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Petizioni e referendum, le raccolte firme fatte via web


Petizioni e referendum, le raccolte firme fatte via web
26/07/2012, 15:26

Ultimamente capita sempre più spesso di vedere su Facebook dei link che invitano a firmare per questa o quella causa. E più di recente, sta girando un link che invita ad andare nel Municipio del proprio Comune a firmare per un referendum che mira ad "abolire i privilegi dei parlamentari".
Vediamo di fare chiarezza su queste due cose. La prima le petizioni. Per carità, si possono firmare petizioni di ogni tipo, basta esserne convinti. Il punto è: a che servono? Ammesso e non concesso che poi quelle petizioni col loro bell'elenco di firme vengono portyate al destinatario, a che serve? Io posso organizzare una bella raccolta firme che chieda a Mario Monti di dimettersi da Presidente del Consiglio. Se ben pubblicizzata, posso raccogliere facilmente un milione di firme in meno di un mese. E poi, una volta che gliele porto a Monti? Qualcuno crede che poi lui vada da Napolitano a rassegnare le dimissioni? 
Certo, rimane un ottimo sistema per scaricarsi la coscienza, un po' come mandare l'SMS da uno o due euro quando avviene una catastrofe naturale. Ma nulla più. 
Diverso è il discorso dei referendum. Qui la raccolta non può essere fatta on line, ma va fatta davanti ad un pubblico ufficiale che certifichi l'identità di chi firma. Anche perchè poi ad ogni modulo vanno allegati (ma è una procedura che viene sbrigata dal comitato organizzatore che raccoglie le firme) i certificati di residenza dei firmatari, in modo da verificare che i dati scritti sul modulo sono corretti. Ma anche qui bisogna fare attenzione, ancora di più che sulle petizioni. Perchè una raccolta firma referendaria può anche nascondere un trucco.
Innanzitutto, riassumiamo le regole: un referendum si può fare raccogliendo le firme di 500 mila cittadini. La procedura è questa: si elabora il quesito su cui chiamare a decidere i cittadini (cioè quello che un domani sarà scritto sulla scheda elettorale del referendum) e lo si deposita in Cassazione. Da quel giorno inizia la raccolta firme (non prima) e si hanno 90 giorni per questa raccolta. Nel senso che entro il novantesimo giorno dal deposito del quesito bisogna depositare presso la Corte di Cassazione i moduli con le firme raccolte ed estratto del certificato di residenza di ciascun cittadino che ha firmato. Il tutto viene controllato dalla Cassazione che vede se i moduli sono secondo le regole. Se va tutto bene, il proiblema passa alla Corte Costituzionale, che decide entro le prime due-tre udienze del gennaio successivo se il referendum è ammissibile. Infatti La Costituzione fissa numerosi paletti: non sono ammessi referendum in materia di trattati internazionali (con buona pace di quelli che dicono di fare un referendum sull'euro o sul Mes), in matera di tasse (Un referendum che abolisse le tasse, avrebbe il 300% di sì), in materia penale (troppo delicata per lasciare che decida la pancia del Paese) e così via. A questi paletti se ne aggiungono altri fissati nel corso degli anni dalla stessa Corte. Per esempio sono proibiti quei referendum che cancellano una legge e lasciano un vuoto legislativo (posso fare un referendum che abolisca questo e quell'articolo della legge sulla fecondazione assistita, ma non posso abolire l'intera legge tout court). 
Se si supera questa valutazione giuridica nel merito, i referendum vengono fissati tra il 15 aprile e il 15 giugno di quell'anno, a meno che non ci siano elezioni legislative nazionali. Se ci sono, il referendum si tiene l'anno successivo.
Chiarito questo, veniamo al referendum per cui c'è la raccolta firme e al potenziale trucco di cui parlavo. Il referendum, ammesso che raccolga le firme, non si potrà tenere prima del 2014, a meno che non ci siano elezioni nazionali anticipate a novembre di quest'anno. E già questo dovrebbe essere un ostacolo alla raccolta firme: a che serve raccogliere oggi le firme per un referendum che avverrà solo tra 18 mesi? 
Ma il realtà questo referendum non avverrà mai. Esso si propone di tagliare i "privilegi dei politici". Ma a parte che l'articolo in questione conta poco (gli extra i politici li decidono di volta in volta in Parlamento), c'è il problema che si tratta di un quesito su una materia che non è nella disponibilità di un referendum. Infatti si tratta di decidere su un organo istituzionale, altro campo dove il referendum è proibito. Quindi la Corte Costituzionale sicuramente lo boccerà. 
E allora perchè raccogliere le firme? Beh, a voler pensare male, c'è un utilizzo, anche se è completamente illegale. Se una persona senza scrupoli si procurasse uno o più di quei moduli, potrebbe con pochi ritocchi al PC trasformare il modulo per i referendum in un modulo per la raccolta firme in vista delle elezioni dell'anno prossimo. 
Naturalmente lungi da me l'idea di dire che i promotori abbiano questa intenzione. Sarebbe accusarli di un reato e non ho alcuna prova per dirlo. Tuttavia pare che siano state raccolte 300 mila firme. E con un numero così elevato di moduli che circolano, qualcuno può approfittare della disattenzione altrui per allungare le mani.  

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di Antonio Rispoli
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