ma era solo teoria, di solito non era così. 
Non so quanti di voi abbiano visto il film Mary Poppins. C'è una scena dove i due bambini protagonisti vanno in banca col padre e lì, poichè si rifiutano di depositare due penny, involontariamente scatenano il panico tra la gente, che cerca di ritirare i propri risparmi, ma la banca decide di chiudere e di non dare nulla. Questo proprio perchè raramente c'era la copertura integrale delle banconote in oro. Quel genere di panico si è verificato nella storia moltissime volte, tra la fine del '700 e l'inizio del '900. Ed è sempre stato causato o è stato causa di crisi economiche di ampio respiro. Anche la crisi del 1929 in parte è stata causata da questo panico: la gente aveva paura a spendere il denaro, perchè non sapeva se ne avrebbe avuto altro; e questo bloccò l'economia per anni. 
Durante la Seconda Guerra Mondiale l'Inghilterra versò tutte le proprie riserve auree (oltre a quelle di Francia, Danimarca, Norvegia, Svezia, Belgio, Olanda e Lussemburgo) agli Stati Uniti, per avere in cambio armi e rifornimenti. Pratica che comunque esaurì le suddette riserve entro la metà del 1941. Quindi, finita la Seconda Guerra Mondiale, in Europa di oro ce n'era pochissimo, mentre gli Usa ne erano pieni. Pensare di stampare banconote garantite da oro era una utopia. ALlora si fece un'altra legge: le banconote potevano essere garantite da oro oppure da valute convertibili in oro (e all'epoca c'era quasi solo il dollaro che aveva questo privilegio). E questo fu uno degli elementi di forza degli Usa nel dopoguerra. 
Ma dopo una ventina di anni il sistema cominciò a scricchiolare. E quindi si arrivò al 1971, quando si decise una nuova modifica: le banconote non erano più convertibili in oro. La circolazione delle banconote nel mondo divenne "fiduciaria": è lo Stato che con la sua economia, con la sua struttura sociale, con tutto se stesso garantisce quelle banconote. Ovviamente, più uno Stato è forte, più quella banconota è accettata. Usa, Inghilterra, Cina, Giappone sono considerati Paesi economicamente forti e socialmente stabili, per cui le loro banconote sono ben considerate; quelle dei Paesi sudamericani (per fare un esempio) molto meno. 
Quindi è dal 1971 che tutte le banconote del mondo sono farlocche, perchè non garantite da nulla, non è solo l'euro dal 2001. Quindi, per capire se una banconota è accettata bisogna guardare a chi la emette. Nel caso dell'euro, bisogna guardare all'insieme degli Stati europei: nel mondo quanta fiducia hanno? Difficile dirlo, perchè si tratterebbe di fare un raffronto tra altre banconote, ognuna delle quali ha un suo andamento positivo o negativo. Rispetto al dollaro, per esempio, si considera che le "palle al piede" (dal punto di vista economico) che ha l'Europa - Italia, Grecia, Spagna - non costituiscono un ostacolo eccessivo per la potenza economica tedesca. Ma lo stesso non si può dire se si confronta con lo yuan cinese, che si sta rafforzando, nonostante la Banca Centrale cinese si sforzi di impedirlo. 
E' su questo discorso che si innesta quello della sovranità monetaria, cioè l'illusione che se una nazione stampa la propria moneta, essa viene considerata di più sui mercati internazionali e non può fallire. In realtà dipende da cosa c'è dietro quella banconota. Venti anni fa la lira non valeva un tubo, perchè dietro c'era una economia comunque balbettante; e oggi una moneta nazionale italiana avrebbe dietro una economia distrutta e rasa al suolo dagli ultimi 13 anni di malgoverno con una classe imprenditoriale di infimo livello. E chi si fiderebbe? 
Insomma, l'unica differenza tra i soldi del Monopoli e quelli che usiamo quotidianamente quindi è nel fatto che gli euro difficilmente sono duplicabili e sul fatto che lo Stato li accetta per il pagamento delle tasse ed ordina che tutti i negozi e le società private o pubbliche li accettino. Basta per definirli farlocchi? E allora tutti i soldi del mondo sono farlocchi. Allora che facciamo? Torniamo all'epoca degli antichi egizi, dove la paga giornaliera per un operaio era una scodella di minestra e un po' di carne e i premi di lavorazione erano un orcio di olio oppure una veste o un paio di sandali? 

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di Antonio Rispoli
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