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Previsioni meteo autunnali: solite lacrime di sangue

Osservazione di un fenomeno che si ripresenta ogni anno

Previsioni meteo autunnali: solite lacrime di sangue
21/08/2012, 16:34

Preparatevi a tanti cicloni per questo autunno perché da settembre sarà una stagione davvero calda. Questa notizia ci impaurisce, ma di certo non è una novità. Sono anni che l’autunno diventa più focoso dell’estate e prosciuga i nostri portafogli con le bollette che aumentano ed il prezzo della benzina che cresce costantemente per colpa delle tasse e non per il reale costo del bene. Anni fa non ce ne saremmo accorti, ma adesso che la situazione è davvero critica visto l’indice di povertà  smisuratamente in crescita. La chiusura delle aziende è ormai notizia quotidiana al pari del Meteo. Un bollettino triste per i poveri mortali che si trovano a fronteggiare i problemi della quotidianità, ma rassicurante secondo gli esperti del mercato che trovano la strada spianata per speculare ed assorbire gli ultimi capitali rimasti sui conti correnti di evasori conclamati da secoli: i lavoratori. Se chiudono le aziende, se gli enti licenziano, chi ci guadagna? La casta ovviamente. Una lobby potentissima che viene spalleggiata dai maestri della globalizzazione che ingrandiscono la propria fetta di mercato sulle sventure delle piccole e medie imprese: motore trainante dell’economia europea. Chi conosce bene la storia recente sa che l’Italia è sotto una dittatura. Non c’è la pena di morte come minaccia, ma qualcosa di molto più grave e paurosa: l’indigenza. Pensateci bene, è meglio la povertà che lascia morire lentamente o preferite un colpo di ghigliottina per farla finita in modo onorevole? Qual è la soluzione che ci prospettano ogni giorno? Non uscire di casa per non spendere, non spendere per non andare in galera per il controllo di operazioni statali e parastatali, possibili grazie al contributo di chi deve tutelare i nostri risparmi ed invece da in pasto agli speculatori i nostri risparmi con la speranza di vedere i propri azionisti salvi dalla bufera che scuote il paese. Il commento degli esperti di mercato è sempre lo stesso da anni: la finanziaria varata da un governo non è mai utile al conseguimento degli obiettivi. E noi puntualmente viviamo con lo spauracchio del debito pubblico che incombe su di noi e sulle nostre future generazioni. C’è chi grida al complotto, chi alla vergogna, ma nessuno è in grado di mettere in campo azioni atte a contrastare la nostra fine. E se i ricchi che mai diventeranno poveri investono nei paesi emergenti che li accolgono ignari del fatto che la storia si ripete e che fra 20 anni si ritroveranno nella condizione di tentare ad essere di nuovo emergenti dopo che avranno fatto la nostra stessa fine. Con la scusa del benessere globale, che è giusto se graduale, il mondo non conosce soluzione a tantissimi problemi che sistematicamente si ripropongono con una consueta ed agghiacciante ciclicità colpevole nel corso della storia di aver portato indietro il progresso di uno stato o di un paese. Che autunno ci aspetta quindi? Caldo al pari di questa estate dove però mancheranno i nomi epici dei cicloni e ritorneranno nella quotidianità i suicidi di imprenditori e gli omicidi-suicidi delle persone rapinate dalla finanza globale. 

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di Giuseppe Forma Riproduzione riservata ©